ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Mascagni di San Vincenzo (LI) - 2C

L’apnea e l’amore per il mare. Lo sport che vigila sull’ambiente

I ragazzi si sono concentrati sulla salvaguardia e la tutela per uno dei beni più preziosi

Chiedere perché piace l’apnea è come chiedere perché piace la pallavolo o la danza: ogni sport ha la sua bellezza! In molti si chiedono “perché alla gente piace l’apnea se è cosi pericolosa?” Il motivo è semplice: perché è come fare yoga sott’acqua. L’apnea può essere paragonata a una meditazione, è un modo per ascoltare se stessi, avere auto controllo, sentirsi più liberi e senza pensieri. La paura più grande nell’apnea è il blackout.

Cos’è il black out? E’ una sincope causata dalla carenza d’ossigeno.

Nonostante questo rischio, stare diversi metri sott’ acqua sembra come volare, sensazione che chi non scende al di sotto dei due metri non potrà mai provare. Inoltre, l’apnea è utile per molte cose e può avere diversi obiettivi: c’è chi vuole superare il record di profondità, chi vuole superare il record di minuti sott’ acqua cioè di immersione in assetto statico, c’è chi vuole semplicemente stare a cinque metri a giocare con i pesci o chi fa apnea per lavoro. Può sembrare strano, ma alcune persone che soffrono di talassofobia, cioè la paura del mare, possono praticare tranquillamente l’apnea scendendo però entro i cinque metri, profondità entro la quale si ha ancora la percezione del fondale. Ma risaliamo all’ inizio di tutto: l’apnea nasce dal desiderio dell’uomo di esplorare sia il mistero del mare sia le sue meraviglie. Ai giorni nostri alcuni esseri umani stanno distruggendo il mare e il suo ecosistema, ma tanti altri, tra cui gli apneisti, lo proteggono.

Praticare l’apnea è una forma d’amore verso il mare che permette di difenderlo. La tutela del mare è importantissima: a questo proposito ci piace ricordare “Spazzapnea”, progetto nato a Genova nel 2018 da un’idea degli apneisti della Asd Apnea Center che nel 2022 è diventata ufficialmente una ODV. Questa organizzazione promuove iniziative di pulizia dei fondali e delle spiagge per preservare la bellezza e la salute dei mari in modo ecosostenibile. Una persona veramente importante e attiva in questo contesto è Ilaria Molinari, campionessa italiana di apnea, che indossando una coda da sirena sensibilizza alla protezione del mare.

Educa ogni giorno i giovani al rispetto per gli ecosistemi marini attraverso l’insegnamento dell’apnea, trasmettendo anche l’amore per il mare. Non è casuale che lei si vesta da sirena: per Ilaria Molinari la sirena è una metafora dell’unione tra l’uomo e il mare.

L’apnea può essere così uno strumento che trasmette purezza, emozioni e passione.

 

Il nostro territorio è un luogo dove praticare apnea: fondali trasparenti, ricchezza di biodiversità e resti storici. Luoghi ricchi di storia e di miti, talvolta anche non proprio veritieri, ma comunque affascinanti. Un personaggio storico molto importante che è vissuto all’Elba e si è interessato alle isole dell’arcipelago, è Napoleone Bonaparte che ha regnato sull’isola dal 1814 al 1815 lasciando sull’isole dell’Arcipelago una ricca eredità economica e culturale. Oltre alla storia, il mito. Gli Argonauti, un gruppo di circa 50 eroi della mitologia greca, parteciparono a un’impresa leggendaria sotto la guida di Giasone: la spedizione verso la Colchide per conquistare il Vello D’oro. Il mito è legato principalmente all’isola d’Elba, chiamata dagli antichi Greci Aethalia. Gli eroi fecero sosta sull’isola, vi fondarono un porto chiamato “Porto Argo”, che alcuni identificano con l’odierna rada di Portoferraio dove, sulla spiaggia delle Ghiaie, gli Argonauti si riposarono e con il loro sudore macchiarono i ciottoli: da allora i sassi sono bianchi con delle macchie nere.

L’arcipelago Toscano è legato a una leggenda che associa le isole alle perle della collana di Venere spezzata mentre emergeva dal Mar Tirreno. L’intenzione di chi ha creato questo mito era quella di collegare l’armonia e la bellezza delle isole dell’arcipelago toscano a Venere, dea della bellezza e dell’amore.

Ecco chi sono i giovani protagonisti della realizzazione di questa pagina de La Nazione di Livorno per l’edizione 2026 di Cronisti in Classe. Si sono occupati di realizzare gli articoli e creare i disegni, come una vera redazione.

Gli articoli della classe 2 C sono stati scritti da Altrui Adele, Birouch Marwa, Bourabaa Hajar, Budel Ania, Ceccarelli Zoe, Hoxha Maurisjo Docente tutor: prof.ssa Alessandra Nassi Coordinamento grafico: prof.ssa Chiara Francesconi DS: prof.ssa Claudia Giannetti

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