Quanto è importante essere. cittadini dell’Unione europea
UE, un’organizzazione che ha vinto il premio Nobel per la Pace
L’Unione Europea è nata grazie all’esigenza di alcuni Stati illuminati che volevano cercare di ricostruire l’Europa distrutta sia materialmente, sia moralmente dopo l’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Prima dell’U.E. c’era la C.E.C.A.(Comunità, Economica, Carbone e Acciaio) un’unione di sei Stati chiamati anche: i sei stati fondatori, essi erano: Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Italia e la Repubblica federale tedesca.
Essa é stata fondata nel 1951 con il trattato di Parigi, invece con il trattato di Roma nel 1957 fu creata la C.E.E.(Comunità, Economica, Europea). Nel 1992 con il trattato di Maastricht si unirono molti più stati e si formò l’U.E.(Unione Europea) grazie alla quale è possibile: 1) Che in tutti gli Stati possono circolare persone e merci senza carta di identità e/o dazi (grazie all’area Schengen); 2) Avere tutti una moneta unica; 3) Creare un’organizzazione sovranazionale che prendeva decisioni economiche e politiche validi in tutti gli Stati che ne fanno parte.
Il 2004 è stato l’anno in cui sono entrati a far parte moltissimi stati nell’UE soprattutto molti stati che erano alleati con l’ex Unione Sovietica. Nel 2007 entrarono la Romania e la Bulgaria. Nel 2013 entrò a far parte la Croazia. Essere cittadini europei è un grande privilegio, perché comporta una serie di diritti, libertà e tutele uniche al mondo per esempio la parità di genere, la moneta unica, la libera circolazione e il libero soggiorno. Essere cittadino europeo significa possedere automaticamente la cittadinanza dell’UE in quanto cittadino di uno Stato membro. Questo status garantisce diritti fondamentali, come la libera circolazione.
Essere cittadini dell’UE non è solo un’affermazione di principio, ma ha contenuti precisi. Sta al cittadino europeo conoscere e far valere i propri diritti. Gli studenti europei possono per esempio partecipare ad un’esperienza fantastica: l’Erasmus. Esso è il programma dell’Unione Europea che promuove la mobilità internazionale per studio o per imparare meglio una lingua europea. Nato nel 1987 come scambio per studenti, dal 2014 si è evoluto in “Erasmus+”, per includere istruzione scolastica, formazione professionale, gioventù e sport. Uno dei suoi grandi obiettivi è l’inclusione sociale. Consente periodi di studio (3-12 mesi) offrendo una borsa mensile per la copertura dei costi. Oltre ai 27 Stati membri UE, coinvolge anche paesi partner extraeuropei. Nella nostra classe hanno partecipato alcuni alunni, che ci hanno spiegato come si svolge e quali sono i privilegi. Le esperienze “Erasmus+” sono potenzialmente accessibili a tutte le scuole di ogni ordine e grado. È un’esperienza che se te la propongono va fatta!!! W l’’U.E.!
Abbiamo intervistato due cittadini italiani cresciuti, l’una negli anni ’80, l’altro negli anni 2000, per confrontare le loro esperienze e le loro idee sulla U.E.
Ecco le loro risposte. «Mi chiamo Loredana, sono del 1978. Conosco la U.E. dallo studio e per lavoro. Ho viaggiato in Francia nel 2005 con l’Euro; in precedenza dovevamo cambiare le lire nella valuta del paese di destinazione. A mio parere, il valore comune più importante tra i paesi della U.E. è quello storico.
Dal punto di vista ambientale, nel 2024, la U.E. ha emanato una diligenza, la «Due Diligence» che obbliga a salvaguardare l’ambiente durante la produzione; un segnale concreto di responsabilità e di rispetto dei diritti. Credo che in futuro l’UE sarà meno divisa tra singoli stati e più solida come “unione” politica ed economica, per diventare forte e competitiva».
Mi chiamo Matteo, sono del 2005. Conosco l’ U.E. perché l’ho studiata a scuola e adesso la ritrovo negli esami all’università. Ho viaggiato in Germania e a Malta con la carta di identità. L’uso dell’Euro è sicuramente molto co-modo. Credo che i valori più importanti per noi cittadini dell’Unione siano l’uguaglianza, il rispetto per la democrazia, i diritti e la solidarietà. Sono a conoscenza che l’Unione si sta impegnando per il clima con l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040; noi giovani ci speriamo molto. Credo che il futuro della U.E. sarà impegnativo: dovrà rafforzare la solidarietà tra gli Stati membri e riuscire a integrare chi ancora chiede di entrare. Se sarà forte e unita però, potrà avere un ruolo fondamentale nella politica mondiale.
Redazione 2 B Istituto comprensivo 1 Poggibonsi, plesso «F. C. Marmocchi» Agnorelli Alessandro Bellini Alessandro Borrelli Adele Burgu Noemi Boumarouan Issam Christopher Justice Cioffi Alessia Daria Cristhian Fusto Ginevra, Ermini Tommaso Rubino Federico D’Amore Gabriele Di Rocco Domenico Ly Mareme Ndiaye Mame Rosati Zoe Spini Chiara Viti Zoe Vitalis Zoe Wade Mame M. Zappulla Tommaso.
Docente tutor: Serena Marzi Dirigente scolastico: Susanna Guarducci