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IPM di Pontremoli (MS) - Redazione

Dipendenze tra i giovani. Perché non basta dire ’no’

Un fenomeno che risulta in crescita tra gli adolescenti: capire le cause profonde per prevenirlo Il cervello attiva il sistema della ricompensa, che produce dopamina e genera sensazioni di piacere

Nella vita di tutti può capitare un momento di difficoltà in cui si sente il bisogno di aggrapparsi a qualcosa per stare meglio, “staccare” dalla realtà. Questi momenti possono essere brevi o prolungati ma in alcuni casi si trasformano in comportamenti che sfuggono al nostro controllo. È in queste situazioni che una persona può perdere il controllo su un comportamento o una sostanza, entrando in una condizione di dipendenza, come definita dal Ministero della salute.

Spesso la società tende a colpevolizzare chi soffre di dipendenze, senza considerare che queste situazioni nascono spesso da disagio, stress o solitudine. Per questo è fondamentale comprendere cosa sono le dipendenze, quanto sono diffuse e quali le cause, soprattutto tra i giovani. Solo conoscendo il fenomeno possiamo mettere in atto strategie efficaci per prevenirlo. Per comprendere meglio il fenomeno è utile distinguere tra dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali. Le prime riguardano alcol, droghe e psicofarmaci. Secondo la Relazione annuale al Parlamento del Dipartimento Politiche Antidroga, circa il 25% dei giovani ha fatto uso di cannabis, mentre il 28% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha utilizzato almeno una sostanza nell’ultimo anno.

Anche piccoli gruppi di amici possono favorire l’inizio dell’uso, e l’adolescenza è un periodo in cui la curiosità e la pressione dei pari rendono più facile sperimentare.

Accanto a queste forme esistono le dipendenze comportamentali, come gioco d’azzardo, uso eccessivo di social network, videogiochi o internet. Anche senza sostanze, il cervello reagisce in modo simile: si attiva il sistema della ricompensa, che produce dopamina e genera sensazioni di piacere.

Quando questo meccanismo si altera, nasce il bisogno di ripetere il comportamento sempre più spesso, anche se dannoso per la salute o la vita sociale. Una dipendenza si riconosce proprio dalla perdita di controllo: la persona continua nonostante i rischi e le conseguenze negative sulla vita quotidiana, come problemi a scuola, conflitti familiari o isolamento sociale. Per questo la prevenzione non consiste solo nel dire “no”, ma nel costruire alternative positive. Attività come lo sport, gli hobby creativi e le relazioni sociali aiutano a trovare equilibrio e soddisfazione senza ricorrere a comportamenti rischiosi. Anche piccole abitudini quotidiane, come dedicare tempo a una passione o parlare apertamente dei propri problemi, possono fare una grande differenza. In conclusione, conoscere e comprendere il fenomeno delle dipendenze è fondamentale: la vera libertà nasce dalla consapevolezza, dalla possibilità di scegliere come prendersi cura di sé senza subire il controllo di comportamenti compulsivi.

 

La dipendenza digitale è un fenomeno caratterizzato da comportamenti ripetitivi o compulsivi legati all’uso di strumenti digitali, come smartphone, social network o videogiochi. Spesso si manifesta negli adolescenti che affrontano solitudine, ansia sociale o altre difficoltà emotive: senza amici con cui confrontarsi, molti si rifugiano in stanze isolate e trascorrono ore davanti a uno schermo. Qui si sentono meno giudicati e percepiscono la tecnologia come una via di fuga dalle difficoltà della vita reale, anche se questa soluzione porta a nuovi problemi. L’uso eccessivo di dispositivi digitali può avere effetti negativi sulla salute e sul benessere: ad esempio, può ridurre la concentrazione, alterare le abitudini alimentari e provocare disturbi del sonno. I videogiochi o le applicazioni social possono diventare ossessivi, spingendo l’adolescente a ignorare i bisogni fondamentali come il riposo e la cura di sé. Inoltre, la riduzione della socializzazione faccia a faccia può compromettere le abilità relazionali e l’inserimento nella vita scolastica o lavorativa. Secondo il Digital Watch Observatory, circa 100.000 adolescenti italiani tra i 15 e i 18 anni sono a rischio di dipendenza da social media, mentre 500.000 giovani mostrano sintomi di gaming disorder, riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un sondaggio indica che il 77% degli adolescenti percepisce di essere dipendente dai dispositivi digitali, confermando quanto il fenomeno sia diffuso e sottovalutato. Per prevenire queste dipendenze non serve vietare la tecnologia, ma imparare a usarla con consapevolezza.

Gli articoli presenti in questa pagina di Cronisti in classe de La Nazione sono stati redatti dalle alunne dell’I.P.M. di Pontremoli frequentanti i percorsi scolastici del Cpia di Massa Carrara. La stesura dei testi e la realizzazione delle immagini hanno coinvolto Giovanna, Letizia, Fatima, Giulia, Desiré, Marlene, Jessica, Eleonora, Glory, Amelie, Grazia, sotto la supervisione del docente Matteo Milite. L’attività di scrittura è stata preceduta da un percorso di documentazione e approfondimento sull’argomento delle dipendenze da sostanze e comportamentali.

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