I ragazzi immaginano il futuro. Nuove tecnologie: vita che cambia
Interviste nell’ambito di vita dei giovani per scoprirne i mutamenti rivoluzionari in corso
L’indagine della classe ci rivela che l’immaginazione può spingersi fino ad un certo punto, al di là del quale è difficile continuare a prevedere oltre, possiamo attingere a letture distopiche o a fenomeni propagandati da altri Paesi più avanzati dell’Europa nell’ambito di AI senza sapere quanto tutto cambierà. In generale risulta dagli elaborati dei ragazzi di questa classe di seconda media che, intervistando parenti e amici, pensano che l’AI di cui si sta parlando in questa fase storica possa essere sia positiva che negativa. Infatti parlano di utilità riguardo alla facilitazione di alcuni compiti come per esempio «i robot potrebbero aiutare nelle faccende domestiche» e «… faranno molti lavori al posto dell’uomo, soprattutto quelli più pesanti e pericolosi», che avremo telefoni cellulari innovativi, che le macchine, le biciclette e i motorini si alzeranno da terra per superare il traffico».
Alcuni studenti riconoscono l’importanza nuova che può assumere la medicina, «…una più veloce analisi dei dati eliminando l’errore umano», «ci potrebbe essere una raccolta dei nostri dati personali a scopi imponderabili». Sono anche consapevoli delle difficoltà che dovrà affrontare il pensiero umano, perdendo la sua capacità di critica e di elaborazione dei dati del reale, perdita di attenzione, di con-centrazione, di creatività. Qualcuno ha sognato una «nuova scuola» senza più libri cartacei e un enorme tablet in funzione del banco, «i robot sostituiranno gli animali domestici», una ragazzina scrive: «adesso vorrei parlare di come sarebbe la mia vita a 40 anni…mi sveglia il mio robot con un suono abbastanza forte, mi vesto progettando dal mio armadio tecnologico , che sa che vestiti ho e, usando l’AI, vedo come mi stanno; dopo aver scelto il mio abbigliamento, vado in cucina e decido cosa mangiare usando il mio dispositivo super innovativo che mi prepara un piatto prelibato; esco di casa e la chiudo con la password, apro la mia automobile trasformabile in acquatica, terrena e volante e mi dirigo a lavoro.
I miei figli si alzano, si vestono e fanno colazione come me poi vanno a scuola e le maestre-robot danno loro il permesso per aprire il proprio banco- tablet. Spero però che i robot e le nuove tecnologie non prendano il posto degli umani, ma che li aiuteranno a superare le difficoltà». Con questa ultima affermazione possiamo anche noi augurarci che la nostra umanità sia sempre più valorizzata e non alienata.
L’uomo fin dal primo strumento che ha prodotto ha cercato di prolungare le possibilità del suo corpo con nuove invenzioni. Nel Novecento ci sono stati grandi cambiamento a partire dalla Prima Rivoluzione Industriale (fine XVIII sec.) nata in Inghilterra con la macchina a vapore e la nascita delle fabbriche, la Seconda (fine XIX sec.) con l’elettricità, il motore a scoppio e l’uso del petrolio, la Terza (seconda metà del XX sec.) con il Digitale e l’informatica e siamo arrivati sempre più velocemente alla Quarta Rivoluzione, quella attuale che è l’Intelligenza Artificiale (AI). Con le nuove tecnologie sono le ultime generazioni che si troveranno in un mondo diverso da quello delle precedenti. Per la velocità in cui tutto sta succedendo ci dovremmo domandare dove l’essere umano sta andando. I ragazzi stanno scoprendo gli indizi dei nuovi cambiamenti.
Dalla loro ricerca intervistando anche parenti e conoscenti infatti risulta che diverse sono le loro immaginazioni, ma sono ancora lontani dalla consapevolezza di ciò che effettivamente sarà il vivere nel nuovo sistema di mondo. Il compito degli educatori sarà quello di aiutarli a conoscere le diverse elaborazioni del proprio pensiero in modo da crescere e rimanere umani in un ambiente che sembra esaltare solo nuove efficienze che potrebbero sopraffare le facoltà umane se non tutelate. In un mondo in cui tutto è interconnesso e la relazione è alla base del vivere sociale dove l’esperienza corpo-mente di ciascuno è indispensabile, ci auguriamo che ogni azione umana sia guidata da consapevolezza, responsabilità e da un’etica forte.
Ecco i nomi degli studenti e delle studentesse della classe seconda A della scuola Puccini che hanno partecipato al progetto: Niccolò Becheroni; Giorgia Boncinelli; Amber Chole Bullong Cabanglan; Giulio Castelli; Brigitta Costa; Tommaso Fiorini; Asia Giuffrida; Bernard Himallari; Azzurra Ierimonti; Tancredi Manco; Aurora Mannelli; Ottavia Mascelli; Olimpia Miniati; Giuseppe Pizzimenti; Andrea Purgatorio; Emma Vitoria Spencer Fabbri; Oliver Terry; Pietro Vanni.
Docente tutor: Silvia Tirinnanzi, dirigente scolastico: Mattia Venturato