ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Guerrazzi di Castelfranco di Sotto (PI) - 4C

Un viaggio nell’antico Egitto. La scoperta del museo di Torino

Il racconto della nostra visita tra mummie, faraoni e misteri affascinanti della civiltà egizia

Il 5 febbraio 2026 la classe quarta C della Primaria «Carlo Guerrazzi» di Castelfranco ha visitato il Museo Egizio di Torino per approfondire lo studio della civiltà egizia.

All’ingresso siamo stati subito colpiti da un grande striscione con il numero 200, che ricorda la fondazione del museo nel 1824. È uno dei musei più importanti al mondo, il secondo dopo quello del Cairo.

Accompagnati dalle insegnanti, abbiamo incontrato un egittologo che ci ha guidati nella visita. Abbiamo visto tantissimi reperti che raccontano la vita nell’antico Egitto.

Tra le cose più affascinanti ci sono state le mummie, ancora ben conservate e i loro sarcofagi decorati con colori, oro e geroglifici che testimoniano il potere e la ricchezza degli Egizi.

Guardare da vicino le mummie ci ha fatto un po’ impressione, ma anche tanta meraviglia, come se fossimo viaggiatori nel tempo. Abbiamo osservato anche i papiri, che raccontano la vita quotidiana, religiosa e politica degli Egizi. Ci ha colpito molto il papiro del «Libro dei morti», lungo 14 metri e risalente a 3500 anni fa, conservato in una teca speciale nella sala dedicata alla tomba dell’architetto Kha e di sua moglie Merit.

Nel museo ci sono tantissimi oggetti legati alla religione e alla vita nell’aldilà: statuette di divinità, amuleti e vasi canopi che contenevano gli organi dei defunti. I loro coperchi rappresentano i quattro figli di Horus, che proteggevano il corpo. Abbiamo visto anche la falsa-porta, detta in arabo «Mastaba», una porta scolpita nella pietra che non si apriva davvero, ma che serviva simbolicamente al defunto per passare dal mondo dei vivi a quello dei morti e ricevere offerte.

Ci sono poi molte statue, alcune molto grandi, che raffigurano faraoni, scribi, dei e sfingi. La più alta è quella del faraone Ramesses II, alta più di cinque metri. Ci hanno incuriosito anche gli oggetti della vita quotidiana come abiti, letti e mobili. Sotto alcuni letti sono stati trovati agli usati per profumare gli ambienti. Gli Egizi curavano molto il loro aspetto, come dimostrano pettini, profumi, trucchi e parrucche. La visita è stata molto coinvolgente e ci ha guidato alla scoperta della civiltà egizia attraverso un percorso interattivo con giochi, curiosità da scoprire, installazioni e filmati multimediali, che l’hanno resa ancora più affascinante.

È stata un’esperienza divertente, interessante e indimenticabile, che ci ha fatto sentire esploratori nel mondo dell’antico Egitto.

 

Nel percorso didattico dedicato alle scuole «Come Champollion» del Museo Egizio di Torino abbiamo scoperto alcuni segreti della scrittura egizia. È stato molto interessante perché ci siamo sentiti come veri studiosi alle prese con un codice misterioso da decifrare. Jean Francois Champollion è lo studioso che per primo è riuscito a capire il significato dei geroglifici. Gli Egizi avevano una lingua, ma due tipi di scrittura: il geroglifico, cioè la scrittura sacra fatta di simboli incisi e disegni, usata su tombe, templi, statue e papiri, e il demotico, scrittura più semplice utilizzata nella vita quotidiana. Un aiuto fondamentale per la decifrazione è stata la stele di Rosetta, che riporta lo stesso testo in tre lingue: geroglifico, demotico e greco antico. Al museo abbiamo potuto osservare una sua riproduzione. I geroglifici sono disegni che possono rappresentare oggetti, lettere e idee. Il nome del faraone era considerato sacro e veniva scritto dentro una forma ovale chiamata cartiglio. Alcuni faraoni avevano anche più nomi, fino a cinque. Per capire da dove iniziare a leggere i geroglifici bisogna osservare gli animaletti disegnati; guardano sempre verso l’inizio del testo e indicano la direzione della lettura. Non usando la punteggiatura, per dividere le frasi, gli scribi cambiavano colore dell’inchiostro. Utilizzavano il determinativo per distinguere maschile e femminile.

Questa esperienza ci è piaciuta molto. Abbiamo imparato cose nuove come se fossimo studiosi della scrittura egizia.

La pagina è realizzata dalla 4^ C della Primaria Carlo Guerrazzi (Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Castelfranco): Hajar Belrharabia, Samuele Di Bella, Aleeza Eiman, Jason Farruku, Lorenzo Farruku, Dejzi Hoxa, Sahib Jhalli, Rehmatdeep Kaur, Morgan Latella, Gabriele Lovizio, Giorgia Magni, Mattia Pinoli, Mattia Policastro, Alice Quinti, Cristiano Sani, Belkisa Shima, Entoni Shkrela, Melissa Trassinelli, Lorenzo Tumminaro, Alessandro Vadi, Ibtihaj Zulfiqar.

Docenti tutor Gigliola Marcori, Francesca Lami, Angela Tamberi, Nicoletta Mariotti, Claudia Politi.

Dirigente scolastico Sandro Sodini.

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