STEM ’rosa’, menti che cambiano il mondo. Servono ragazze nell’ambito scientifico
La sfida verso un futuro equo e inclusivo tra pregiudizi sociali e cliché
L’ 11 Febbraio di ogni anno si festeggia la Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza, istituita nel 2015 dalle Nazioni Unite, per promuovere la partecipazione delle donne nell’ambito delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Le professioni STEM al femminile stanno piano piano crescendo ma le donne rimangono ancora bloccate dentro i cliché e nei pregiudizi difficili da cancellare. Gli stereotipi sono duri a morire, quelli di genere ancora di più. Difficili da spezzare perché affondano le loro radici nella storia, quando si classificavano i lavori come solo da uomini o solo da donne. Erano professioni “da uomini” quelle in ambito scientifico e “da donne” quelle legate ai bambini e alla casa. In ogni campo le professioni STEM sono dominate dall’uomo; persino nel cinema dove i ruoli STEM maschili sono 7 volte quelli femminili. Poco importa se la storia è costellata da grandi donne STEM, la percezione comune rimane quella che siano state casi eccezionali. Nonostante le grandi pioniere, sono tante le donne rimaste nell’ombra e private di un riconoscimento. Questo evento è chiamato “Effetto Matilda”, in nome dell’attivista statunitense del XIX secolo, Matilda Joslyn Gage, autrice di un saggio che citava le donne i cui meriti non sono mai stati riconosciuti. Negli anni passati l’effetto soffitto di cristallo si è sempre più diffuso: fin dalle prime scuole bambine e ragazze venivano scoraggiate e ,se anche avevano un sogno, questo sfumava. Di conseguenza le professioni STEM femminili diminuivano. Al giorno d’oggi la condizione femminile non è più quella delineata, ad esempio, dalla scrittrice britannica Virginia Woolf, grazie a coloro che hanno reagito e avuto il coraggio di guidare le nuove generazioni verso il cambiamento. L’Italia è tra i primi paesi europei per numero di donne integrate all’interno delle professioni STEM. Dal punto di vista globale il numero di donne STEM varia da paese a paese. Secondo l’UNESCO le donne rappresentano solamente il 28% dei ricercatori mondiali. Certo, in alcuni paesi il numero di ragazze nei campi STEM è aumentato. Ma in ancora molte nazioni il divario di genere rimane profondo e le donne sono spesso sottorappresentate. Fortunatamente si stanno moltiplicando le iniziative che cercano di offrire supporto a ragazze e donne interessate ai campi STEM. Oltre alle altre cose le istituzioni dovrebbero fornire un aiuto per affrontare gli stereotipi, promuovendo l’inclusione nel lavoro.
Sono state le radici familiari e l’amore verso il proprio territorio a far sì che Gemma Marcucci iniziasse a lavorare nel settore vinicolo.
Già da piccola era legata a questo mondo grazie all’azienda fondata negli anni ’60 dai suoi nonni; si era però dovuta allontanare dal proprio paese per dedicarsi ad altro, per comprendere che l’azienda San Carlo, che oggi gestisce insieme a suo padre, era il luogo che più la rappresentava. Gemma deve la sua esperienza a suo padre e ai suoi nonni che l’hanno sempre supportata. Crede che per fare questo lavoro servano curiosità, passione e la capacità di imparare dai propri errori. Per produrre il Brunello di Montalcino è necessario interpretare l’andamento stagionale ma anche rispettare regole, leggi e radici di un paesaggio unico al mondo. Ritiene che le donne rivestano un ruolo importante all’interno delle aziende grazie alla loro sensibilità ed empatia. La presenza femminile nel mondo del vino è maggiore nell’ambito dell’ospitalità e della commercializzazione, mentre nelle cantine e nei vigneti prevale quella maschile. In quanto donna si è imbattuta a volte in stereotipie di genere ma in generale il rapporto con gli uomini in ambito lavorativo è sempre stato paritario. Anche per indole, non si ritiene ancora soddisfatta dei suoi traguardi perché si è posta altri obiettivi da raggiungere. Ai giovani che vogliano intraprendere un’avventura in questo settore consiglia di formarsi a 360 gradi perché il lavoro nelle imprese agricole richiede ormai conoscenze in vari settori. E inoltre di essere determinati e curiosi e di creare un’azienda che rispecchi la propria personalità.
Classe II A: Antoni Riccardo, Baldi Gabriela, Baroncini Bianca Bertolo Francesco Bindi Rachele Bosco Martina Boza Jorida Cellik Helin D’Auria Niccolò Francini Giada Giannelli Lapo Hristodor Azzurra Jakimi Griselda Kaur Kiranpreet Luku Andrea Mabrouk Hamza Mabrouk Yassine Massini Alice Nanini Emi Lu Pandelica Antonia Perkola Megi Peruzzi Amelia Rossi Olimpia Toniazzi Diego Docenti tutor: Granai Lorenza, Coppi Isabella, Sani Leonardo Dirigente scolastico: Silvia Tegli