Artimino, dove parla il silenzio. Viaggio nella civiltà etrusca
Gli studenti della 5B della scuola Santa Gonda raccontano la visita al museo archeologico «Tanti reperti conservati: il pettorale di bronzo di un guerriero, stele funerarie, un incensiere»
L’art. 9 della Costituzione sancisce il dovere dell’Italia e di noi cittadini di rispettare, valorizzare e conservare il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. Scoprite insieme a noi il borgo di Artimino e i suoi tesori.
Il 17 febbraio scorso, siamo partiti con uno scuolabus da Prato gioiosi ed eccitati, pronti per la mitica gita ad Artimino. Lo scuolabus ci ha lasciati davanti a un’antica porta, tutto era immerso nella nebbia e l’atmosfera era magica, sembrava di entrare nel passato. All’interno del borgo medioevale, incontriamo antiche case di pietra e tutto era tranquillo. Abbiamo visto un negozio di vini tipici che si producono da queste parti come il Barco reale e il Carmignano.
Siamo entrati nel Museo Archeologico dove ci ha accolti l’archeologo Carmine, che ci ha guidati alla scoperta dell’antica civiltà etrusca che stiamo studiando a scuola.
Nella sezione “vita dopo la morte”, osserviamo la riproduzione di un tumulo di Prato Rosello dove sono state rinvenute tombe del VII secolo A.C. E’ stato emozionante vedere come questi oggetti ritrovati (urne cinerarie, corredi funebri …) oggi ci parlano della vita degli antichi Etruschi. Abbiamo visto tanti reperti: il pettorale di bronzo di un guerriero, stele funerarie in pietra arenaria, un incensiere in bucchero (una ceramica di colore nero), vasi di ogni tipo per conservare liquidi preziosi o cibi…Gli Etruschi commerciavano con i popoli antichi del Mediterraneo e del Nord Europa infatti il museo conserva una coppa in vetro blu forse realizzata dai Fenici. C’erano sculture in avorio e un cratere a figure rosse trovato nella tomba a ziro di Grumaggio. Abbiamo capito come gli Etruschi praticavano la filatura e conservavano i cibi.
Tutti abbiamo pensato che questo museo è come uno scrigno pieno di tesori antichi. Dopo la visita abbiamo partecipato a un interessante laboratorio sulla ceramica etrusca.
Usciti dal museo, il sole splendeva e il panorama intorno a noi era stupendo! Abbiamo visto di fronte a noi La villa Medicea La Ferdinanda detta dei “Cento camini”. Volevamo rimanere ad Artimino ma purtroppo lo scuolabus ci aspettava e così abbiamo lasciato queste colline ricoperte di ulivi e vigneti e siamo tornati a scuola. Questa visita ad Artimino ci ha stimolato a conoscere ancora meglio la storia della regione in cui viviamo.
Attraverso letture, ricerche, visite guidate in città, borghi e musei, impariamo ad amare e rispettare la nostra Regione. Siamo studenti ma anche cittadini attivi perché facciamo conoscere il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico della Toscana attraverso la piattaforma del Progetto Europeo ETwinning e attraverso la scrittura di articoli su questo quotidiano.
L’arte è una forma di comunicazione universale che ci identifica ma include tutti e ci rende uguali. Quest’anno abbiamo studiato l’arte vascolare delle antiche civiltà come i Greci e gli Etruschi e siamo stati ceramografi per un giorno ad Artimino. Gli Etruschi commerciavano con i popoli del Mediterraneo e al museo abbiamo visto un vaso di terracotta dipinto con la tecnica a figure rosse. L’arte vascolare con la tecnica a figure rosse e nere si è diffusa grazie agli antichi Greci. Anche noi abbiamo realizzato, in più fasi, un piatto in terracotta dipinto a figure rosse: 1) abbiamo disegnato figure della mitologia usando la carta carbone su un piattino di terracotta; 2) abbiamo dipinto di nero lo sfondo intorno all’immagine; 3) alla fine abbiamo rifinito il disegno e i bordi del piattino con un pennarello nero. Poi aggiunto decorazioni a piacere con il pennarello oro perché gli Etruschi erano abili artigiani e sapevano realizzare oggetti rivestiti di foglia d’oro.
In classe abbiamo sperimentato la tecnica a figure nere realizzando su cartoncino copie di vasi antichi con scene mitologiche e antichi atleti dei giochi olimpici. E’ stato interessante essere ceramografi per un giorno e ha stimolato la nostra curiosità. Consigliamo a tutti coloro che visitano il museo di Artimino di partecipare a uno dei laboratori. Cari lettori, buon divertimento!
Questa pagina è stata realizzata dalla classe 5B della scuola primaria “Santa Gonda“ dell’istituto comprensivo “Iva Pacetti“ di Prato.
Studenti-cronisti: Silvia Abbagnale, Francesco Ardiri, Maria Costanza Barni, Eduard Beldiman, Arianna Bianchi, Pietro Coppi, Francesca Maria De Luca, Marta Forti, Leo Lin, Elena Marchini, Aron Mundija, Osavbie Serina Osagie, Pietro Papini, Agata Pezzini, Daylin Alizee Sanchez De La Cruz, Niccolò Savignano, Yashmeet Singh, Eva Saphia Srij, Bernardo Sutermani, Diego Uccello, Gaspare Alessio Vaiarelli e Matteo Veliraj.
Docente-tutor Graziella Lessio.
Il dirigente dell’istituto comprensivo “Iva Pacetti“ di Prato è il professor Giovanni Quercioli