ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Giulio Cesare Melani di Montale (PT) - 2A, 2B

Mulini, ricordo da conservare. La memoria di un piccolo paese

Bruno Tempestini ci racconta la Montale dimenticata, e le tradizioni portate avanti da appassionati

Un tempo Montale era attraversato da fossi e canali, i quali portavano acqua a mulini, abbeveratoi e lavatoi che facevano parte della vita quotidiana, poiché l’agricoltura rappresentava la principale fonte di sostentamento. Una Montale che non esiste più e di cui non avremmo più ricordi senza l’opera di Bruno Tempestini, ispettore onorario per i beni archeologici per i comuni di Agliana, Montale, Montemurlo e Quarrata, che si è battuto per anni affinché la memoria non andasse perduta. Lo abbiamo intervistato riguardo a questo argomento.

Com’era la campagna con i fossi ed i mulini? «Era organizzata in modo preciso, seguendo un sistema che risaliva all’epoca romana: alla fine di ogni terreno si trovavano dei canali che permettevano la gestione dell’acqua. Il sistema di canalizzazione era piuttosto avanzato per l’epoca: i fossi erano costruiti in discesa, per permettere all’acqua di scorrere con forza verso vasche di raccolta. Questa energia naturale faceva girare le pale dei mulini, che azionavano le macine utili per produrre farina. Grazie all’acqua, si potevano svolgere attività fondamentali come lavare i vestiti nei lavatoi. I canali, dunque, non erano solo strutture agricole, ma luoghi importanti per la vita quotidiana della comunità».

Perché oggi non ci sono più mulini? «Perché con il tempo l’interesse principale divenne quello economico, i mulini persero importanza e vennero abbandonati. Nel 1980 a Montale erano ormai scomparsi tutti, tranne quello situato nella frazione di Stazione. Quando si parlò della sua demolizione, provai ad impedirlo andando pure dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini insieme ad una classe della scuola elementare, così da poter conservare una parte importante della storia del paese».

I canali ed i fossi si potrebbero recuperare? «Certo, ad esempio in questa zona si possono ancora vedere i canali, ma pochi si interessano a valorizzarli o a chiederne il recupero. Eppure, questi luoghi raccontano molto del passato». Che valore ha la memoria storica? «Ha un grande valore, perché permette di capire l’evoluzione del territorio e della società: le ricerche finora si sono svolte parlando con gli anziani, facendo passaparola e raccogliendo ricordi. Insieme agli amici del ’Gruppo Culturale ’77’, abbiamo scritto tanti articoli con l’obiettivo di far conoscere la storia locale. L’importanza di questo lavoro è soprattutto quella di far capire alle nuove generazioni la vera storia del paese». Oggi i mulini sono un ricordo, ma solo ricordando e tenendo viva la memoria si può evitare che una parte così importante della nostra storia venga dimenticata.

 

La redazione del Giornalino della scuola secondaria di primo grado Giulio Cesare Melani ha avuto l’opportunità di intervistare il signor Bruno Tempestini, Ispettore Onorario per i Beni Archeologici per i comuni di Agliana, Montale, Montemurlo e Quarrata. Egli si è dedicato con passione alle ricerche sul territorio, ricerche per la maggior parte di carattere archeologico.

Tra queste, va ricordato il lavoro portato avanti sulla ricostruzione dell’intricato reticolo di canali, fossi e mulini utilizzati lo scorso secolo per le attività quotidiane del paese di Montale.

Purtroppo, a partire dagli ultimi decenni del ‘900, gran parte di questo reticolato e strutture sono state demolite e quando si parlò di abbattere anche l’ultimo mulino situato nella frazione di Stazione, il signor Tempestini decise di intervenire. Da quel momento molti sono stati gli articoli dedicati all’argomento. La nostra redazione ha chiesto se la memoria storica ha un valore oggi e la sua risposta è stata di particolare impatto: solo conservando la memoria del passato possiamo apprezzare l’evoluzione del tempo. Oggi i canali potrebbero essere trasformati in un percorso storico-culturale, capace di illustrare l’ingegnoso metodo con cui erano stati costituiti i mulini o magari permetterci di confrontare la nostra epoca con quella antica.

Questo ci fa riflettere sull’importanza dei corsi d’acqua e sulle difficoltà che talvolta la loro gestione porta, basti pensare alla terribile alluvione del 2023.

La pagina è stata realizzata dal gruppo degli studenti delle classi 2 A e 2 B della scuola secondaria di primo grado ’Giulio Cesare Melani’ di Montale, che fanno parte del gruppo del giornalino. Ecco tutti i loro nomi: Davide Cimellaro, Sabrin Erriad, Andrea Luzzu, Giulia Meoni, Maya Quiroz Nardoni, Vittoria Basile, Gloria Giorgini, Gioia Luchi, Sara Zinna.

Dirigente scolastico: Mauro Guarducci. Tutor: Michela Galeotti, Salvador Righi, Valentina Vaiani.

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