L’AI può simulare l’empatia. Ma non potrà mai sostituirla
Che spazio hanno i sentimenti in un mondo sempre più pilotato dall’intelligenza artificiale?
“Tanto gentil e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l’ardiscon di guardare”. Quest’anno, tra tanti letterati del nostro percorso di studi, abbiamo conosciuto Dante Alighieri, autore dei meravigliosi versi appena citati. Meravigliosi dopo che con pazienza abbiamo provato a comprenderli, ad interpretarli e a farli rivivere nei nostri sentimenti cercando di immedesimarci in un qualsiasi ragazzo dell’epoca innamorato di una ragazza. Sinceramente in un primo momento abbiamo fatto davvero fatica a pensarli ricchi di sentimento e ammirazione, anzi, ci sono sembrati anacronistici e quasi un po’ ridicoli! Ci siamo chiesti: “Vi immaginate gironzolare in un qualsiasi sabato pomeriggio in passeggiata a rivolgerci con questa modalità alla ragazzina adocchiata al Carnevale che tanto ci piace? Cosa farebbe? Cosa penserebbe?”.
Commenti e risate hanno invaso la nostra aula…Poi, piano piano, con l’aiuto dell’insegnante, siamo entrati nella giusta modalità, una modalità che nel 2026 è assolutamente inesistente. Ci siamo confrontati dando vita ad un dibattito che rispondeva alla domanda: “come si corteggia una ragazza?”. Tra le varie risposte quella assoluta-mente più frequente è stata che per conoscere ed entrare in contatto con una ragazza è necessario procedere attraverso l’utilizzo di un social network. Si digita il suo nome o nickname, magari ottenuto da un amico in comune, si chiede di poter seguire il suo profilo e via a like e commenti per farsi notare.
Tutto rigorosamente a distanza, tutto rigorosamente senza guardarsi negli occhi e senza avere un immediato reale feedback. E’ una conquista virtuale che ci fa credere che sia tutto semplice e soprattutto immediato, in fondo si tratta solamente di aspettare il tempo necessario che la ragazza (o il ragazzo) metta “mi piace” alle nostre numerosissime foto inserite nel nostro profilo, spesso, diciamoci la verità, truccate a dovere per farci apparire come in realtà non siamo veramente. E allora? Chi è più assurdo? Lo stilnovista Dante Alighieri che vagheggiava un amore angelico oppure noi che compriamo e regaliamo consensi nascosti dietro gli schermi dei nostri telefonini di ultima generazione? Nessuna fatica e, se proprio siamo in crisi sulle parole da utilizzare per rimorchiare una ragazza nessun problema: basta chiedere a ChatGPT, penserà lui a farci fare bella figura!
L’amore esiste da sempre. L’amore è il motore della vita. Ma come si innamoravano le persone nel passato? Nonni e bisnonni sono una risorsa per saperne di più.
Nonna Luisa, come ci si innamorava ai tuoi tempi? Quali erano le occasioni per conoscere un ragazzo? «Beh, ai miei tempi innamorarsi era una cosa un po’ complessa, lo è stato per me e per la grande maggioranza delle ragazze dell’epoca».
Cosa intendi dire? «Quando ti piaceva un ragazzino era difficile esternare il tuo sentimento in famiglia, soprattutto con il proprio padre. Io vivevo a Pontremoli. Ricordo che quando frequentavo l’istituto magistrale mi piaceva un ragazzo che aveva una Lambretta. Spesso gironzolava all’uscita della mia scuola provando a parlarmi ma, una volta mia sorella, una volta la mia vicina di casa, lo hanno riferito a mio padre che subito si è attivato per capire chi fosse il pretendente e per farmi presente che non avrei dovuto frequentarlo. Ti chiederai il perché. Perché non stava bene che una ragazza frequentasse una persona senza il consenso del genitore. Il tuo caro nonno l’ho conosciuto così. Lui mi aveva ‘adocchiata’ al Premio Bancarella dove io stavo passeggiando con i miei genitori e le mie due sorelle.
Per arrivare a me nonno Bruno ha chiesto informazioni ad un amico di famiglia e, poi, è andato da mio padre a chiedere di potermi conoscere, pensa…avevo 19 anni! Oggi, per voi ragazzi, sarebbe un’impresa impossibile, una vera follia!»
Ecco i piccoli giornalisti della classe II B della Michele Rosi: Sara Baldi, Anna Bazzichi, Leandro Bertolaccini, Riccardo Boi, Andrei Darius Bularca, Alessandro Chiti, Valerio Doda, Matteo Eccher, Malak El Alouani, Gaia Francescatti, Yiming Hu, Leonardo Larini, Samuele Lucchesi, Giulia Marangon, Elia Moriconi, Gioia Chloe Namia, Andrea Petrini, Herrera Mathias Pittaluga, Giulia Puccinelli, Stella Rossetti, Stephan Russello, Hydien Samaali, Mattias Vathi e Selenia Virelli. La professoressa referente è Rosaria Spinelli e la dirigente scolastica è Sonia Imperatore.