Alla scoperta della Lazzerini. «In biblioteca silenzio e libertà»
Gli studenti della 5C della scuola Santa Gonda hanno trascorso una mattina nell’ex Campolmi Il laboratorio per conoscere i silent book e poi trasformarsi in “cuochi-scrittori“
La biblioteca Lazzerini è la più grande biblioteca pubblica della città di Prato e si trova nel quartiere di Santa Chiara, all’interno del complesso architettonico dell’antica ex fabbrica Campolmi. Una biblioteca di tutti e per tutti, un luogo di lettura, di studio e d’incontro, al servizio dei cittadini di qualsiasi provenienza e di diverse fasce d’età.
Il 29 gennaio scorso la nostra classe ha visitato la biblioteca in occasione di un’uscita didattica.
Per molti di noi era un posto nuovo, da scoprire, per altri invece era uno spazio noioso, polveroso, pieno di libri antichi e forse anche un po’ complicati da leggere. Ci sbagliavamo di grosso! Appena entrati un’ondata di calore e un buon profumo (di libri!) ci avvolse, come un abbraccio stretto e accogliente. La bibliotecaria, che ci ha aperto le porte, ci ha poi condotti all’interno della sala dove abbiamo svolto un interessante e originale laboratorio. Sistemati in cerchio, il momento più emozionante è stato l’incontro con Chiara, libraia (fondatrice con Marianna della libreria “Le storie della Mippa“, ndr) ed esperta di “silentbook”: gli albi senza parole.
All’inizio eravamo confusi: «Ma come si legge un libro se non ci sono le parole?».
Chiara, la nostra guida, ci ha fatto scoprire un mondo dove le storie hanno bisogno della nostra immaginazione e della nostra voce, non per urlare, ma per scoprire un silenzio che diventa libertà e avventura. Tutti insieme abbiamo infatti “letto” un libro che si intitola “Tempesta”, silent-book che narra il legame tra uomo e cane, basato sulla fiducia reciproca, costruita attraverso un tempo lungo e sicuro.
Dopo aver imparato ad osservare i piccoli dettagli delle illustrazioni, quelli che spesso ci sfuggono quando andiamo troppo di fretta, Chiara ci ha invitato a dividerci in gruppi e trasformarci in “cuochi- scrittori”: l’obiettivo è stato quello di creare una “ricetta” dell’amicizia, dove inserire gli ingredienti fondamentali per costruirla e farla durare.
E’ stata un’esperienza unica, durante la quale abbiamo capito che per alcuni “viaggi” non serve pagare un biglietto e non bisogna essere grandi, basta un pizzico di fantasia: l’accesso alla biblioteca è infatti gratuito, possiamo frequentarla per l’intera giornata e possiamo utilizzare il servizio di prestito, grazie alla tessera, anche questa gratuita.
Cari bambini non aspettate che la scuola vi porti in biblioteca, ma invitate la vostra famiglia e i vostri amici a scoprire un luogo magico!
Buongiorno Chiara! Cos’è per te leggere? Chiara: « Per me leggere è un vero piacere, sto bene quando leggo! Leggere è anche un lavoro per me e leggo di tutto».
Un libro senza parole è davvero un libro? «Certamente! E’ un libro, come dite voi “con qualcosa di magico”. L’autore di un silent book deve essere un bravissimo regista: solo con le illustrazioni deve riuscire a farci sentire i rumori, i profumi e le emozioni, non è semplice». Perché hai scelto di dedicarti ai laboratori sui silent book? «Prima di diventare una libraia, lavoravo nelle scuole come “mediatrice linguistica” e mi occupavo dell’accoglienza di studenti stranieri, specialmente i neo-arrivati, per poterli guidare e accompagnare».
Perché hai scelto di aprire una libreria per bambini? «Da piccina avevo due sogni: diventare una libraia o una maestra! In entrambi c’era la voglia e il piacere di stare vicino ai bambini e alla loro fantasia! Voi bambini siete molto più bravi di noi grandi a notare i dettagli».
L’idea del nome La Mippa? «Non è così facile trovare un nome per una libreria, ma in accordo con la mia socia Marianna abbiamo scelto un personaggio nato da racconti immaginari, quelli che il mio babbo mi raccontava durante le vacanze. Nessuno sa come è fatta la Mippa, nessuno sa cos’è, ma ognuno può immaginarla e rappresentarla come meglio crede».
Questa pagina è stata realizzata dagli alunni della 5C della scuola primaria “Santa Gonda“ di Prato. Alunni-cronisti in classe: Noor Ahmadzai Mohammad, Maleeha Amir, Souhail Badi, Cosimo Bargellini, Edoardo Bettarini, Rebecca Coppini, Mya Cozzolino, Edoardo Noah Culotta, Tommaso Filidoro, Gabriel Iervolino, Kate Jiang, Laert Lulaj, Andrea Martorelli, Camilla Matteucci, Giulio Montemaggi, Alberto Pariota, Laura Rivieri, Benedetta Silli, Melissa Toska, Diego Veliraj, Giorgia Vitiello, Boxuan Yang, Egle Zelko, Angela Zhou. I disegni sono stati realizzati dagli studenti.
Docente-tutor Daniela Panella.
Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Iva Pacetti“ di Prato è il professor Giovanni Quercioli.