Le strade e i nomi delle donne. Su 100 solo 10 sono femminili
La situazione della toponomastica in Italia e le ragioni per mettere in atto una diversa strategia
Ci sono strade intitolate a donne nella nostra città e, se sì, a quali? È questa la domanda dalla quale siamo partiti per uno studio di genere della topografia della città di Empoli. Da un primo esame, che ha visto l’approfondimento delle dedicazioni delle vie cittadine, ci siamo accorti che le strade sono per oltre il 40% intitolate a uomini e, di questa percentuale, solo una piccolissima parte viene riservata a figure femminili. Poche sono quelle che riportano nomi di donne che si sono distinte per la loro professione, come scienziate, politiche e scrittrici. Questo accade perché le donne non vengono considerate figure importanti? La nostra classe, formata da alunne e alunni, si è posta un’ulteriore domanda: ma questa caratteristica si ritrova solo nella nostra città o il fenomeno è più vasto? Per conoscere meglio questo tema ci siamo rivolti all’associazione italiana più attendibile in questo campo: la Toponomastica femminile. Abbiamo deciso quindi di intervistare la referente fiorentina dell’associazione, la dottoressa Paola Malacarne, che ha risposto con grande disponibilità a tutte le nostre domande. Le abbiamo subito chiesto com’è la situazione italiana riguardante la toponomastica e lei ci ha confermato che è proprio un fenomeno che si riscontra in tutte le città. Su 100 strade dedicate a uomini, solo 10 riportano nomi femminili e, di questi, sono perlopiù nomi di sante o Madonne.
Paola racconta com’è iniziato questo progetto: una studentessa di scuola superiore, durante un’uscita didattica per Roma, guidata dalla docente Maria Pia Ercolini, che poi diventerà la fondatrice dell’associazione, si accorse che le vie erano dedicate tutte a uomini e che tracce di donne importanti non c’erano. Di conseguenza, pensarono gli studenti, se non ci sono vie intitolate alle donne, perché dobbiamo cercare ed interessarci alle loro opere? Da quel momento il primo compito dell’associazione fu il censimento della toponomastica di tutte le città italiane. Questo loro scopo principale si è sempre più ampliato coinvolgendo scuole ed istituzioni, fino ad avere riconoscimenti importanti: è stata la prima associazione a vincere il Primo Premio Europeo per la Società Civile.
In classe, confrontandoci tra noi, abbiamo fatto una considerazione: le donne hanno potuto votare dal il 2 giugno del 1946: molti cambiamenti sono avvenuti da allora, ma la strada che devono percorrere per ottenere i riconoscimenti che spettano loro è ancora lunga.
Il lungo percorso verso la parità può partire anche dalla scuola, luogo in cui in passato alle donne veniva impedito di accedere.
Le donne a lungo non hanno avuto possibilità di votare, né di venire elette; fino al 1968 le donne non potevano fare il magistrato. La stessa Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986, racconta quanto le sia stato difficile dedicarsi agli studi. Tornando alla toponomastica, ci vorranno decenni perché i nomi delle donne trovino maggiore spazio nelle città. Fortunatamente molte scuole si sono impegnate nei percorsi di genere, sia nel nord che nel sud Italia, senza differenze, aderendo ai progetti proposti dall’associazione Toponomastica Femminile che si sta diffondendo in Europa. Abbiamo pensato ad una iniziativa da proporre al comune di Empoli: perché non aggiungere due vie intitolate a donne per ogni nuova via dedicata ad un uomo? Certo, solo le nuove strade danno questa possibilità, ma perché non dedicare una rotonda, uno spazio ver-de, un piccolo piazzale o addirittura una classe della nostra scuola a figure femminili importanti? Adesso che si avvicina l’8 marzo sarebbe bello che si trovasse uno spazio da dedicare, ad esempio, a Whangari Maathai, la prima donna africana a ricevere il Nobel per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace. Ci piacerebbe molto che le nostre voci riuscissero a essere ascoltate, a sostegno delle donne che voce non ne hanno avuta abbastanza.
Classe 1B secondaria di primo grado della Scuola Vanghetti- Empoli Gli studenti giornalisti Ahmed Nasid, Alljasi Dario, Assegnati Marco, Assirelli Giulia, Baldi Bianca, Biagi Valentina, Boretti Margherita, Ceccherini Samuel, Cheng Ruoxi, Coletto Sofia, Della Porta Christian, Guasti Giada, Guo Mario, Ibro Alesandra, Liang Valentina, Mare Daria Mihaela, Rossi Allegra, Caroline Emma, Rossi Matilde, Salvadori Eros, Sgherri Margherita, Wu Zhixuan, Zhang Xueyao, Zhou Senyan Docente tutor Maria Emirena Tozzi Sara Corsinovi (sostegno) Laura Marchese (sostegno) Dirigente scolastico Marco Venturini