ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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Scuola Secondaria di I grado A. di Cambio di Colle Val d'Elsa (SI) - 2K

Quando i diritti dei più deboli. non valgono e occorre tutelarli

I bambini e la guerra: un mondo giusto è quello in cui vengono protetti e possono crescere senza paura

Quest’anno abbiamo scelto, per il nostro articolo, di parlare di bambini e di guerra, perché è un argomento che aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo. Parlare di guerra significa riflettere sul perché nascono i conflitti e su quanto sia importante cercare la pace. Mentre scrivevamo ci sentivamo molto tristi e dispiaciuti per tutte quelle persone che muoiono ogni giorno a causa delle bombe, ma anche arrabbiati perché non riusciamo a capire il senso della guerra.

In classe abbiamo lavorato in gruppi per rispondere a delle domande: Cosa ne sappiamo della guerra? Quanto ne parliamo a casa? Quante e quali guerre ci sono oggi nel mondo? Come vive un bambino in un paese in guerra? Il dato che ci ha fatto più riflettere è che la maggior parte di noi capita raramente di parlare di guerra a casa e solo pochi ascoltano le notizie in tv e le commentano con i genitori.

Dopo abbiamo letto insieme gli articoli della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989, entrata in vigore il 27 maggio del 1991. Ogni gruppo ha scelto 2/3 articoli e ha provato a scrivere un commento per ciascuno. Infine, tutti abbiamo lavorato a trovare informazioni su tutte le guerre che devastano oggi il nostro pianeta.

Ecco una parte del nostro lavoro: ART. 13 L’art. 13 dice che abbiamo il diritto di esprimere le nostre opinioni in qualsiasi contesto rispettando gli altri. Il fatto che ci sia questo articolo significa che ancora ci sono molti paesi che pensano che donne e bambini non abbiano diritto di esprimersi.

ART. 17 Il 17 parla del diritto di ogni bambino di sapere cosa sta succedendo nel mondo attraverso ogni dispositivo e di essere protetti da materiali e informazioni dannose.

Ci sono posti come la Corea del Nord dove la dittatura impedisce di conoscere informazioni dagli altri Paesi, e persino vedere un film straniero è considerato un reato punibile.

In guerra questo articolo non viene rispettato perché non ci sono regole e i collegamenti con il resto del mondo sono spesso interrotti, soprattutto per i cittadini civili.

ART. 28 Ogni bambino ha diritto all’educazione e all’istruzione, ma nei paesi in guerra le scuole vengono distrutte dalle bombe. I professori sopravvissuti recuperano libri, astucci, quaderni dalle macerie per continuare ad insegnare anche sotto le bombe, anche se per imparare si rischia la vita.

ART. 38 I bambini hanno il diritto di non essere costretti ad arruolarsi nell’esercito perché nessun bambino dovrebbe essere costretto a vedere l’orrore della guerra.

La guerra colpisce intere popolazioni, ma le vittime più fragili sono i bambini. Nei conflitti armati i bambini muoiono pur non avendone alcuna responsabilità. Studiare le guerre passate e presenti serve a capire come evitarle.

La nostra prof dice sempre che solo educando alla pace le nuove generazioni certi errori smetteranno di essere commessi.

 

Tra le tante storie di guerra una ci ha colpito particolarmente, ce ne ha parlato la nostra prof. in classe e siamo andati a documentarci meglio. È la storia di Mustafa al-Nazzal che ha legato, con un filo di solidarietà e di speranza, la Siria e Siena agli inizi del 2022. Dalla Siria per scappare dalla guerra Mustafa e la sua famiglia (con il padre Munzir, la madre Zeynep e le due sorelline) si rifugiarono in Turchia, poi arrivarono in Italia a Siena per permettere al piccolo Mustafa di camminare.

Mustafa è nato senza gambe e sen-za braccia per colpa della guerra, perché i suoi genitori si trovavano al mercato di Idlib, che fu bombardato con armi chimiche, mentre Munzir perse una gamba, Zeynep rimase intossicata respirando il gas nervino. Il veleno è la causa della malformazione genetica che ha fatto nascere Mustafa senza braccia e senza gambe. All’arrivo a Siena sono stati accolti nella caritas dell’Arcidiocesi di Siena, città dove hanno iniziato un complesso percorso di riabilitazione e protesizzazione, trasferendosi poi ad aprile 2023 in Germania per continuare il percorso di cura di Mustafa e suo padre.

La vignetta che ha realizzato la nostra compagna di classe è la riproduzione della famosa foto del fotografo turco Mehmet Aslan, che vinse il premio Siena International Photo Awards 2021 e attirò l’attenzione del mondo sulla condizione dei bambini innocenti vittime della guerra. Nella foto Munzir alza al cielo il figlio in un momento di serenità e di gioco, entrambi sono sorridenti, come a dirci che oltre il dolore e la guerra l’amore vince sempre.

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