L’adolescenza, che stress! Il difficile rapporto con gli adulti
Sempre più spesso ci scontriamo con i nostri genitori: ecco perché crescere è così difficile
Noi ragazzi non ci sentiamo compresi dagli adulti, e forse questa è proprio una caratteristica dell’adolescenza. Siamo nati in un’epoca diversa e perciò abbiamo sviluppato dei comportamenti, dei ragionamenti e delle abitudini differenti dalle loro e perciò ci considerano forse «diversi». Il rapporto tra noi e gli adulti è molto complicato, specialmente nel rapporto con i genitori. Molto spesso la nostra esperienza viene comparata alla loro, a quando erano dei ragazzi: a noi sembra che si descrivano come se fossero stati perfetti, intelligenti, non sbagliavano mai… Questo ci porta a non sentirci alla loro altezza e a pensare di deluderli a ogni sbaglio. Ciò non toglie il fatto che siano i nostri genitori, a cui vogliamo bene e che ci sostengono sempre. Sappiamo, in fondo, che quando esageriamo e veniamo sgridati è solo per il nostro bene, anche se non ci piace affatto, e siamo sicuri che non sia piaciuto nemmeno a loro da adolescenti.
Di certo, uno dei principali motivi di scontro e di molti dibattiti in famiglia è la scuola, che svolge un ruolo molto importante nelle nostre vite e di cui spesso abbiamo una visione diversa.
Vale lo stesso anche per il nostro modo di parlare, molto diverso dal loro, che spesso apprendiamo dai social e che a volte, per scherzo, tentano di imitare per avvicinarsi più a noi. Ci siamo anche accorti, nell’affrontare questo argomento, che noi usciamo molto meno di casa rispetto a quanto facessero gli adulti alla nostra età, o almeno così ci dicono: infatti noi disponiamo di dispositivi, come lo smartphone, per cui possiamo comunicare con i nostri amici, facendo telefonate o videochiamate e divertirci anche stando a casa, cosa che loro non potevano fare e nemmeno immaginare, quindi erano «obbligati» ad uscire di casa.
Anche per questo i nostri genitori ci spingono sempre ad uscire con i nostri amici invece di rimanere in casa, al telefono o alla Play Station, senza nemmeno accorgerci del tempo che ci trascorriamo. Insomma, a noi sembra che la maggior parte degli adulti creda che essere più grandi gli garantisca la possibilità di non ascoltarci anche quando noi cerchiamo di esprimerci o di non considerare la nostra opinione, perché siamo ancora troppo immaturi e irresponsabili per prendere delle decisioni da soli, solo perché siamo più giovani. Ma nonostante il rapporto con i genitori e gli adulti non sia facilissimo, sappiamo che non sarà per sempre così: è solo una fase che passerà e speriamo di tornare a comprenderci tra qualche anno.
La tecnologia nel 2026 è imprescindibile per la popolazione mondiale. È utile per connettersi con tutto ciò che succede nel mondo e può essere uno strumento di svago… ma non solo! È importante sia per gli adulti, ma soprattutto per i ragazzi: infatti, noi giovani siamo cresciuti con l’abitudine di usare la tecnologia un po’ per tutto, a differenza dei nostri genitori, e così facendo è diventata qualcosa che noi sentiamo come essenziale per la nostra vita. Gli adulti la usano soprattutto al lavoro e per questo pensano che la tecnologia in mano a noi sia dannosa, visto che, secondo loro, ne abusiamo e la utilizziamo solo per divertirci. Però può essere anche uno strumento di istruzione, a casa e a scuola, se ben gestita. I nostri genitori non erano abituati a usare la tecnologia, poiché non si era ancora sviluppata quanto adesso, mentre noi siamo nati in una generazione in cui è dominante. Ogni volta che usiamo il cellulare, anche se per poco tempo, i nostri nonni o genitori ci rimproverano: noi ci sentiamo spesso giudicati e infastiditi, perché loro non sanno com’è difficile essere cresciuti con così tanta tecnologia a disposizione. Può darsi che abbiano ragione e che spesso ne abusiamo per davvero, ma potrebbero provare a comprendere che nel futuro la tecnologia continuerà a diventare indispensabile. Per noi la tecnologia al giorno d’oggi è e sarà uno strumento di cui abuseremo sempre un po’… certo non si può smettere di usarla, ma si può diminuire o cambiare l’utilizzo che ne facciamo.
Ecco di seguito la redazione della classe III media della scuola Santa Maria degli Angeli: Ari Cappuccio, Niccolò Frazzica, Giuseppe Giansiracusa, Carlotta Grasso, Leonardo Guerrini, Stella Hu, Nicole Lule, Gabriel Martin, Mia Minucci, Noam Molina Hofmann, Lapo Mugnaini, Alvise Parenti, Leonardo Parmeggiani, Miriam Pasquini, Marta Pastore, Adolfo Alessandro Pellino, Caterina Verduci, Costanza Verduci, Chuanyi Wang, William Wang, Yixi Yang.
Dirigente scolastico: Clarissa Amerini. Docente tutor: Giulia Gelli.