ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Ghivizzano di Ghivizzano (LU) - 2B

Fra intrighi e congiure. La famiglia Antelminelli

Gli alunni ripercorrono la storia di Castruccio Castracani e del cugino Francesco Antelminelli

Nel 1862, dopo l’unità d’Italia, per evitare l’omonimia con altri paesi, si decise di rinominare Coreglia aggiungendo il nome della famiglia Antelminelli. Ma come mai si scelse questo nome? E quali sono stati i rapporti di Coreglia e Ghivizzano con questa nobile casata? La famiglia Antelminelli è stata protagonista della storia medievale toscana tra il XIII e XIV secolo, tanto che alcuni suoi membri sono ricordati anche da Dante nella Divina Commedia. Il suo membro più illustre fu Castruccio Castracani, il condottiero che rese Lucca una potenza regionale, vicario imperiale e signore di Lucca, Pistoia, Volterra e Luni, che conquistò il castello Coreglia nel 1316.

Ma la storia di Coreglia è legata principalmente a un altro membro di questa famiglia, Francesco Antelminelli, cugino di Castruccio, che fece di Ghivizzano la sua casa.

Valoroso capitano di ventura, prestò la sua opera a Castruccio partecipando a molte delle sue imprese. Dopo la morte del cugino, divenne però rivale dei suoi figli. Il primo scontro avvenne nel 1328, quando Lucca passò sotto il controllo del figlio di Castruccio, Arrigo. L’Imperatore Ludovico il Bavaro però depose Arrigo e cedette la città a Francesco per 22.000 fiorini. Solo un mese dopo, Marco Visconti cacciò Francesco dalla città, ma Arrigo non perdonerà mai allo zio questo affronto. Successivamente Francesco servì con fedeltà Giovanni di Lussemburgo, allora padrone della città, e non partecipò al tentativo del nipote Arrigo di riprendere il potere. Grazie a questo ottenne ufficialmente la vicaria di Coreglia, il castello di Ghivizzano e una rendita annua di 1.000 fiorini d’oro.

Nel 1341 partecipò a una congiura dei pisani, ma fu scoperto e Coreglia fu messa a ferro e fuoco. Dopo questo episodio Francesco si riavvicinò ad Arrigo e partecipò alla guerra di Pisa contro Lucca. Quando nel 1355 Carlo IV arrivò a Pisa, Francesco si mise al suo servizio e i suoi figli furono investiti cavalieri dall’Imperatore. Francesco e i suoi eredi divennero “Comites Sacri Palatii”, e vennero confermati signori della Contea di Coreglia. Caduti in disgrazia presso l’Imperatore, Francesco e Arrigo tentarono allora un’altra congiura per spartirsi Lucca e le sue terre. I figli di Castruccio, Arrigo e Valeriano, però non si fidavano di Francesco e lo uccisero a tradimento.

Francesco venne sepolto a Lucca nella chiesa di S. Francesco. I discendenti di Francesco conservarono il controllo su Coreglia e sui feudi paterni per alcuni anni, ma entrarono poi in contrasto con Lucca. Nel 1369, anno della libertà lucchese, persero la vicaria di Coreglia conservando solo il castello di Tereglio fino al 1371 quando dovettero cedere al Comune tutti i loro beni.

 

Quando dalla nostra scuola ci affacciamo alla finestra, la prima cosa che vediamo è la torre di Ghivizzano. Alta 25 metri, la torre è conosciuta come Torre di Castruccio. In origine aveva otto merli, ma oggi ne rimangono solo quattro. Del castello di Ghivizzano il documento più antico ritrovato è del 983 d.C. quando venne dato in affitto dal Vescovo di Lucca alla famiglia longobarda dei Ronaldinghi. Nel ’200 fu al centro di numerose contese tra pisani, lucchesi e fiorentini per poi passare definitivamente a Lucca dal 1272. Il castello passò per vie ereditarie alla famiglia dei Bizzarri e poi agli Antelminelli che difesero il territorio dagli assalti dei fiorentini, stanziati a Barga. Ai primi del ’300 Castruccio Castracani, divenuto signore di Lucca, ristrutturò le fortificazioni di Ghivizzano, situate in posizione strategica. Dopo il borgo divenne residenza di Francesco Antelminelli. Ai primi del 1400, il castello passò sotto la signoria di Paolo Guinigi. Pochi anni dopo anche Francesco Sforza si impossessò del castello. Con l’avvento delle armi da fuoco, i castelli e le rocche vennero smantellati. La rocca, che non aveva più la sua funzione militare, fu data in affitto a privati.

All’ombra dell’antica torre, vengono oggi organizzate diverse feste durante l’anno: il rogo delle streghe per Halloween e Norcini a Castello, dove si possono degustare i piatti tipici della Mediavalle e Garfagnana.

Gli alunni della classe 2B dell’Istituto Comprensivo di Coreglia, Scuola Secondaria di I grado di Ghivizzano: Agostini Luca, Alberigi Diego, Amantini Matilde, Bacci Gemma, Baldassari Arianna, Benedetti Alice, Benedetti Fabio, Cecchini Leonardo, Curri Alessia, Damiani Matteo, Dante Anna, Fontana Davide, Forischi Andrea, Lima di Carlantonio Maite, Magna Detto Calcaterra Axel, Poli Gabriele, Tosi Daria.

Docenti tutor: Alessandro Rizzardi, Cristiana Guidi, Maicol Pucci.

Dirigente Scolastico: Alessandra Giornelli

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