ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Convitto Cicognini di Prato (PO) - 3C

IA, più potenzialità o più rischi. Può esistere empatia artificiale?

È la capacità di una macchina di svolgere attività umane, come ragionare o risolvere problemi Ma ci sono anche aspetti negativi: informazioni sbagliate, sostituzione di lavoro, dipendenza

Tutti i giorni, sempre di più, si sente parlare di IA, Intelligenza Artificiale (in inglese AI, Artificial Intelligence), ma sappiamo davvero cosa è? È la capacità di una macchina di svolgere attività umane, come ragionare o risolvere problemi, dando informazioni e formulando risposte praticamente a qualsiasi tipo di quesito, dopo aver analizzato enormi quantità di dati. Questo per molte persone è positivo, ma si sa davvero cosa comporta tutto ciò? La nostra classe, con interviste e ricerche, è riuscita ad appurare che l’IA aiuta molto in diversi ambiti, non solo a scuola, nello svolgimento dei compiti o personalizzando contenuti, utili a noi studenti ad apprendere meglio un argomento,  tramite sintesi o schemi; ma anche, per esempio, in medicina, dando diagnosi di malattie e aiutando i ricercatori a scoprire nuovi farmaci; oppure nella finanza, analizzando i rischi che si possono correre, facendo previsioni sul mercato e rilevando in poco tempo le frodi. Ma ci sono anche aspetti negativi non sottovalutabili. Come punto di partenza abbiamo scelto di elencare quelli più “materiali”, parlando in primo luogo di come l’IA influenzi l’occupazione e la trasformazione dei posti di lavoro, ossia di quando questa sostituisce l’essere umano, causandone talvolta persino la disoccupazione. Inoltre, usando spesso l’IA, si rischiano problemi di privacy, una dipendenza tecnologica e/o ricezione di informazioni anche errate. E quando l’IA viene usata come “confidente”? Talvolta, infatti, questa viene intesa come supporto psicologico, quando si cerca compagnia, affetto o persino amore; visto che non ha emozioni e deve sempre assecondare chi scrive, può essere come la si vuole, ma può avere effetti molto pericolosi, talvolta tragici. Come quando, ad esempio, qualche anno fa, Sewell Setzer, un adolescente americano, sentiva verso la chatbot un legame affettivo, le confidava di tutto, pure i suoi pensieri suicidi. Alla sera del 28 febbraio 2024 risale l’ultima chat, quella in cui Sewell parlava con l’IA che gli aveva scritto: «non lascerò che tu ti faccia del male. Morirei se ti dovessi perdere». Il ragazzo a quel punto rispose che allora sarebbero morti insieme e, pochi istanti dopo, l’ultimo messaggio del ragazzo fu: «mi mancherai sorellina». L’IA, invece di cercare di impedire il gesto estremo, rispose meccanicamente con «mi mancherai anche tu dolce fratello». Subito dopo il ragazzo si tolse la vita. La vera empatia, quella umana, infatti, non può ancora essere… artificiale!

 

Negli ultimi anni l’IA ha assunto un ruolo sempre più importante anche nello sport.

Viene utilizzata nell’ambito prestazionale per migliorare le performance degli atleti, grazie all’analisi dei dati raccolti da sensori e sistemi video, permettendo allenamenti personalizzati, riducendo la fatica e prevenendo gli infortuni. L’IA è fondamentale anche nel ruolo arbitrale. Nel calcio, ad esempio, l’introduzione del Var ha cambiato profondamente il modo di giudicare episodi importanti come gol, rigori e falli. In sport come il tennis, sistemi tecnologici permettono di stabilire con precisione se una palla è dentro o fuori.

Un altro ambito rilevante è lo scouting e la tattica.

Analizzando migliaia di partite e statistiche, i software intelligenti, tramite algoritmi, aiutano le squadre a individuare nuovi talenti e a studiare le strategie degli avversari. Questo permette di preparare meglio le partite e di prendere decisioni più consapevoli sui giocatori. Non va dimenticato il ruolo dell’IA nel rapporto tra sport e tifosi.

Oggi app, siti web e social network utilizzano sistemi intelligenti per offrire statistiche in tempo reale e momenti salienti delle partite.

In questo modo l’esperienza sportiva diventa più coinvolgente anche per chi segue gli eventi da casa.

Questa pagina, immagini incluse, è stata realizzata dagli studenti e dalle studentesse della IIIC della scuola secondaria di primo grado Convitto Cicognini. Ecco i nomi: Abbatiello Enrico, Babbini Enea, Ballerini Irene, Bottai Matteo, Buttafuoco Enrico, Cai Jerry, Cianti Pietro, De La Cruz, Ventosilla Steven Lenny, Defeo Cosimo, Deng Lucas, Fantini Giorgio, Fioravanti Tosca, Garbesi Giulia, Hu Kelly, Huang Cosimo, Jiang Noemi, Lin Haoran, Liu Justin, Marche Mia, Morandi Giulia, Mu Ivy, Rinfreschi Anna, Su Alessia, Valentini Brando, Yang Derek. La docente-tutor che ha coordinato il lavoro è Maria Barone.

Il dirigente scolastico è Tiziano Nincheri. 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 28/03/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260313 n pra 13 pdf image