ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Mascagni di San Vincenzo (LI) - 2B

Il disagio nei giovani. L’inganno del nostro tempo

Come valorizzare noi stessi in un mondo che tende solo a vederci fragili

Il nostro mondo è spesso complicato da tante forme di disagio. Siamo nel pieno della forza e invece sembriamo deboli e fragili. Se ci giriamo indietro e osserviamo la storia vediamo che tanti giovanissimi l’hanno “fatta“ sacrificandosi e affrontando condizioni di vita davvero difficili e questo ce lo raccontano proprio le pagine dei nostri libri di storia. Liliana Segre, senatrice a vita e testimone oculare della Shoah, in tantissime interviste, ricordando la sua esperienza a Auschwitz, dove la forza fisica era allo stremo ma la mente e la volontà permettevano di resistere, esorta costantemente i giovani a non dire mai «Non ce la faccio più». Ma gli adolescenti sono sempre stati così o è la nostra generazione ad essere tanto diversa da manifestare aspetti profondamente contrastanti? Forse abbiamo tanta forza dentro di noi ma una vita comoda e calda non ci permette di metterci alla prova e proprio per questo è bene comprendere il mondo che ci circonda e la generazione a cui apparteniamo. Se dovessimo trovare le prime cause del disagio giovanile le cercheremmo nel bullismo o cyberbullismo e nella pressione a cui ci sottopone la scuola con la paura dei brutti voti e di essere costantemente giudicati da insegnanti e compagni. Anche la mancanza di amici può essere un serio problema; mentre prima questa situazione era più visibile oggi è più difficile accorgersi dell’isolamento di un adolescente poiché apparentemente, essendo sempre connesso, sembra felicemente in compagnia. Gli psicologi affermano addirittura che molti ragazzi chiedono all’Intelligenza artificiale di far loro compagnia e aumentare la loro autostima. Anche la poca presenza dei genitori è un problema poiché abbiamo fortemente bisogno di punti fermi che ci indichino la via giusta da seguire.

Molti genitori invece appaiono molto connessi, poco sensibili all’ascolto dei nostri problemi, sempre presi da qualcosa di “più urgente o importante“. Come possiamo notare questo disagio? Questi cambiamenti si possono vedere quando un ragazzo non parla ai propri genitori, ed è poco sociale.

Ci sono dei modi per risolvere questo problema? Sì, certamente sviluppare l’autostima e L’autocontrollo.

È importante, inoltre, capire come usare la tecnologia in maniera corretta e non per ferire qualcuno o sé stessi: questo forse è l’aspetto più complicato perché purtroppo i tanti ragazzi isolati nella realtà prendono di mira virtualmente chi è più fragile di loro cercando così una sorta di rivalsa. E’ più facile nascondersi dietro uno schermo che nasconde anche noi stessi.

 

Cosa poter fare allora? Partire dalle piccole cose sforzandoci di apprezzare la nostra persona nei suoi pregi ma anche nei suoi difetti accettando le fragilità ma consapevoli che, con la sola volontà, possiamo davvero cambiare noi stessi. Poiché questo argomento ci coinvolge molto, abbiamo deciso di fare delle domande ai ragazzi della nostra scuola per capire se vivono questi problemi. La maggior parte ha risposto di non essere mai stata vittima di bullismo e cyberbullismo. In presenza di questo problema da risolvere tutti i ragazzi hanno parlato dell’importanza di parlarne con un adulto. I più piccoli non hanno mai assistito a episodi di bullismo e cyberbullismo mentre i più grandi si. Abbiamo poi chiesto come si diventa bulli: Secondo i più accade per problemi in famiglia o insicurezza. Alla domanda se fossero mai stati esclusi, la metà ha risposto di sì l’altra di no. Tutti conoscono poi la differenza tra bullismo e cyberbullismo. Infine ci interessava anche parere sull’intelligenza artificiale dato che, come detto prima, molti la utilizzano anche contro la solitudine. I più piccoli la ritengono inutile ma i più grandi no, anzi, pensano che l’intelligenza artificiale potrà sottrarre i lavori all’uomo, sostituendosi facilmente a quest’ultimo. Tutti infine hanno ammesso di aver almeno una volta escluso qualcuno dal gruppo. La nostra scuola quindi non è molto colpita da forme di disagio negli adolescenti forse perché è più facile vivere in un ambiente tutelato e sicuro.

Ecco svelati tutti i protagonisti che hanno reso possibile la realizzazione di questa pagina di Cronisti in Classe dell’edizione di Livorno del quotidiano La Nazione. I ragazzi si sono occupati sia delle vignette che degli articoli.

Gli alunni della 2B che hanno scritto l’articolo sono Antonelli Stella, Casillo Soraya, Fesati Idris, Govi Edoardo Giulio, Moujoud Douaa, Sasso Tiziano, Tatti Sharon, Toninelli Alessandro.

Docente tutor prof.ssa Sabina Sgorbini Coordinamento grafico prof.ssa Chiara Francesconi DS prof.ssa Claudia Giannetti 

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