Testimonianza che vale la vita. «Voi siete la nostra speranza»
Le parole di Sharif Hamad hanno colpito fino in fondo tutti i presenti all’incontro emozionante
«Voi siete il futuro!» Con queste parole, Sharif Hamad colpisce fino in fondo tutti i presenti. Lui che ha vissuto gran parte della sua vita in Palestina, e che, a causa della guerra, è dovuto fuggire!
Durante l’intervista ha parlato delle sue perdite dolorose accadute durante il conflitto e dei momenti difficili che ha dovuto passare. «Io non ho nessun rancore verso Israele», racconta la guerra a parole sue, piene di forza e disperazione, racconta i momenti più belli dell’infanzia prima del disaccordo, racconta il suo orto, colmo di aranci di cui ancora mantiene nelle narici il forte e intenso odore. «Perché il profumo è uno dei ricordi primari», dice lui con gli occhi lucidi nel silenzio, commosso di noi che lo stavamo ad ascoltare.
C’è gioia, ma c’è il dolore nel rumore assordante della bomba che ancora risuona nelle sue orecchie e che fa eco nei nostri cuori con la disperazione di quando racconta il frantumarsi della casa con dentro il fratello e i nipoti. Alla domanda ’come potremmo aiutarvi’ ha risposto con una frase che ha colpito emotivamente gli spettatori: «siete il domani, voi siete speranza» parole date da un’anima che ha vissuto e ha capito che può fare veramente la differenza. Ha raccontato che la maggior parte dei fatti accaduti vengono censurati o ignorate in articoli, per ragioni politiche; questo non è solo un male all’interno del paese ma un’ulteriore violenza che priva tutti di sapere la verità. Poi prosegue: «L’unica soluzione sarebbe la pace. La pace: una parola che ha solo quattro lettere, ma il cui significato non è stato ancora capito dal mondo». E continua, abbassando la voce, quasi come se riflettesse tra sé: «Parola che viene spesso usata dai capi di Stato per fare la guerra!».
Buffo no? Pensiamo noi… quanta ipocrisia si nasconde dietro ad una parola! «Invece occorre infondere verità e amore nel mondo, occorre credere veramente nella forza potente di questa parola che trasmette un grande sforzo di comprensione dell’altro».
Sposta il discorso al suo popolo, abbassa lo sguardo e dice: «Penso al mio popolo a tutti i cittadini e abitanti che sono costretti a fuggire dal proprio paese natale. Perché tutto sta andando in frantumi davanti ai nostri occhi». «Tuttavia Il terrore delle guerre» conclude Sharif e noi con lui «non mi impedirà mai di sognare ancora e ancora i bei prati verdi e il profumo degli alberi del mio giardino».
Ormai non si parla quasi più della violenza atroce e terrificante presente nella striscia di Gaza: un genocidio –ancora non riconosciuto da molte persone – a tutti gli effetti di un popolo che ha profonde radici Arabe, culla di differenti etnie ebraiche antecedenti alla diaspora.
Quindi se partiamo dalle origini vediamo che il conflitto ha radici lontane, dapprima a fine Ottocento per motivi religiosi, storici e simbolici e successivamente nel 1947, subito dopo la prima guerra mondiale, quando l’Onu propose la spartizione della Palestina in uno stato ebraico e uno arabo. Da subito seguirono gli scontri nei confini arabi, in particolare con il popolo Palestinese. Le immigrazioni ebraiche si susseguirono nel tempo. Ricchi ebrei acquistarono legalmente numerose terre e molti arabi dovettero abbandonare le loro abitazioni natali.
A seguire la Gran Bretagna ottenne un mandato per stabilire un luogo nazionale ebraico in Palestina in cambio di una pace promessa. Pro-messa che non fu rispettata, ma a seguire si crearono conflitti sanguinosi e rivolte. Dopodiché la gran Bretagna perse il controllo sul territorio, lasciando solo confusione e sgomento nella regione.
Ed eccoci di nuovo nel 1947, quando ci fu la frattura decisiva in cui l’Onu intervenne. Israele accettò e acquisì indipendenza nei due anni successivi. Nel corso degli anni le dimensioni del conflitto aumentarono al punto che profughi palestinesi sono rimasti senza diritto di ritorno nel proprio territorio.
Classe 3B Istituto ’Lorenzetti’- Rosia I redattori: Aga Idriz Borgianni Giada Callozzo Cifala Giuseppe Candiano Gabriele Ciompi Arianna D’Alessandro Annalaura D’Orio Marianna Di Pasquale Alice Elgohary Kheloud Mahmoud Taha Fabiano Alessandro Fanteria Milo Leone Gagliardi Aurelio Huanca Justiniano Carolina Koci Manuel Lala Leonardo Nasello Adelaide Sozzi Jago Stori Arianna Tagliavia Alessia Docente tutor: Sarita Massai Dirigente scolastico: Marco Bianciardi