Pronto, chi è? Attenti a cosa dite. Quali rischi e come difendersi
Le truffe che stanno dietro le continue telefonate dei call center e le richieste sui dati
Molto spesso capita di ricevere telefonate da numeri sconosciuti che tormentano le persone con chiamate frequenti. In alcuni casi queste telefonate nascondono delle truffe per estorcere dati personali, adesioni a contratti, fino a chiedere addirittura direttamente dei soldi. Spesso parlano di bollette e chi chiama è in possesso di molte informazioni sulla persona importunata. Frequentemente sono dipendenti di aziende di telemarketing che hanno liste di numeri da chiamare. L’obiettivo della maggior parte di loro è chiudere il contratto e prendere un bonus.
Agiscono tramite pressione psicologica su chi risponde alla telefonata e l’interlocutore insiste con toni amichevoli o allarmanti e ripetitivi, quasi confidenziali. L’obiettivo è spingere la vittima ad agire senza riflettere. La truffa può iniziare con telefonate mute, se rispondi capiscono l’età, il genere e la sicurezza personale.
Le persone anziane sono quelle più colpite e spesso si approfittano di loro. Potrebbero anche registrare la voce e sintetizzarla per ricostruire un consenso. Nella seconda fase poi proseguono con la truffa normale utilizzando le informazioni per procedere con l’estorsione di altri dati personali. Questi tipi di truffa si chiamano Phishing, ovvero trappole che ti inducono a rivelare indirizzi, numeri di telefono, password ecc. Il truffatore prende i nostri dati con domande per raggiungere scopi illegali. Infatti un segnale che si tratta di una truffa è la richiesta di queste informazioni sensibili: codici di sicurezza, credenziali di accesso, dati bancari o anche un semplice ‘sì’ per estorcere consensi a contratti fino ad accedere nei conti e sottrarre denaro. I dati vengono recuperati anche attraverso i cookies dei siti e poi venduti legalmente dai data broker a tutti i call center, tra questi alcuni sono truffatori. I Cookies sono piccoli file di testo che si scaricano sul tuo dispositivo quando, entrando in un sito, ci viene chiesto di accettarli; questi raccolgono informazioni sul tuo comportamento sul sito e si traducono con pubblicità mirata secondo le tue scelte.
Questi dati vengono però anche poi diffusi a pagamento ad altri siti e attività. Difficile denunciarli perché hanno sede fuori dell’Unione Europea. Come difendersi? Non parlare durante una telefonata muta. Non dare dati sensibili, gli operatori legali non chiedono dati bancari. Attivare gli antispam. Non dire mai sì o acconsento. Chiedere come hanno avuto il tuo numero.
Chiudere la telefonata o non rispondere a numeri sconosciuti.
Non fidarsi nemmeno se sanno i dati personali perché li comprano.
Per approfondire meglio il tema sulle truffe telefoniche abbiamo intervistato chi si occupa di questo problema. Un operatore di call center, che lavora per l’interesse del consumatore (e sostiene di avere difficoltà ad esercitare il suo compito a causa delle truffe telefoniche) e un poliziotto. All’operatore di call center abbiamo chiesto: Le piace questo mestiere? «Sì specialmente per le colleghe e l’ambiente». Quali sono gli aspetti positivi? «L’orario, perché si adatta alle mie esigenze». E gli aspetti negativi? «Non tutti sono disposti ad ascoltarti per colpa dei call center molesti e quindi abbiamo meno possibilità di fare il nostro lavoro che consiste nell’aiutare le persone a risparmiare». Le è mai capitato di essere insultato? «Finora no, ma so che ad altri è successo. Me lo aspetto prima o poi». Quali regole seguite per distinguervi dai call center truffaldini? «Non essere sgarbati e non rispondere alle offese. Non mentire ai clienti sulla convenienza del contratto e in generale». Che consigli può dare per non essere truffati? «Informarsi sulle bollette e sui metodi usati dai call center disonesti». Al poliziotto abbiamo domandato: C’è qualcuno nello specifico che si occupa di casi di truffa telefonica? «Sì, la polizia postale». La polizia come affronta questi casi? «Deve analizzare cosa è successo per poi capire chi c’è dietro alla telefonata e come opera». Consigli per evitare queste truffe? «Non credere a tutto quello che ci viene detto e stare attenti ai facili guadagni»
Ecco i giovani cronisti in erba della classe 2ST dell’Isa 10 – Poggi-Mantegazza di Lerici e San Terenzo che hanno realizzato la pagina per il concorso ’Cronisti in classe’: Battagli Gregorio, Bernal Diaz Maria Francesca, Bernal Diaz Maria Giorgia, Biagi Achille, Dell’Agnello Sofia, Feltin Davide, Mazzola Nancy, Musetti Simone, Mustafai Edwyn, Putti Daniele, Silvestri Chanel Raffaella. Tutor: Zanardi Bianca. Dirigente: Capozzo Rossella.