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Scuola Primaria Don Bosco di Prato (PO) - 5°

Il rischio alluvione a Prato. «Come difendersi dalle acque»

Gli studenti hanno incontrato la Protezione Civile: come funziona la catena dei soccorsi Le famiglie dovrebbero tenere a portata di mano una Soft Bag con il kit di sopravvivenza

Siamo una classe di bambini di quinta elementare “Don Bosco“ e oggi vogliamo parlare di un evento naturale molto serio: l’alluvione.

Abbiamo deciso di trattare questo argomento perché ci aiuta a capire quanto la natura possa essere forte e, a volte, pericolosa.

Per esempio, ci hanno raccontato che proprio 60 anni fa, nel 1966, Firenze fu colpita da una grave alluvione il 4 novembre 1966.

Il fiume Arno dopo diversi giorni di maltempo e a causa della inadeguata rete di contenimento, straripò inondando diverse parti della città e dintorni.

Ci furono morti, molti feriti e tantissimi sfollati. Anche se siamo piccoli, queste notizie ci fanno pensare e a volte ci spaventano. Un evento simile lo abbiamo vissuto in prima persona il 2 novembre 2023, quando la nostra città fu colpita da forti piogge e diverse case e strade si allagarono e purtroppo ci furono vittime e sfollati.

A scuola abbiamo avuto l’occasione di incontrare la Protezione civile che ci ha parlato delle catastrofi dovute a eventi atmosferici tra cui l’alluvione e ci ha dato indicazioni su come ci dobbiamo comportare in questi casi.

Un’alluvione succede quando piove tantissimo per molti giorni oppure quando la neve si scioglie troppo velocemente. In questi casi i fiumi, come l’Arno, il Bisenzio o l’ Ombrone, si riempiono così tanto da uscire dagli argini o rompendo gli stessi argini, nei punti più fragili, e l’acqua invade le strade, le case e i negozi.

L’alluvione è un evento molto pericoloso perché può causare grandi danni e mettere in pericolo la vita delle persone. Quando succede, arrivano subito i veri eroi del soccorso: la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, la Polizia e le forze armate. Grazie al loro lavoro tante persone vengono aiutate e messe in salvo. È importante ascoltare sempre le loro indicazioni e seguire le notizie alla radio o in televisione.

Durante un’alluvione bisogna sapere come comportarsi. Se l’acqua inizia a salire, la regola più importante è andare in alto, salendo ai piani superiori della casa o, se necessario, anche sul tetto. Prima però bisogna ricordarsi di spegnere luce, acqua e gas per evitare incidenti.

Ci sono anche cose che non bisogna fare mai: non attraversare ponti o sottopassi e stare lontani dalle strade vicino ai fiumi, perché l’acqua può essere molto forte e trascinare via anche le automobili.

Per essere pronti alle emergenze, ogni famiglia dovrebbe preparare una borsa speciale chiamata “Soft Bag”. Dentro questa borsa non devono mancare acqua, cibi che non si rovinano, un kit di pronto soccorso, una torcia, una radio, batterie di scorta, un fischietto e un coltellino. Essere preparati è importante e ci fa sentire tutti un po’ più sicuri.

 

Quando si verifica un’alluvione sono importanti anche le testimonianze di coloro che l’hanno vissuta in prima persona. Un nostro compagno di classe ha intervistato suo zio che ha vissuto l’alluvione di Firenze in prima persona.

Nel 1966 lui viveva a Sesto Fiorentino, quando l’Arno uscì dagli argini raggiunse il secondo piano della sua abitazione. Per mettersi in salvo lo zio fuggì sul tetto della sua casa e mentre scappava cadde e si ruppe una gamba, ma per fortuna riuscì comunque a salire sul tetto.

Quando le acque si ritirarono la sua casa era distrutta e dovette trasferirsi altrove.

La nostra maestra ha intervistato suo padre che all’epoca viveva a Firenze e frequentava la scuola media, e questo è ciò che ci ha raccontato: «Ricordo che pioveva da molto tempo e il fiume Arno uscì dagli argini.

L’acqua invase le strade, le case e le scuole, distruggendo tutto. Quando le acque si ritirarono Firenze era coperta di fango. Per fortuna tutta la famiglia fu tratta in salvo.

Arrivarono tanti volontari, soprattutto giovani, che aiutarono a pulire la città e a salvare libri e opere d’arte.

Furono chiamati “angeli del fango”. E’ un periodo che non dimenticherò». E tutti noi non dobbiamo dimenticare cosa sono state le alluvioni e l’impegno di coloro che hanno salvato vite umane e beni storici.

Questa pagina del campionato di giornalismo de “La Nazione“ è stata realizzata dagli alunni della classe V della scuola primaria paritaria “Don Bosco“ di Prato.

Gli studenti-cronisti in classe sono: Haron Aissaoui, Giorgio Altilio, Lina Artusi, Andrea Baldi, Matteo Xi Chen Xi, Ivan Chi, Alessia Di Cesare, Angelica Gabriella Francini Begdadi, Elisa Gori, Isacco Marzani, Emily Mustafa, Aurora Pirozzi, Leon Savinelli, Chiara Suraci, Enea Tancredi, Serena Yang e Mandy Zheng.

I disegni a corredo della pagina sono stati realizzati dagli studenti.

Docente-tutor che ha seguito gli alunni nelle fasi di ricerca è l’insegnante Serena Maressa.

La dirigente della scuola paritaria “Don Bosco“ è Stefania Pintus.

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