Sos Terra: Il futuro siamo noi. La scelta di cambiare rotta
Anche dai banchi di scuola, noi ragazzi possiamo salvare il pianeta. Ecco le nostre idee
Approfondendo le tematiche ambientali per un progetto scolastico, abbiamo riflettuto sul fatto che l’inquinamento non è solo il capitolo di un libro, ma la realtà che, ormai da tempo, sta trasformando il mondo in cui viviamo. Così abbiamo deciso che non potevamo più restare a guardare: se il pianeta è malato, la cura siamo noi. L’aria che respiriamo nelle nostre città è spesso una miscela di polveri sottili. L’inquinamento atmosferico non è solo un problema che riguarda le grandi industrie, ma è legato anche alle nostre scelte quotidiane. Abbiamo capito che semplicemente usare la bicicletta o andare a piedi, anziché chiedere un passaggio in auto ai genitori, può fare la differenza. Ogni pedalata è una boccata di ossigeno regalata alla nostra comunità. Anche l’acqua sta diventando un bene prezioso e minacciato. Milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari, entrano nella catena alimentare e distruggono gli ecosistemi. Durante i nostri dibattiti in classe, è emerso un dato scioccante: se non ci decidiamo a invertire la rotta, nel 2050, nel mare, ci sarà più plastica che pesce. Per arginare questo scempio, abbiamo pensato che fosse utile iniziare a usare borracce in alluminio, eliminando le bottigliette monouso che affollavano i nostri cestini. Un piccolo gesto che potrebbe avere un impatto enorme, se replicato dalla maggioranza delle persone. Nemmeno il suolo può dirsi al sicuro. Spesso lo calpestiamo indifferenti, senza pensare che è lui a nutrirci. L’uso eccessivo di pesticidi e l’abbandono dei rifiuti lo stanno avvelenando.
La nostra risposta? La regola delle ‘tre R’: «Riduci, Riusa, Ricicla». Fare la raccolta differenziata non deve essere percepito come una noia, ma dobbiamo sentirlo come un dovere civico. Differenziare correttamente significa dare una seconda vita ai materiali, evitando che finiscano per rovinare quanto di bello ci circonda. È vero, siamo solo ragazzi, e lo sappiamo benissimo che questi piccoli gesti non possono bastare per cambiare le cose… e allora? Non ci sembra un buon motivo per non provare a dare il nostro contributo! Anzi, acquisite pienamente queste consapevolezze, vogliamo adoperarci affinché la nostra voce arrivi forte e chiara a scuotere gli adulti. Il tempo delle scuse è finito, ora è il momento della responsabilità condivisa. Abbiamo ereditato un problema enorme, ma siamo pronti a trasformarlo in un’opportunità per tutti noi.
La ’Giornata della Scienza’ è uno degli appuntamenti più attesi durante l’anno scolastico all’Istituto Fermi. Noi ragazzi di terza, con i nostri insegnanti di scienze, ci lavoriamo davvero con grande impegno e ci piace tanto perché è il momento in cui la teoria lascia spazio alla pratica e la curiosità e la scoperta diventano il motore delle nostre attività. Divisi in gruppi, abbiamo esplorato i pilastri della fisica, della terra e del cielo, trasformandoci per qualche settimana in piccoli ricercatori. C’è chi sfida la gravità studiando il moto e l’energia elastica delle molle, chi esplora la forza esplosiva dei vulcani e chi, con gli occhi rivolti all’insù, ci guida tra le stelle. Il lavoro preparatorio è sempre intenso: vengono raccolti dati, si discutono ipotesi e tutto viene riportato su grandi cartelloni colorati. In tutto questo dobbiamo dire che la sfida più grande è, senza dubbio, imparare a spiegare agli altri quello che abbiamo imparato. Durante questa giornata, la scuola si trasforma in un grande museo interattivo. Spiegare i nostri progetti ai compagni più piccoli e ai professori ci ha fatto capire che la scienza non è fatta solo di formule complicate, ma di fenomeni che ci circondano ogni giorno. Catturare l’attenzione e l’interesse di chi ascolta è la soddisfazione più grande. Questa opportunità insegna a noi ragazzi che lavorare insieme, confrontando idee diverse è il metodo scientifico più efficace. La ’Giornata della Scienza’ ci lascia la voglia di interrogarci sul perché delle cose.
Ecco i nomi dei protagonisti della classe 3 E del comprensivo Fermi di Casalguidi: Filippo Andriulo, Francesca Baldi, Miriam Beniamino, Benedetta Bisori, Tommaso Bonacchi, Chiara Campailla, Emma Castaldo, Marta Castaldo, Gaia Corrieri, Nicolas Di Leo, Federico Di Piazza, Matteo Giovannetti, Samuele Guerriero, Matteo Jakej, Giulia Magrini, Lorenzo Mungai, Sofia Niccoli, Azzurra Palandri, Giorgia Palmarozza, Dario Spinelli, Rihanna Trovato, Aurora Vaiani.
Professoresse del progetto Valentina Giagnoni e Simona Moriconi. Un ringraziamento alla professoressa Letizia Fedi.