Immaginiamo un mondo offline. Il sogno più bello o un incubo?
La nostra vita senza internet e la tecnologia: aspetti positivi e negativi della ’connessione globale’
Come sarebbe il mondo senza internet? Sarebbe migliore la vita dell’uomo? Un mondo senza tecnologia significherebbe fare un salto all’indietro, ma anche riscoprire una dimensione umana che oggi sembra aliena. Per esempio, senza Google le persone non saprebbero dove cercare informazioni o come documentarsi, quindi dovrebbero andare in biblioteca o guardare un’enciclopedia cartacea. I viaggi si organizzerebbero guardando le cartine geografiche, non si potrebbe più ordinare online quindi si andrebbe solo in negozio fisicamente. Senza Gps e senza recensioni in tempo reale di un posto che visitiamo, ci sarebbe molta più incertezza però potrebbe portare con sé il sapore dell’avventura e della scoperta casuale che oggi sembra sempre più assente. Sarebbe un mondo più faticoso e isolato, ma anche più vivo e vero. Vivere senza internet significherebbe riappropriarsi del tempo e dello spazio fisico, ma al prezzo di una povertà tecnologica che renderebbe difficile gestire le esigenze di una popolazione globale di 8 miliardi di persone.
Senza tecnologia saremmo molto più collegati alla natura rispetto ad oggi e quindi la dipendenza da uno schermo sarebbe molto minore, le persone avrebbero più tempo libero, penserebbero di più con le loro teste senza chiedere subito a motori di ricerca o all’intelligenza artificiale. Tra noi giovani poi diminuirebbero sensibilmente le cause che comportano ansia da prestazione sociale, per non parlare di una piaga come il cyberbullismo che, senza tecnologia, di fatto sparirebbe.
Inoltre, internet ci aiuta ad apprendere meglio? Sì, ma dobbiamo fare molta attenzione ad alcuni pericoli come le fake news o alle troppe informazioni che possono farci perdere il concetto che vogliamo capire.
Quindi, vivremmo davvero meglio senza tecnologia? A pensarci bene, senza tecnologia non si potrebbe comunicare con familiari e amici dall’altra parte del mondo come facciamo normalmente oggi, quindi sentiremmo molto di più la loro mancanza.
L’accesso alla conoscenza diventerebbe un privilegio di chi ha più libri o vive vicino alle grandi biblioteche; pensando poi alle persone più deboli, con gravi problemi di salute come malattie neurodegenerative, senza i grandi progressi nel campo della ricerca e della tecnologia, la loro aspettativa di vita sarebbe molto più breve e con più sofferenze. In conclusione, non sappiamo davvero se il mondo senza internet sarebbe migliore, però potremmo imparare a usarlo con più cautela e a non considerarlo come un rimedio a tutti i mali.
Le tecnologie di comunicazione aumentano e migliorano la possibilità di studiare in modo più approfondito. Fino a pochi anni fa, nelle scuole non si utilizzavano computer e la tecnologia che conosciamo oggi era assente; quando si trattava di dover studiare qualcosa che non si trovava sui libri di testo, così ci hanno detto i nostri genitori, si consultavano le enciclopedie in casa o in biblioteca, oppure si potevano trovare libretti specifici sull’argomento, comunque era molto impegnativo e a volte faticoso. Oggi invece noi studenti siamo abituati a studiare insieme agli strumenti tecnologici come internet e ci domandiamo se sia utile. Sicuramente lo è per la scuola, però è vero che sia una specie di arma a doppio taglio. Internet, infatti, presenta molti vantaggi: navigando possiamo trovare tantissime informazioni su un singolo argomento in pochissimi secondi, una cosa impensabile ai tempi dei nostri genitori.
Possiamo quindi studiare meglio, fare ricerche più approfondite in poco tempo, senza dover andare in biblioteca o in altri posti diversi da casa nostra. Allo stesso tempo, però, il rischio è che gli alunni utilizzino il copia-incolla per le ricerche, senza per questo imparare niente, oppure chiedere subito aiuto all’intelligenza artificiale e non usare la propria immaginazione o, ancora, a non scrivere più sui fogli di carta perché si fa tutto al computer. Dovremmo usare internet quando serve, cercando sfruttare la nostra immaginazione e la nostra fantasia.
La pagina è stata realizzata dagli studenti scuola secondaria di primo grado Giulio Cesare Melani di Montale.
In redazione il gruppo delle classi: 1 A, 1 B, 1 C, 1 D, 2 D e 3 A.
Ecco i nomi dei piccoli giornalisti: Diletta Borselli, Edoardo Augusto Righi, Steisi Smajli, Andrea Gentili, Manuel Spagnesi, Sophie Dessi, Greta Gargano, Daniele Palagi, Thomas Braccini, Leo Petruzzi, Martina Barbani, Anastasia Valenti, Anna Vannucci, Yasmine El Attar, Viktoria Nincheri Dirigente scolastico: Mauro Guarducci. Docenti tutor: Michela Galeotti, Salvador Righi, Valentina Vaiani.