Cambiamento climatico. Alluvioni sempre più frequenti
La sfida da affrontare con Agenda 2030: agire subito per un’Italia veramente più sicura
Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare spesso di alluvioni, fiumi esondati e città sommerse dall’acqua. Ma perché tali eventi sembrano diventare sempre più frequenti? Gli scienziati spiegano che uno dei principali responsabili è il cambiamento climatico, un fenomeno che sta modificando il nostro pianeta in modo visibilmente rapido e sta colpendo tutti i continenti, con gravi impatti economici e sociali.
Il riscaldamento globale ha raddoppiato la probabilità di eventi estremi in Europa, non solo alterando le condizioni meteorologiche, ma anche aumentando rischi e costi per le economie, specialmente nelle zone più fragili. L’aumento della temperatura globale fa evaporare più acqua dall’idrosfera e dal terreno. Ciò significa che nell’aria c’è più umidità e, quando le nuvole si scaricano, lo fanno con precipitazioni molto più forti del passato. Le intense piogge aumentano il volume dei fiumi, i quali finiscono per straripare. Anche le città soffrono: l’asfalto e il cemento non assorbono l’acqua, che scorre in superficie e allaga strade, case e negozi. L’Italia è a rischio idrogeologico a causa di fattori climatici, naturali, antropici, con l’urbanizzazione che peggiora la situazione, impedendo il ruscellamento durante le alluvioni. La cementificazione riduce anche i terreni permeabili che assorbono la pioggia. Secondo l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) quasi il 94% dei comuni italiani è esposto ad alluvioni, frane ed erosione costiera.
Oltre 9 milioni di persone vivono in aree ad alta o media pericolosità, mentre 12 milioni si trovano in zone a bassa criticità, dove le alluvioni sono meno frequenti. Ciascuno di noi deve impegnarsi per contrastare il cambiamento climatico, comesuggeritodalgoal13dell’Agenda 2030. A tal proposito, sarebbe, dunque, opportuno ridurre i consumi energetici, utilizzando mezzi ecologici come bici ed auto elettriche, passando alle energie rinnovabili e contenendo l’uso della plastica ed il consumo di carne. A scuola abbiamo provato ad utilizzare un calcolatore climatico, strumento che serve a stimare quanto le nostre attività quotidiane contribuiscono al cambiamento climatico, in particolare in fatto di emissioni di carbonio. L’analisi considera fattori come trasporti, consumi energetici ed alimentazione. Se, ad esempio, si usa spesso l’auto e si mangia molta carne, il calcolatore mostrerà un’impronta più alta. L’esito del test ha evidenziato che tutti noi dovremmo modificare alcune delle nostre abitudini. Voi? Provate a calcolare l’impatto dei vostri comportamenti utilizzando il Climate Hero.
Il periodo che va dal mese di ottobre a quello di novembre del 2014 rimarrà sempre impresso nella memoria degli abitanti di Marsiliana, paese in cui viviamo, dato che il territorio fu colpito da un evento drammatico: in pochi giorni, infatti, precipitazioni eccezionali provocarono l’esondazione del fiume Albegna, che causò ingenti danni a case, infrastrutture, raccolti, mettendo in ginocchio l’economia locale. Le piogge, intense e prolungate, resero rapidamente saturo il terreno, impedendo l’assorbimento dell’acqua. Il fiume, dopo aver superato il livello di criticità, ruppe gli argini in più punti, invadendo le aree circostanti e trascinando con sé tutto ciò che incontrava lungo il suo corso.
Numerose famiglie furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, trovando ospitalità presso amici o parenti; altre si ritrovarono isolate a causa delle strade interrotte. La grave situazione di emergenza richiese l’immediato intervento della protezione civile e delle forze dell’ordine. Furono settimane decisamente intense, durante le quali non si può non rendere grazie a chi, spinto da un forte senso civico, accorse per dare una mano a questo angolo di Maremma. Dai nostri parenti abbiamo saputo che proprio dalla nostra scuola, trasformata, all’occorrenza, in un punto di raccordo, partivano i volontari, i quali, muniti di rastrelli, pale, secchi, erano indirizzati verso le zone che richiedevano un aiuto più urgente. Con questo articolo vorremmo ricordare la loro opera preziosa e, soprattutto, rivolgere un dolce pensiero a chi non è riuscito a sfuggire alla furia dell’acqua.
La pagina è stata realizzata dagli studenti Nicolò Caldini, Nicole Cinelli, Samuele Cornacchia, Maria Bartolomei, Giulia Costanzo, Emma Denocenti, Andrea Domenichelli, Christian Domenichelli, Serena Mangiapelo, Flora Minuti, Zoe Peruzzi, Nicola Abbate, Gaia Ballerini, Davide Bellagamba, Sofia Bellumori, Nicoleta Cepoi, Veronica Cherubini, Anna Evangelisti, Samuele Giolo, Elena Lombrichi, Emma Manini, Niccolò Moscatelli, Leonardo Novelli, Tasnim Palazzini, Gabriele Parlati, Ginevra Subrizi.
Docenti tutor Nazzareno Agostini, Elisa Celata e Maria Teresa Mambrini. Dirigente scolastica la dottoressa Francesca Iovenitti.