Un inviato speciale a scuola. Il mondo visto da un giornalista
Il grande giornalista Maurizio Naldini racconta agli studenti viaggi, pericoli e scelte difficili
Venerdì 16 gennaio è venuto nella nostra scuola il professor Maurizio Naldini, giornalista della Nazione e nonno del nostro compagno Davide. È entrato in classe con la sua incredibile esperienza e un sacco pieno di racconti affascinanti! Fin da quando aveva 12 anni, il suo sogno era quello di diventare giornalista. Mentre i suoi amici giocavano a calcio, lui, più bravo con le mani che coi piedi, ha cominciato a scrivere articoli sportivi.
A 23 anni viene assunto a La Nazione e in poco tempo realizza il suo sogno: diventare un inviato speciale. Prima di internet, i giornalisti dovevano raggiungere il luogo su cui volevano scrivere e poi, a seconda della situazione, poteva ritrovarsi a dettare gli articoli per telefono, come è accaduto più volte al professor Naldini.
Lui aveva sempre con sé una macchina da scrivere portatile, tanto che il rumore dei tasti lo descrive come una melodia che lo aiutava a concentrarsi. Una volta quel mezzo di lavoro gli salvò la vita: un soldato gli sparò, ma lui si protesse con la macchina da scrivere. Ancora oggi questa conserva un buco e lui colleziona i proiettili a cui è sopravvissuto come ricordo.
Le avventure del signor Naldini sono moltissime: ha volato su aerei usati per il trasporto della droga, è entrato nei tunnel dei Vietcong, ha raccontato il terremoto dell’Irpinia, lo tsunami in Sri Lanka, ma anche le «donne asino» che in Africa portano la legna sulla schiena.
Il momento più difficile della sua vita fu in Somalia. Per arrivare a Mogadiscio prese un aereo illegale, poi si fece trasportare dai guerriglieri per 40 chilometri.
Quando in Italia crollò un palazzo, molte persone cercavano i sopravvissuti. Il professor Naldini dovette scegliere: aggiungere le sue mani o… scrivere un articolo per far arrivare tante altre mani? Ovviamente scelse la seconda opzione.
Il signor Naldini ci ha spiegato che la vita da inviato può sembrare avventurosa, ma non è facile restare lontano dalla famiglia per mesi.
Nella soffitta di casa sua conserva una collezione di cappelli, uno per ogni missione, insieme a bossoli, lance Masai e frecce avvelenate.
Ha intervistato Madre Teresa di Calcutta, papi, politici e sportivi celebri. Ha conosciuto Oriana Fallaci e Indro Montanelli. Ma la cosa più importante sono i suoi ricordi, che sa trasformare in racconti meravigliosi. Questo incontro ci ha fatto capire che il lavoro del giornalista è raccontare fatti per far prendere coscienza di quanto accade nel mondo. Senza i giornalisti, non ci sarebbe libertà di informazione.
Il 26 febbraio la giornalista Lisa Ciardi de La Nazione ha varcato la soglia della nostra classe. In una sola ora ha portato con sé oltre 160 anni di storia della stampa italiana! La Nazione infatti nacque il 19 luglio 1859, otto giorni dopo la fine della Seconda Guerra d’Indipendenza. A fondare il giornale fu il barone Bettino Ricasoli, nobile fiorentino e fervente sostenitore dell’Unità d’Italia: il nome stesso era un manifesto politico. Tra le prime firme del giornale c’era quella di Carlo Collodi, che tutti noi conosciamo come autore di Pinocchio, ma che fu anche un apprezzato cronista. Lisa Ciardi, che lavora a La Nazione dal 2000, ha raccontato come il giornale si sia trasformato nel tempo. In passato, gli articoli venivano scritti a macchina e composti dal linotipista con la linotype, un imponente macchinario a caratteri di piombo. Le copie viaggiavano poi sui treni nel cosiddetto fuorisacco, così chiamato perché fisicamente fuori dal sacco postale, per arrivare in edicola il prima possibile. Oggi tutto avviene sul computer, e il giornale è diventato leggibile anche online. La Nazione fa oggi parte del Quotidiano Nazionale, insieme a Il Resto del Carlino e Il Giorno, e copre la Toscana, l’Umbria e la Liguria con edizioni locali dedicate a ogni città. A conclusione dell’incontro, la giornalista ha distribuito una riproduzione della prima uscita del 1859: un foglio solo, senza immagini, ma già pieno di storia.
Ecco la redazione della classe IA della scuola Masaccio che ha realizzato la pagina per il nostro campionato di giornalismo: Abadi Gioia, Arriola Matteo, Bituin Jian Luca, Bossini Federico, Cambi Zoltan, Ceras Josue, Crini Adele, Giraldi Niccolò, Ignacio Faith, Jayaweera Ginevra, Lombardo Gabriele, Mannelli Giulio, Mathew Jefin, Nicoletti Greta, Paoloni Leonardo, Pornea Samantha, Rondinella Pedro, Scutaro Davide, Sinibaldi Francesco, Susewge Fernando Anjela, Vittori Lorenzo, Ziccone Nicola. Docenti: Anna Di Giusto. Preside: Mauro Emanuele Piras.