Cibo sano e relazioni autentiche. Il quartiere rinasce attorno a Birà
Gli alunni reporter alla scoperta del primo supermercato collaborativo dell’Umbria
Un progetto innovativo, che cambia il modo di fare la spesa e di vivere il territorio, ha preso avvio a Perugia in via Birago, nel quartiere popolare a ridosso del centro storico, di fronte a una vecchia fermata degli autobus trasformata in una piazzetta dove giocano i bambini. Lo scorso giugno è stato inaugurato Birà, primo supermercato collaborativo dell’Umbria, un’attività commerciale gestita da una cooperativa di quartiere, che non mira unicamente al profitto, ma vuole proporre agli abitanti della zona cibo sano, a portata di mano e a prezzi contenuti. L’idea nasce nel 2018 dall’associazione CAP 06124, in continuità con un Gruppo di Acquisto Solidale che serviva più di 100 famiglie del quartiere.
Nel corso di un lungo cammino progettuale, l’intraprendenza dei residenti e il coinvolgimento di altre associazioni hanno posto le condizioni per l’apertura di un negozio che prendesse il posto dell’alimentari di quartiere, chiuso da due anni. Il cuore del progetto è semplice ma profondo: ripensare alla filiera del cibo adottando un modello sostenibile, che rispetti l’ambiente e garantisca equa retribuzione alle piccole realtà agricole locali. Tratto distintivo di Birà è la sua organizzazione partecipata, ancora poco diffusa in Italia e ispirata all’esperienza americana del-le food coop (come la famosa Park Slope di Brooklyn, che conta 17.000 membri), basate sulla collaborazione tra produttori e consumatori che insieme gestiscono il supermercato, acquistando prodotti di qualità a costi ridotti. Birà si presenta come alternativa sia al consumo tradizionale, ormai incentrato sulla grande distribuzione, sia ai negozi biologici specializzati, i quali non sempre riescono a garantire prezzi alla portata di tutte le tasche. Birà nasce anche come spazio di comunità: oltre alla vendita di prodotti alimentari e di uso quotidiano, il supermercato ospita degustazioni ed eventi legati al consumo consapevole e alla cultura del cibo sano.
La riqualificazione del quartiere passa anche attraverso le iniziative promosse dalla libreria indipendente Popup, che con la sua caffetteria offre la possibilità di fermarti a leggere un libro o a goderti un aperitivo con gli amici. Supermercato e libreria diventano così preziosi punti di incontro, luoghi dove i cittadini possono confrontarsi e partecipare attivamente alla vita del quartiere, contribuendo a contrastare la desertificazione commerciale e sociale spesso riscontrata nelle nostre periferie.
Come è nata l’idea di aprire Birà e perché si definisce “mercato di comunità”? «Il nostro progetto prende ispirazione dal modello delle food coop statunitensi sorte negli anni ’70. Si definisce “di comunità” perché è gestito e sostenuto dagli stessi cittadini che lo frequentano. I soci non sono solo clienti, ma possono partecipare attivamente alla gestione dell’attività e alla scelta dei prodotti.
Inoltre, con alcune ore di volontariato, si ottengono sconti sulla spesa. Per quanto riguarda il punto vendita, in questo quartiere esisteva già un gruppo d’acquisto e una cooperativa, che oggi conta circa 450 soci.
L’idea di aprire il negozio nasce anche dal desiderio di recuperare alcuni locali lasciati vuoti da un vecchio alimentari, per restituire al quartiere un’importante funzione sociale».
Quali criteri usate per scegliere i vostri prodotti? È importante che siano sostenibili? «Cerchiamo il più possibile di trovare prodotti locali e sostenibili, in particolare frutta e verdura sono sempre biologiche e di stagione. Li scegliamo con cura per dare ai nostri clienti la possibilità di conoscere l’origine di ciò che acquistano. Ma non siamo rigidi e per accontentare tutti prendiamo anche prodotti delle grandi catene di distribuzione».
Perché scegliere Birà? «Perché offre più di un semplice supermercato: è un luogo di comunità, incontro e partecipazione, dove i clienti trovano prodotti di qualità e sostenibili a prezzi equi e trasparenti».
La redazione della classe 3D: Bistoni Costanza, Bizzarri Giulio, Brunelli Matteo, Ceccarelli Mori Maria Giulia, Comodi Francesco, Costantini Giorgia, D’Andria Giuseppe, De Santis Laura, Duranti Filippo, Lazzerini Federico, Longetti Adele, Longetti Marco, Mencaroni Caterina, Menghini Francesco, Moschetti Alessandro, Paolucci Giulia, Pazzaglia Teresa, Poznicheff Noah, Rossini Edoardo, Sevieri Simonetti Alessandra, Trubbianelli Briganti Riccardo, Van Vliet Massimiliano.
Docenti tutor: Luca Boldrini, Fabio Minotti, Francesca Pascoletti.
Dirigente scolastico: Luca Arcese.