No a mafie e bullismo, sì alla giustizia. Giornata della memoria e dell’impegno
Legalità a scuola: il rispetto delle regole per una società più giusta e più equa La riflessione realizzata della classe 3F dell’Istituto comprensivo Staffetti di Massa
Sabato 21 marzo si celebrerà la Giornata della memoria dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La giornata promossa da Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera e istituita con una legge n. 20 dell’8 marzo 2017, si svolge ogni anno in diverse città italiane. Quest’anno sarà a Torino. Durante la cerimonia viene data lettura dei nomi e dei cognomi di tutte le vittime innocenti delle mafie, una specie di “rosario civile“, con lo scopo di promuovere la cultura della legalità sensibilizzando la cittadinanza, le scuole, le associazioni in tutta Italia. La legalità è il rispetto delle leggi e costituisce un valore fondamentale per la società. Lo Stato per realizzare questo compito si serve della magistratura e delle forze di polizia, ma ciascuno di noi può contribuire a diffondere la cultura della legalità. Si definisce micro criminalità l’insieme dei reati cosiddetti minori: furti, scippi, rapine sono tra i reati più diffusi e spesso hanno conseguenze terribili. Ma una delle piaghe sociali più difficili da estirpare nel nostro Paese è certamente la mafia.
Ha avuto origine in Sicilia nell’Ottocento col fenomeno del brigantaggio: mentre al Nord l’economia si evolveva e cresceva insieme al resto d’Europa, con industrie e nuovi mezzi di trasporto, come ferrovie e autostrade. Al Sud non era possibile, perché non vi erano le condizioni giuste: mancavano lunghi corsi d’acqua e grossi laghi che al tempo erano fondamentali per la produzione di energia elettrica. Mancava un punto di collegamento per esportare le merci in Europa, e il territorio rimaneva povero e arretrato. La mancanza di lavoro, l’alto tasso di povertà, la presenza di molti analfabeti, furono benzina per incendiare la cosiddetta “Terra dei fuochi“ che è diventata terreno fertile delle organizzazioni criminali.
Un tempo la mafia guadagnava principalmente con il traffico di droga e con le grosse somme di denaro chieste alle attività: il famoso “pizzo“. Oggi la mafia si è evoluta, si è immessa nei grossi mercati con lo smaltimento illegale di rifiuti, sotterrando e bruciando rifiuti tossici. La vendita nei mercati neri di cibo, sigarette, droghe, armi e alcolici non tassati e non controllati dallo Stato. Appropriazione di appalti che dovrebbero essere pubblici ma vengono assegnati e subappaltati irregolarmente e si è diffusa anche nel Nord Italia. Ovviamente ci sono dei modi per sconfiggerla o comunque indebolirla. Il primo passo è sicuramente quello di non tacere di fronte ad essa, di non piegarsi e di farsi forti.
Nella storia ci sono state fortunatamente sia delle persone che non sono state zitte davanti alla mafia come Falcone e Borsellino e Peppino Impastato che con le loro azioni hanno rotto il silenzio che durava da anni e dimostrato che le persone oneste unite sono di più e possono farcela. L’altro modo è diffondere nelle scuole la cultura della legalità: l’idea che con la collaborazione tra Stato e cittadini si possa ottenere una vita onesta e dignitosa e più giusta per tutti.
Il bullismo è un fenomeno diverso con caratteristiche proprie infatti con questa parola si indicano tutti i comportamenti aggressivi messi in atto nei confronti di una vittima in un lungo arco di tempo.
In genere il bullo prende di mira qualcuno che percepisce come il più debole, lo aggredisce, da solo con l’aiuto di coetanei, molto frequentemente di nascosto anche in pubblico. Una delle componenti più problematiche di questo fenomeno è proprio la presenza di questi “spettatori“ che assistendo all’umiliazione della vittima, stanno zitti senza intervenire, così questa folla silenziosa diventa complice del bullo.
In molti casi si può essere complice del bullo anche solo ridendo alle battute sulla vittima, anche solo stando zitto senza intervenire ed aiutare il ragazzo a difendersi dai bulli. Negli ultimi anni i casi di bullismo si sono moltiplicati, ma soprattutto ci sono stati molti episodi di cyber-bullismo. Questo termine è utilizzato per indicare ciò che accade nei social network attraverso foto pubblicate senza autorizzazione o invio di messaggi offensivi nelle chat.
A scuola abbiamo fatto molte attività legate al bullismo e cyberbullismo: incontri con le Forze dell’ordine, visione di film, letture e condivisione di discussioni in classe. Sicuramente la cosa che funziona è che nessuno deve essere lasciato solo di fronte alle minacce dei prepotenti.
Ecco la redazione composta dagli alunni della 3F Staffetti: Andrea Alberti, Francesco Amatuzzo, Tommaso Arcolini, Emma Barsanti, Aurora Bertelloni, Sasha Bertolla, Leonardo Bondielli, Alessandro Briglia, Ginevra Capua, Gaia Adele Coppedè, Viola Darzeza, Matilde Del Mancino, Diego Dell’Amico, Lorenzo Gassani, Emma Giovannelli, Alex Kacerri, Eliza Kullolli, Chiara Losignore, Martina Lulaj, Filippo Giovanni Manieri, Alice Pintore, Marco Pucci, Aurora Tommasi, Leonardo Valenzi, Leonardo Volpicelli. Il coordinamento è della professoressa Elisabetta Tonini, la dirigente scolastica è Ines Mussi.