Una situazione allarmante. Violenza di genere: basta!
I dati confermano purtroppo che di strada da fare ce n’è ancora tanta per eliminare il problema
Il mondo è pieno di ingiustizie e una di queste è la violenza di genere. Questo è un fenomeno che riguarda più del 90% delle donne, un’agonia che colpisce indistintamente ogni Paese.
All’interno di una relazione, la violenza di genere si manifesta in molti modi: inizialmente l’uomo isola, allontana la donna dai propri affetti, trattandola come un oggetto personale da non condividere.
Successivamente l’uomo può passare alla violenza, sia fisica che verbale, scatenata da diversi fattori, come la gelosia, che può essere sia sentimentale che lavorativa. Avviene quando non si riconoscono l’indipendenza e l’autorità di una donna.
Tra le varie tipologie di violenza c’è anche il ’catcalling’: è una molestia verbale, sia in presenza che sui social, che consiste nel fare apprezzamenti, non richiesti, a donne che non si conoscono.
Ma il fattore più scatenante è la fine di una relazione, cosa che l’uomo non accetta e allora inizia a minacciare la donna. In alcuni casi, purtroppo, lo step successivo è l’omicidio da parte dell’uomo. I femminicidi, ovvero omicidi al femminile, sono fin troppi: nel 2024, solo in Italia, ce ne sono stati 113, mentre nel 2025 hanno sfiorato i 100.
La violenza di genere può essere scatenata da possibili traumi dell’uomo, come il padre del ragazzo che picchiava la madre; oppure può nascere da un mancato “no” dei genitori, o dalla cattiva educazione di essi nei confronti del figlio, ad esempio tramite stereotipi, oppure dalla madre che faceva fin troppe cose in casa e il padre che non faceva nulla. Può essere scatenata da cattive conoscenze o abitudini di pregiudizi.
L’ultima legge emanata per contrastare questo fenomeno è stata quella del 2023: se una donna accusa un uomo di violenza di genere, egli è obbligato a tenere un braccialetto elettronico, che emette un segnale se l’uomo si avvicina a casa della donna. Purtroppo non sempre questo è efficace. Nel nostro Paese, praticamente ogni settimana avviene un femminicidio! Secondo alcuni dati, l’Italia è l’ottantasettesimo Paese su 179 dove una donna può vivere bene e senza subire violenze.
Tuttavia noi dobbiamo migliorare e soprattutto interrompere questo bruttissimo fenomeno, che purtroppo ancora oggi accade, nella vita di tutti i giorni. A scuola lavoriamo tanto per sensibilizzare le coscienze a questo tema, ma non basta. Dobbiamo coltivare il rispetto verso il prossimo in ogni luogo.
Se dovessimo scrivere un messaggio di speranza, ci potremmo ispirare a Leopardi, affermando che le donne sono fragili, ma allo stesso tempo resistenti e forti e, perciò, non si spezzano.
La parità di genere è oggi uno degli argomenti più discussi.
Con questo termine si intende il principio secondo cui uomini e donne devono godere degli stessi diritti e delle stesse opportunità in ogni ambito della vita sociale, lavorativa e culturale.
Nonostante i progressi compiuti nel corso del tempo, le disuguaglianze di genere non sono state ancora del tutto superate e continuano a manifestarsi nella quotidianità. Un esempio significativo di quanto sia stato lungo e difficile questo percorso può essere trovato ne ’I Promessi Sposi’ di Alessandro Manzoni, attraverso il personaggio della monaca di Monza. Analizzando il suo profilo psicologico emerge una profonda fragilità, causata dalla totale mancanza di libertà di scelte personali. Fin dall’adolescenza, infatti, il padre la costrinse a intraprendere la vita monastica e a prendere i voti. Questa imposizione le impedì di sviluppare una propria identità autonoma. Durante la permanenza in convento conobbe un nobile senza scrupoli che approfittò della sua debolezza emotiva, manipolandola e sottomettendola. Tale relazione rappresenta una chiara forma di violenza psicologica e di abuso di potere. Nonostante siano passati secoli, ancora oggi, in diverse parti del mondo, molte donne vivono in condizioni di soprusi mentali e fisici, non avendo la possibilità di scelta e di vivere in libertà.
La pagina è stata realizzata dagli studenti Bini Isabella, Burcheri Marco, Cerretani Amanda, Cislaru Cristian, Copponi Irene, Di Tonno Riccardo, Farisello valentina, Franci Elisabetta, Gennari Filippo, Gianni Ginevra, Haraga Alessia Elena, Maiorino Alice, Menghini Tommaso, Milani Bianca, Nelli Mirko, Ombroneschi Mia, Ricci Alessio, Spaggiari Valerio, Spinelli Bini Ginevra, Tarallo Giulia e Vongher Alessandro (3C); Alocci Tommaso, Bastianelli Lorenzo, Bellumori Linda, Bistazzoni Agata, Caponi Lucia, Casini Gabriele, Ceccarelli Francesco, Chammari Selsabil, Coppini Matilde, Corsi Luigi, Dalmazzi Sofia, Dominici Alessandro, Drogo Gemma, Falzone Gabriele, Lorenzini Giovanni, Mantovani Aurora, Mataloni Pietro, Mecarozzi Melissa, Nieddu Ludovica, Romano Ettore, Russo Niccolò (3A); Agnelli Leonardo, Anastasi Vanessa, Butnaru Marina, Cebanu Stanislav, Cosenza Jacopo, Darini Ettore, Falzone Giulia, Genovese Carla, Landini Olivia, Lelli Nicola, Macchiarella Mario, Manzi Marcello, Mazzoni Matilde, Mittica Giacomo, Monetti Paolo, Nangano Cappello Nicole, Piro Diego, Pittiglio Sofia, Porti Elettra, Scotto Cecilia, Silvestro Ramona. Docenti tutor Alessio Mondelli, Agnese Tonti e Stefania Costanzo. Dirigente scolastica Maria Carmela Termine.