ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Bresciani di Massa Carrara (MS) - 5A

La seconda vita di ’Lattino’. Storia di un ciclo di recupero

La rinascita di un oggetto nel racconto della 5A della primaria Bresciani dell’IC Don Milani L’importanza del rispetto dell’ambiente nelle righe e nei disegni dei ’giornalisti in erba’

La storia di un ciclo di recupero, dall’abbandono alla rinascita, secondo gli studenti della 5A della scuola primaria Bresciani dell’Istituto comprensivo Don Milani di Massa.

Lattino era una lattina di succo d’arancia. Un tempo stava tutta lucida in bellavista sullo scaffale di un supermercato e sognava di essere scelta da qualcuno. Un giorno, finalmente, un bambino la comprò, bevve il succo e …“crash”: Lattino finì nel cestino. «Oh, povero me!», esclamò. «Non pensavo che sarebbe finita così! Ma dove sono capitato? Qui è tutto buio, io ho paura!». Intervenne un foglio di giornale, che gridò: «Ehi tu, vuoi fare silenzio? Qui c’è gente che cerca di riposare!». Lattino si mise in un angolino e non fiatò più. Passavano di lì dei ragazzini che volevano giocare a calcio, ma non avevano la palla; vedendo la lattina che faceva capolino dal cestino, decisero di utilizzarla. Iniziarono a giocarci prendendola a calci, tirandosela a vicenda, ridendo e scherzando.

La povera lattina non capiva molto bene cosa le stesse accadendo: veniva sbalzata da una parte all’ altra, catapultata in ogni direzione, fatta girare in aria, finché un calcio più forte e doloroso degli altri la fece precipitare nel fiume che scorreva lì vicino. Il percorso di Lattino dal fiume al mare fu breve ma avventuroso: incontrò un grosso pesce che risalì la superficie e sgarbatamente lo rimproverò: «Come ti sei permesso di venire nel fiume a inquinare l’acqua?». «Ma non è colpa mia, io non mi muovo da solo, sono gli altri che mi maneggiano come se fossi un burattino lanciandomi di qua e di là». Quando finalmente Lattino arrivò sulla spiaggia, alcuni ragazzini stavano facendo la raccolta differenziata.

Il povero rifiuto, stremato dal lungo viaggio, fu raccolto e portato in un grande impianto di riciclo, dove venne pulito, fuso e trasformato in qualcosa di nuovo. Non sentiva più paura, ma curiosità. Dopo un po’ Lattino si ritrovò trasformato in una parte di una bicicletta.

Ora aiutava una bambina ad andare a scuola ogni giorno, sfrecciando per le strade, felice della sua seconda vita.

 

I rifiuti abbandonati possono ferire animali e sporcare il nostro pianeta. Riciclare significa prenderci cura della Terra e di chi ci abita. Compiere piccoli gesti per la natura è un modo per ringraziarla delle possibilità di vita che ci dona. Gli oggetti possono avere una seconda vita una bottiglia può diventare un maglione una lattina può diventare una parte di bicicletta un foglio può diventare un quaderno riciclare vuol dire non buttare via le cose inutilmente, ma usarle di nuovo o crearne altre. In questo modo: produciamo meno rifiuti Se buttiamo tutto insieme, le discariche si riempiono e non c’è più spazio. Riciclando, meno rifiuti finiscono nella natura o nelle discariche; proteggiamo la natura Per creare oggetti nuovi servono alberi, acqua, petrolio e minerali. Se ricicliamo plastica, vetro e metalli usiamo meno risorse della natura e tagliamo meno alberi; risparmiamo energia, riciclare richiede meno energia che produrre tutto da zero.

Così si inquina di meno e l’aria resta più pulita; aiutiamo animali e persone. I rifiuti abbandonati possono ferire animali, sporcare mari. Una corretta differenziata è il primo passo per rendere il riciclo efficace e contribuire a un futuro più sostenibile, garantendo benessere alle generazioni presenti e future.

 

Ecco i nomi dei protagonisti di oggi, gli studenti della 5A della scuola primaria Bresciani dell’Istituto comprensivo Don Milani di Massa.

Noemi Beldì, Mattia Bongiorni, Samuele Ceccarelli, Leonardo De Giacobbe, Gariel Lufi, Rosa Magnani, Madalina Olteanu, Vittoria Pedicone, Lia Romani, Bianca Trevisiol, Natalie Zanardi, Giulio Verona Fornaciai. I loro insegnanti tutor: Monica Nicolini, Sara Bastianelli, Sara Fruzzetti, Eliana Caribotti, Simona Ceccarelli. La dirigente scolastica dell’IC Don Milano è la professoressa Sonia Casaburo (nella foto). 

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