ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Dovizi di Bibbiena (AR) - 2B

Indagine sul pianeta adolescenti. Faccia a faccia con la psicologa

Sofia Seri guida lo «sportello» di ascolto. Il progetto serve a migliorare l’ambiente scolastico

Abbiamo intervistato la dottoressa Sofia Seri, la psicologa che offre un servizio di «sportello di ascolto» nella nostra scuola e ha svolto nelle classi un progetto di educazione all’affettività.

Cosa le piace del suo lavoro? «E’ un’emozione bellissima poter essere lo scrigno che contiene i pensieri delle persone che ti raccontano cose anche molto intime, perché conquistare la fiducia non è mai una cosa semplice».

Qual è la tendenza più frequente che osserva tra i giovani? «Ultimamente i giovani si sentono molto ansiosi e hanno poca speranza nel loro futuro perché il momento storico non è facile. I ragazzi stanno in bilico tra quello che è il loro sogno su cosa fare nel futuro e la realtà che a volte ci mette di fronte a dei limiti».

Cosa consiglia a un ragazzo o una ragazza a che vogliono intraprendere il suo stesso percorso di studi? «Di essere curiosi. Di incuriosirsi delle altre persone e di tutto quello che succede, perché la curiosità non si studia nei libri ma è il presupposto a tutto ciò che si impara«.

Ci può spiegare la differenza tra intelligenza convergente e divergente? «La convergente è la capacità di fare le cose in maniera lineare, quella che ci si aspetta che le persone abbiano, quella che la scuola stessa si aspetta da voi. La divergente è quel tipo di capacità più estrosa e creativa che è anche quella relazionale. Per esempio, gli psicologi devono avere anche un’intelligenza divergente perché devono essere creativi. È la capacità di fare le cose in maniera differente, quindi alla soluzione del problema ci puoi arrivare in un modo diverso da quello che ti ha spiegato la prof di matematica. Poi, se volete approfondire, ci sono anche vari studi sulle intelligenze multiple, perciò sappiate che non c’è un unico tipo di intelligenza, ma tanti».

Negli adolescenti è più spiccata l’intelligenza convergente o quella divergente? «La divergente, perché siete tutti diversi e vi adattate meno ai contesti predefiniti, ma questa non è una cosa negativa perché riuscite ad essere più aperti a tanti aspetti differenti della realtà».

Quale consiglio alle persone più timide? «Mi verrebbe da chiedere, in modo divergente, ma perché dovrebbero far qualcosa se quello è il loro modo di stare nel mondo? Non c’è un modo giusto di stare nel mondo. Va bene quello che siamo».

Quale messaggio ci vuole lasciare? «Di avere fiducia nel futuro anche se a volte il mondo sembra andare nella direzione opposta, perché, se abbiamo fiducia in noi, possiamo trovare la strada e possiamo trovare il nostro posto per stare nel mondo».

 

All’interno del progetto «Sportello di ascolto psicologico» sono stati effettuati percorsi di affettività nelle classi con la psicologa, interventi educativi volti a sviluppare l’intelligenza emotiva e relazionale. La nostra classe, dopo i tre incontri, ha chiesto di poter proseguire quest’esperienza che ci ha guidati alla conoscenza reciproca. Nel primo incontro abbiamo riflettuto su alcuni aspetti in generale della classe scrivendo nei bigliettini anonimi cosa ci piaceva del nostro gruppo e cosa no. Nel secondo incontro abbiamo letto «La Favola dei Caldomorbidi» che narra di una città dove ciascuno possedeva un caldo morbido, simbolo dell’affetto e dell’amore che i cittadini potevano scambiarsi tra loro. Un giorno però una strega malvagia, indispettita dal fatto che i caldo morbidi avevano rimpiazzato le sue medicine, fece credere a tutti che, prima o poi, sarebbero finiti generando frustrazione e infelicità. Una donna poi cominciò a distribuire di nuovo questi caldo morbidi e dimostrò che si moltiplicavano. Prendendo spunto da questa storia, abbiamo riflettuto su quanto le parole possano essere fonte di gratificazione e ci siamo scambiati complimenti a vicenda. Nel terzo incontro, ci siamo messi in cerchio e poi disposti a coppie (sorteggiate): ciascuno ha detto al compagno ciò che gli piaceva ma anche ciò che non gli piaceva di lui. La difficoltà maggiore è stata proprio questa, ma abbiamo imparato che anche le critiche possono essere costruttive, se espresse con gentilezza.

Alunni Giorgia Bartolucci Nicole Borghesi Tessa Catalani Niccolò Ciabatti Serena Cipriani Marco Fabbri Jayden Christopher Fiume Alberto Gori Ekasmeet Kaur Alessio La Grasta Nicolas Eduard Lacatus Cristian Lauri Alessio Manni Lorenzo Opisso Gaia Piombini Kevin Richard Raileanu Giada Scialpi Alice Tramonti Chen Zhou Insegnanti Tutor: Silvia Luchi Preside Alessandra Mucci

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