Fast fashion e inquinamento. Ecco il lato oscuro della moda
Vestiti usa e getta: gli alunni ci raccontano come la “moda veloce“ sta cambiando il nostro pianeta
E se vi dicessimo che ogni secondo, l’equivalente di un camion di vestiti viene bruciato o finisce in discarica? Benvenuti nell’era del Fast Fashion, nella quale il vostro outfit dura meno di un caffè.
Il Fast Fashion infatti è un modello di produzione basato su un’economia veloce di vestiti usa e getta, di tendenza e a basso prezzo. Lo abbiamo scoperto in classe, attraverso il progetto promosso dalla Caritas Diocesana, incentrato proprio su questo argomento. Alcuni esperti ci hanno parlato di questo fenomeno e per prima cosa ci hanno fatto analizzare le etichette dei nostri vestiti: abbiamo scoperto che la maggior parte dei nostri capi sono prodotti in paesi asiatici come il Bangladesh, il Pakistan, l’India, dove le materie prime costano poco e la manodopera viene sfruttata.
Purtroppo, dietro una maglietta si nascondono mani di bambini che lavorano più di dieci ore al giorno, operai sottopagati, ma anche litri d’acqua sprecati, condizioni di lavoro poco sicure, diritti dei lavoratori non tutelati e sostanze chimiche tra cui il poliestere ovvero un tessuto sintetico derivato dal petrolio, che rilascia microplastiche nei mari, impattando enormemente sull’ambiente.
La maggior parte di noi compra vestiti per stare al passo con la moda, bombardati dalle pubblicità e dai social, senza chiedersi che cosa c’è dietro a quello che indossiamo ogni giorno. Non importa nemmeno andare nei negozi, i siti on line facilitano l’acquisto.
Non dimentichiamoci che come consumatori abbiamo delle responsabilità: ogni acquisto è una scelta che sostiene un certo tipo di produzione, poiché ogni volta che compriamo un capo dobbiamo riflettere sul mondo che vogliamo. Ad esempio possiamo cercare marchi sostenibili, prolungare la vita dei nostri vestiti oppure comprarne di meno cercando di capire cosa ci serve davvero.
Infine, anche il riuso potrebbe essere una soluzione: impegnare nuovamente un oggetto per la stessa funzione per cui è stato creato, ovvero dare nuova vita agli abiti o agli oggetti che non usiamo più.
Per questo motivo, in Toscana ci sono associazioni che si occupano di riuso come Lillero, Bidone, Daccapo e Terra di tutti.
Il nostro desiderio di novità non vale lo sfruttamento altrui e il degrado del pianeta, perciò facciamo un gesto “ribelle” e sostenibile contro il fast fashion: ri-usiamo!
Abbiamo fatto qualche domanda a Cassandra Mori, responsabile delle attività educative della Caritas Diocesana.
Quando e come è nata l’idea di parlare di sostenibilità anche a scuola? «La sostenibilità e il Fast Fashion sono questioni che toccano tutti nella quotidianità: comprare un vestito è un gesto a cui non attribuiamo troppo peso, ma che ha conseguenze sulle persone e sull’ambiente. Portare questo tema nelle aule ci è sembrato quindi necessario».
Cosa significa sostenibilità? «In tre parole: attenzione, creatività, stile di vita» I giovani sono interessati all’argomento? «Sì. Abbiamo sempre riscontrato interesse, partecipazione, dialogo e una riflessione personale sulle scelte quotidiane. In generale c’è più attenzione, anche grazie ai social» Come organizzate le vostre attività? «Come Equipe di Animazione Educativa siamo presenti sul territorio da molti anni. Il lavoro si sviluppa e si adatta ai loro cambiamenti e a quelli della realtà che li circonda» Cosa possiamo fare per essere ancora più sostenibili? «Credo che tutto si riduca, alla consapevolezza: interrogarsi. Nei limiti delle possibilità di ognuno, ogni giorno possiamo compiere scelte diverse e mantenere un pensiero critico rispetto alla valanga di informazioni che circolano sul tema»
Gli alunni: Axinte Darius Baccetti Sofia Baldane Imran Bandoni Emma Bindi Bianca Bouragba Nassim Bouragna Iman Cristofani Simone De Pascali Sofia De Silva Alice Debdoubi Aya Dehiwalage Oshani El Aynaoui Zakaria El Baalouti Jannat Falcon Gabriele Genovesi Rebecca Gradi Daniel Grecu Anna Maria Lenzi Francesco Lopresto Matteo Mazzini Edoardo Nofori Luke Tomei Lorenzo Tongiani Camilla Docenti tutor: Elena Bravi, Roberta Pizzi Dirigente: Gioia Giuliani