Palio dei Micci: contrade in festa. Identità, colori e orgoglio locale
I professori Marzia Venè e Gionata Grassi raccontano storia, simboli e passione della comunità
Il Palio dei Micci, che si tiene la prima domenica di maggio, unisce la comunità di Querceta da oltre 70 anni. Ne parlano i professori Marzia Venè e Gionata Grassi, esperti contradaioli da generazioni, intervistati dagli alunni della classe II B.
Qual è l’origine del Palio? «La prima edizione risale agli anni ‘50, nel dopoguerra la nostra popolazione aveva bisogno di ricostruire un senso di comunità dopo anni difficili; quindi, ci si inventò il Palio dei Micci in occasione della festa del patrono San Giuseppe.
Dagli anni ‘60-’70 si decise di spostare l’evento alla prima domenica di maggio per sperare in un clima migliore e dare risalto ai due eventi in maniera distinta, così si sono anche formate le diverse contrade».
Come sono nate? «In maniera spontanea, dal basso, dai cittadini, quindi di pari passo con il palio stesso in un processo naturale, di appartenenza alla frazione. I nomi delle contrade rappresentano i luoghi: il Ponte sorge dove si trova il ponte sul fiume Versilia. Il Pozzo dove anticamente forse si trovavano dei pozzi pubblici, per lavare i panni. La Madonnina nasce vicino a una chiesa; la Quercia prende il nome dal fatto che la piana quercetana è ricca di questo albero. E invece la Lucertola deriva il suo nome dal fatto che dalle macerie dei bombardamenti erano uscite delle lucertole, assunte a simbolo di rinascita. Il Ranocchio è un altro animale tipico delle nostre zone umide. Inizialmente, i contradaioli si danno uno stemma, un nome e una località con confini precisi, quelli attuali, e infine si sono stabiliti i colori.
La competizione com’è? «È sempre viva, attiva, partecipata, intensa, poiché il desiderio di vittoria e l’orgoglio nei confronti della propria contrada si sentono molto forti. Talvolta si possono verificare episodi negativi dettati dal troppo arrivismo, concentrato sulla vittoria che fa perdere il vero senso dell’evento, nato dal puro desiderio di aggregazione.
La partecipazione è molto ampia? «La contrada è aperta a tutte le fasce d’età: fin da piccoli si viene inseriti in un ambiente sano e positivo con altra gente per costruire insieme qualcosa di bello: chi come sbandieratore, chi come musico, chi sfila in abiti d’epoca, chi partecipa alle scene a tema, chi prepara i costumi, chi si occupa delle sagre, chi dei tornei sportivi, chi canta le canzonette. Ci sono persone che dedicano la loro vita alla contrada e altre che si limitano a tifare. Due parole chiave sono proprio tifo e orgoglio».
Querceta, frazione di Seravezza, coinvolge nel Palio dei Micci oltre 2000 persone e le tiene impegnate tutto l’anno, con ruoli diversi, perché comprende varie manifestazioni di natura sportiva, musicale, folkloristica, gastronomica: ogni contradaiolo, dall’età più tenera fino a quella avanzata trova un ruolo a sé congeniale e si sente parte di una comunità calorosa e viva. In pieno spirito di divertimento e leggerezza viaggia il Festival del Miccio Canterino, che si svolge in primavera prima del palio, in cui ogni contrada con un interprete mette in gara una canzonetta. Degna di nota è anche la spettacolare sfilata in costumi d’epoca medievale e rinascimentale, cuciti a mano ogni anno secondo un nuovo tema e sfoggiati la domenica del Palio.
Pennellate di colori si muovono dalle contrade fino allo stadio prima della gara e circondano le Scene, rappresentazioni teatrali su temi mitologici o storici.
Le manifestazioni più partecipate dagli alunni della nostra scuola sono i Giochi di bandiera.
Grande effetto scenografico hanno i loro volteggi, in perfetta coreografia con suonatori di chiarina e tamburo. Di larga partecipazione sono anche il Torneo di calcio, con sfida tra le squadre delle contrade, e la Staffetta, gara podistica su tutto il territorio delle 8 contrade.
Gli eventi continuano per tutta l’estate, infatti le contrade si animano di sagre gastronomiche. I turisti possono così apprezzare la cucina locale, ricca di tradizioni autentiche e familiari.
Ecco i nomi degli alunni della classe IIB dell’Istituto comprensivo Martiri di S. Anna-Enrico Pea Seravezza, che compongono la redazione che ha realizzato questa pagina di Cronisti in classe: Gabriele Avenante, Anna Bertacchi, Ester Bigicchi, Lorenzo Biselli, Claudio Falvio Carli, Gabriele Infantino, Aurora Macchione, Stefania Macchione, Raul Marcello Novani, Jacopo Poli, Maximilan Paolo Popper, Yassmine Saki, Michelangelo Salsini, Lorenzo Sermattei.
Docenti tutor di questa iniziativa sono le insegnanti Carmen Valastro e Giulia Cirilli.