Un banco può costruire il futuro. Scuola: diritto, non privilegio
Milioni di bambini non possono studiare: senza istruzione è difficile avere opportunità e scegliere
Per noi il diritto più importante legato all’istruzione è quello espresso nell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: l’istruzione deve essere gratuita e accessibile. La scuola non deve servire solo a imparare nozioni, ma deve aiutare a sviluppare la personalità di ognuno, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza, l’amicizia tra popoli e culture diverse. È, quindi, non solo un luogo dove si studia, ma uno spazio in cui si cresce come persone e cittadini. L’istruzione è un diritto fondamentale riconosciuto dalle Nazioni Unite: ogni bambino dovrebbe poter imparare a leggere, scrivere, sviluppare il proprio potenziale, indipendentemente da dove sia nato o dal genere. Tuttavia, la realtà di milioni di giovani nel mondo racconta una storia diversa, spesso ingiusta. Nascere in un Paese o in un altro è un fattore decisivo per tale diritto, può cambiare il nostro futuro. Se per noi la scuola è obbligatoria e gratuita, per altri, invece, è un privilegio o un sogno irraggiungibile.
Questa disuguaglianza dipende dalle condizioni politiche, economiche e sociali dei Paesi in cui vivono: è il concetto di fortuna geografica. In molte aree colpite da guerre o restrizioni politiche, milioni di bambini non possono frequentare la scuola: in Nigeria, Pakistan, Gaza, Ucraina. Un caso particolare è quello dell’Afghanistan: secondo l’Unicef, circa 2,2 milioni di ragazze sono escluse dall’istruzione. Il divieto di frequentare la scuola ha effetti devastanti sulla comunità: una popolazione meno istruita significa meno medici, insegnanti… Inoltre, la negazione dell’istruzione espone le ragazze a rischi maggiori, come il matrimonio precoce, e limita la capacità di contribuire attivamente alla società.
È importante distinguere due situazioni: ci sono ragazzi che non possono andare a scuola, pur volendo, e ragazzi che potrebbero andarci, ma non lo fanno per mancanza di motivazioni o per difficoltà familiari. Infatti, il semplice riconoscimento di un diritto non basta e anche l’abbandono scolastico, nei Paesi dove l’istruzione è garantita, rappresenta un fallimento. Riteniamo, dunque, che tale diritto sia uno dei più importanti perché permette di costruire gli altri: senza istruzione è difficile conoscere i propri diritti, costruirsi un futuro e partecipare alla vita della società.
Per questo non dovremmo dare la scuola per scontata. Difendere questo diritto significa impegnarsi perché sia garantito a tutti, senza differenze di genere, religione o Paese di nascita.
Quest’anno, grazie a un nuovo compagno, abbiamo conosciuto una realtà scolastica molto diversa dalla nostra. Una scuola grande e con regole precise: così ricorda la sua esperienza in Pakistan. Le lezioni iniziavano alle 8 e terminavano alle 14, con una pausa alle 12. Andava a scuola il sabato, ma il venerdì usciva prima per consentire la preghiera musulmana. Le differenze con l’Italia sono molte: in Pakistan gli studenti indossano l’uniforme e le classi sono separate tra maschi e femmine; qui, invece, ragazzi e ragazze studiano insieme e non è obbligatorio vestirsi in modo uguale.
Le materie sono in parte simili; cambia, però, la lingua: al posto dell’italiano si studia l’urdu. Gli insegnanti, ci ha raccontato, erano molto severi: chi non faceva i compiti poteva essere punito con colpi di bacchetta sulle mani. Nonostante questo, conserva un ricordo affettuoso dei professori e degli amici, che gli mancano molto. Gli abbiamo chiesto se in Pakistan tutti possono andare a scuola; ci ha spiegato che non sempre è così: in alcune zone più povere e per le ragazze l’istruzione non sempre è garantita. Qui si sente accolto: ha stretto nuove amicizie e ogni giorno impara qualcosa di nuovo, non solo dalle lezioni, ma anche dal confronto con noi compagni. La scuola, dunque, anche per noi è un ponte tra due mondi, un luogo in cui culture diverse possono incontrarsi, conoscersi e crescere insieme.
Ecco i nomi dei protagonisti. La pagina è stata realizzata dagli alunni della classe II F dell’ i.c. «Toniolo» di Pisa, sede succursale: Balestri Rachele, Basile Antonio, Butera Edoardo, Cannetiello Arianna, Caporicci Niccolò, Comparini Matilde, Di Pede Leonardo, Falaschi Massimo, Giglio Sofia, Gjini Roel, Imburgia Marco, Llica Mixan Aaron Nicolas, Muhammad Sunny, Olteanu Davide, Riccardi Mirko, Santoni Aurora, Squillace Caterina, Taja Armanda, Tallarida Adele. Docente Tutor: prof.sse Giannace Angelica e Zimei Federica, con il supporto di Giacalone Serena, Menicagli Anna Rita e Zilocchi Marcella. Preside prof.ssa Bonaccorsi Teresa.