ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

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Scuola Secondaria di I grado Nottolini di Lammari (LU) - Redazione

Il voto delle donne ieri e oggi. Dalla prima volta nel ’46 ai social

Gli alunni ripercorrono il lungo percorso degli ultimi decenni di storia italiana fino ai nostri giorni

Quest’anno il 2 giugno 2026, ricorreranno gli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia, un traguardo molto importante perché per la prima volta anche il genere femminile poté partecipare a una decisione che avrebbe cambiato il futuro del nostro Paese. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti, tutta la popolazione italiana fu chiamata a scegliere tra Monarchia e Repubblica e finalmente anche le donne poterono esprimere la propria opinione. Per capire meglio cosa significasse quel momento abbiamo intervistato la signora Livia, detta Lidia, Ferroni, nonna di una delle giornaliste della nostra redazione, che nel 1946 aveva la nostra età. Ci ha raccontato che sua madre e suo padre andarono a votare insieme, mentre lei rimase a casa perché lavorava già impacchettando figurine. Aveva solo 14 anni. Ci ha anche spiegato che suo padre era contento che sua madre potesse finalmente votare e che in casa si parlava spesso della scelta da fare, che nel loro paese, Ponte di Serravalle, fu per la maggior parte delle persone la Repubblica.

Oggi il voto è considerato un diritto fondamentale, ma esistono anche altri tipi di “voto”. Alcune donne, ad esempio, scelgono ancora di fare voti religiosi, come il voto di castità. Si tratta di una promessa volontaria fatta a Dio per dedicarsi completamente al servizio divino e agli altri. Un esempio è Santa Gemma Galgani che nel 1899 fece il voto di castità per rafforzare il suo legame spirituale.

Questo tipo di scelta può sembrare anacronistica, ma in realtà rappresenta una grande forza di volontà. Anche oggi molte donne decidono di dedicare la propria vita alla famiglia, ai genitori anziani, agli ammalati oppure a missioni umanitarie. Sono scelte importanti che dimostrano impegno e responsabilità verso ciò che si ritiene davvero importante. Esiste però anche un altro tipo di “voto” molto diffuso tra i giovani: quello dei like sui social network. Sempre più ragazzi cercano approvazione attraverso i contenuti pubblicati online e spesso credono in modelli di bellezza irreali o in comportamenti rischiosi pur di ottenere consenso. La ricerca dei like può diventare più significativa della vita reale e trasformarsi in una sorta di dipendenza. A differenza del voto politico, che serve a cambiare davvero le cose, questo tipo di approvazione non rappresenta un diritto ma una forma di schiavitù che può influenzare l’autostima e il carattere di chi la insegue.

Per questo motivo, ricordare il valore del voto vero è ancora più importante: perché non è solo un gesto, ma una scelta consapevole che permette di partecipare alla vita della società.

 

Oggi sempre più ragazzi iniziano ad utilizzare social e piattaforme online già durante le scuole medie. L’accesso a questi strumenti avviene in età sempre più precoce e questo può comportare diversi rischi, soprattutto perché l’autostima e il carattere sono ancora in fase di formazione. Molto spesso si finisce per credere a modelli di bellezza irreali, a corpi perfetti e a immagini che in realtà sono state modificate con filtri o create appositamente per apparire impeccabili.

In questo modo l’approvazione ricevuta attraverso i like può diventare più importante della vita reale e influenzare il comportamento dei giovani. Tra questi comportamenti rientrano anche alcune abitudini scorrette, come il vizio del fumo. Alla nostra età la curiosità è normale, ma non dovrebbe trasformarsi in dipendenza. Sempre più spesso, infatti, nelle scuole circolano sigarette elettroniche e svapo che, grazie ad aromi come fragola o pesca, possono sembrare innocui.

In realtà dietro a questi sapori si nasconde un pericolo per la salute. Per questo motivo sarebbe importante concentrarsi su altri interessi, imparando a crescere con uno stile di vita sano e facendo scelte consapevoli. I like possono sembrare una forma di approvazione, ma non rappresentano il vero valore di una persona e non devono sostituire le decisioni che contano davvero per il nostro futuro.

Gli alunni che hanno partecipato alla realizzazione di questa pagina per l’edizione in corso di Cronisti in classe dell’edizione di Lucca de La Nazione: Tommaso Betti, Anna Cecchini, Mario Cosenza, Chaima Debdoubi, Vittoria D. Conti, Emanuele Di Ricco, Robert Marian Dragomir, Alice Frateschi, Giulio Giammattei, Marco Giannoni, Francesco Giovacchini, Matteo Guazzelli, Francesco Mattei, Gabriele Patrizi, Vittoria Ramacciotti, Anna Margherita Simi Docenti tutor: Anna Lisa Del Carlo Antonio Cipriani Dirigente scolastico: Dott. Giacomo De Meo

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