ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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Scuola Secondaria di I grado Petrarca di Castiglione d'Orcia (SI) - 3°

Affettività, sfida educativa. Serve un corso obbligatorio

Scuola e famiglia guidano l’educazione emotiva: il ruolo chiave degli adulti

Ad oggi sono stati registrati 14 femminicidi e altri 22 attentati non riusciti, mentre nel 2025 in totale ne sono stati registrati 97. Numeri che nascondono esseri umani e che fanno tremendamente paura.

Cosa si può fare per evitare altri casi di questo tipo? Riteniamo che la soluzione a tutto ciò sia l’educazione all’affettività: un percorso volto a sviluppare la consapevolezza emotiva, insegnando a riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e sentimenti. Si tratta di un tema a cui andrebbe dato più spazio, sia in ambito familiare che in ambito scolastico.

Un primo passo importante potrebbe essere quello di inserire un corso di educazione all’affettività obbligatorio nelle scuole a partire dalla scuola dell’infanzia, momento in cui i bambini, con la loro grande capacità di assimilazione, possono imparare a conoscere, riconoscere e affrontare le proprie emozioni e quelle altrui, e analogamente imparare il rispetto nei confronti degli altri. Inoltre, consolidare la consapevolezza di sé e il rispetto verso se stessi e verso gli altri dovrebbe essere di fondamentale importanza anche alle scuole secondarie: secondo la Fondazione Libellula, infatti, un adolescente su 5 non è in grado di riconoscere gli abusi nelle relazioni e considera normale baciare una persona senza il suo consenso, un adolescente su due non percepisce la gelosia come forma di violenza.

Per evitare qualsiasi forma di violenza, dobbiamo appunto saper riconoscere e conoscere le nostre emozioni per essere in grado di gestire situazioni complesse e per essere cittadini civili e per chiedere eventualmente aiuto.

In quanto all’ambito familiare, l’educazione all’affettività non dovrebbe essere considerato un argomento proibito, il contrario! La famiglia resta il primo luogo in cui si forma l’affettività, in cui il principale strumento è la comunicazione. Tuttavia, non tutte le famiglie sono aperte alla condivisione di emozioni e sentimenti positivi e negativi: per questo si è rafforzata la richiesta di percorsi sull’affettività anche negli istituti scolastici. Per costruire una società migliore e formare cittadini del futuro in grado di non far prevalere la violenza su ogni forma di libertà, consenso e decisioni, è importante che scuola e famiglia collaborino.

Parlare di affettività attraverso attività e momenti di confronto, vuol dire insegnare il rispetto, il consenso e il modo giusto di relazionarsi con gli altri. Non è un argomento secondario, ma qualcosa di fondamentale per prevenire la violenza e costruire un futuro più consapevole e rispettoso.

 

Il femminicidio della giovane Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023 da parte dell’ex ragazzo Filippo Turetta, ha acceso la consapevolezza nel popolo italiano di quanto sia importante l’educazione all’affettività. Il padre di Giulia sul palco dell’Ariston, a Sanremo 2026, ha affermato: «La violenza inizia molto prima di quel che pensiamo: inizia quando scambiamo il controllo con l’amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione, e se ci focalizziamo sull’ultimo atto perdiamo tutto quel che avviene prima. E quindi, noi la cultura dobbiamo cambiarla, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime». Con queste parole Gino Cecchettin vuole dirci che c’è una mancanza d’educazione al rispetto e di superficialità, vuole dirci che dobbiamo imparare a riconoscere le nostre emozioni e ad elaborarle, che un no è un no, che la libertà non è negoziabile e che dobbiamo dare ed esigere rispetto. Ed è per questo che insieme alla sua famiglia ha aperto una fondazione in memoria di sua figlia, non solo per tutte le donne che si trovano in questa situazione, per cercare di evitare che certe tragedie si ripetano, ma anche per formare docenti, bambini/e e ragazzi/e. La sorella di Giulia, invece, ha pronunciato un appello agli uomini: «È responsabilità degli uomini educare e richiamare amici e colleghi non appena sentano il minimo accenno di violenzasessista.Rendeteviostili a comportamenti del genere accettati dalla società, che non sono altro che il preludio delfemminicidio». Educare all’affettività è il primo passo verso la libertà.

Ecco gli studenti della classe terza media: Ballerini Elena Marie Claude Bartali Matteo Giorni Mattia Graziani Melissa Guasconi Camilla Landi Emma Lostia Giorgia Maffei Sabrina Mut Luciana Camila Docente tutor: Ilaria Malacaria Dirigente scolastica: Valeria Giovagnoli 

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