ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

Scuola Primaria Don Milani di Calenzano (FI) - 5C

«Il tempo» tra mistero e storia Un gigante alle porte di Calenzano

Così i bambini riscoprono un simbolo appoggiato sul limpido letto d’acqua

L’opera «Il Tempo», ideata dall’architetto israeliano Dani Karavan, diventata simbolo di Calenzano, è un vero e proprio punto di riferimento. Nel 2007 il sindaco Giuseppe Carovani voleva abbellire la rotonda all’uscita dell’autostrada A1, così chiese consiglio al collezionista d’arte moderna Giuliano Gori.

Fu così che quest’ultimo contattò Karavan per la realizzazione dell’opera «Il Tempo» o più comunemente la Ruota. L’opera venne collocata il 19 aprile 2009, è una metafora del tempo, ha dodici raggi come il quadrante dell’orologio e i mesi dell’anno. Costituisce la porta d’ingresso e l’identità dell’area metropolitana tra Firenze e Prato sia per la simbologia scelta che per la collocazione in un punto strategico.

La Ruota di Karavan è stata scelta come simbolo di due culture presenti: l’antica tradizione agricola e il nuovo sviluppo industriale. È appoggiata sul letto d’acqua, per ricordare le ruote dei mulini e per valorizzare l’attenzione di questo territorio verso lo sviluppo sostenibile e le energie rinnovabili. Costituisce un ponte tra passato e pre-sente, perché ci conduce alle nostre verdi colline, tra vecchi frantoi che macinavano le olive per produrre pregiatissimo olio d’oliva.

La realizzazione di quest’opera ha suscitato stupore, curiosità ed è stata anche oggetto di ironia. Le opinioni contrastanti sul valore storico e culturale della Ruota, hanno spinto i bambini a porre domande a persone che hanno vissuto in prima persona la nascita di quest’opera.

Quali emozioni ti suscita la Ruota di Calenzano? Stefania (50 anni): «Quando la vedo mi sembra di essere a casa». Lia (59 anni): «Apprezzo l’opera di un così bravo artista». Petra (21 anni): «A me non piace perché non vedo nulla di artistico».

Paola (35 anni): «Quando la vidi la prima volta pensai a quanto fosse grande il criceto».

Giorgio (10 anni): «A me vedere la ruota dopo un lungo viaggio suscita felicità, perché capisco che sono tornato a casa».

Giorgio (10 anni): «Penso che il comune per non sprecare soldi non accenda i led azzurri posizionati su tutta la Ruota… A me piacerebbe molto vederla illuminata».

La grande Ruota, pur essendo un’opera oggetto di pareri contrastanti, è un importante anello di congiunzione e simbolo di memoria tra passato e presente.

 

Se volete rilassarvi, a Calenzano dovreste recarvi. Ciò non significa visitare musei, fotografare monumenti o rimanere imbottigliati nel traffico, ma passeggiare in tranquillità nel verde, perdendosi tra le bucoliche colline. Tra gli ulivi, se si tende l’orecchio al loro silenzioso fruscio, si potranno ascoltare i secolari racconti e annusare l’odore dell’olio che proviene da vecchi frantoi, la cui costruzione risale al 1500-1600. Fare due passi per Ca-lenzano, comune di circa 14mila abitanti in provincia di Firenze compreso tra i monti della Calvana e Monte Morello, significa imbattersi in feste contadine come la Fiera dell’olio, una manifestazione della durata di due fine settimana di novembre, che vede come protagonista l’olio extra vergine di zona e coinvolge grandi e piccini con laboratori e assaggi. Non mancano le rivisitazioni storiche: uno dei momenti più belli è il carnevale medievale che si svolge in quella parte di Calenzano che viene definito «Alto» perché si erge sulla collina. Durante il carnevale sfila un corteo, tra le mura del Castello realizzate intorno al 1352 quando il comune entrò a far parte della Repubblica di Firenze. Calenzano è anche sinonimo di buona cucina: il comune è riconosciuto come «città dell’olio»; famosa è la nostra carne bovina proveniente da allevamenti della Calvana o Calvanina e che viene utilizzata per la bistecca alla fiorentina, per stracotti e spezzatini. Calenzano è dunque un comune legato alle sue tradizioni ma che riconosce l’importanza nel futuro e nell’innovazione.

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