Dai Baby Boomers alla Generazione Alpha. Comportamenti e prospettive per un mondo migliore
Un confronto tra generazioni per capire come sono cambiati consumi, sensibilità ambientale e responsabilità individuale
Ogni oggetto che buttiamo non è soltanto un rifiuto, ma è il punto finale di un enorme consumo di risorse che vanno perdute: energia, acqua, suolo.
È importante non sprecare, ma dobbiamo anche migliorare il modo di riusare e riciclare per cercare di proteggere il nostro pianeta. I nostri comportamenti dipendono anche dal contesto storico e dalla nostra mentalità e allora quali sono le opinioni delle variegenerazioni?BabyBoomers(1946-1964). È la generazione che va dal Dopoguerra al boom economico e per questo eccelle nel non-spreco domestico. I nostri nonni e le nostre nonne sono stati abituati a risparmiare e sono cresciuti in un mondo in cui era fondamentale non sprecare. I Baby Boomers non sono però disposti a rinunciare a beni materiali secondari che inquinano moltissimo: più di una macchina per famiglia, grandi appartamenti e altro ancora. Millennials (1981-1996). I Millennials hanno vissuto il cambiamento che c’è stato nel passaggio tra l’analogico e il digitale. Ricordano il mondo prima di Internet e sono stati i primi a usare social network e smartphone nella vita quotidiana. Amano comprare di seconda mano, sono per un packaging sostenibile e si stanno rendendo conto che anche il commercio online è un’immensa fonte di inquinamento.
Sono stati i primi a usare app contro lo spreco. Comprano a pochi euro il cibo, che verrebbe buttato via da alcuni esercizi commerciali; però lo sprecano in modo diverso rispetto ai Boomers, perché ne attribuiscono minor valore e ne hanno un’idea usa e getta. La Gen Z (1997-2012). È la generazione più preoccupata per l’ambiente, ma spesso fatica a mettere in pratica i propri ideali nella vita quotidiana. Sono, infatti, i principali consumatori della Fast Fashion, un settore ad altissimo impatto di rifiuti tessili, e generano una quota significativa di e-waste, i rifiuti elettronici. E poi? Poi ci siamo noi. La Generazione Alpha (2012-2025). Ci definiscono «nativi digitali puri« e siamo nati nella crisi climatica. I nostri nonni hanno visto cambiare il clima gradualmente, noi abbiamo conosciuto solo le temperature sopra le medie. Siamo contraddittori, ci preoccupiamo della raccolta differenziata, ma siamo degli iper consumisti digitali.
Ci siamo resi conto che il problema è trasversale. Quasi 1 italiano su 4 (circa il 27%) continua a pensare che il cambiamento climatico, per quanto grave, non richieda un intervento urgente. I Millennials (31%) sono convinti che ci sia ancora tempo per affrontare il problema. Il 27% della Generazione Z ritiene possibile agire con calma.
I Baby Boomers mostrano una sensibilità maggiore al cambiamento climatico, con il 77% che dichiara che il problema non è più procrastinabile. Tutti insieme dobbiamo muoverci ora. Sta a noi cambiare. Prendere il buono dalle generazioni che ci hanno preceduti e diventare la generazione 0 Waste.
È un mercoledì faticoso, pieno di impegni. Esco di fretta e corro per strada: devo arrivare in tempo al lavoro, mentre nella mia testa rimbombano solo tre parole: non voglio andarci. Cosa fa quel signore? Sta gettando una lattina per terra eppure lì accanto c’è un cestino della spazzatura! Sono sempre stato un maniaco della salute dell’ambiente, mi fiondo a raccoglierla, so che sto perdendo tempo, rischio il licenziamento. Non faccio in tempo a buttarla via, la infilo nello zaino e corro in fabbrica. Da lontano sento le urla del mio capo. Avvertol’odore, per me insopportabile, di tonno che sta per essere inscatolato. La mia vita deve davvero finire avvolta tra l’alluminio? La pausa pranzo, finalmente. Esco e vedo un poster che annuncia un concorso Recycle Competition ma non ci penso troppo. Apro lo zaino e mi ricordo della lattina, l’afferro e penso a quel poster. Se avessi la possibilità di cambiare qualcosa? Cosa ci potrei fare? Liberarmene o darle una nuova vita? Quello è stato l’inizio di tutto. Guardo quello che ho fatto e ripenso a quel 4 marzo 2026 quando decisi di mettermi ingioco. Partecipare e vincere quel concorso è stato solo l’inizio. Trasformai quella ormai inutile lattina in una macchinina che come me sfrecciò via. Adesso ho 75 anni e guardo quanta strada ho fatto. Ho creato la mia ditta Colour. Una mia famosa invenzione è stata la macchina del riciclo, un distributore che ricrea il rifiuto dandogli una nuova funzione, come Lattilight, la lampada, o Al2O3, i pratici e leggeri occhiali. Ma nel mio cuore resterà sempre la mia prima invenzione che mi ha motivato a continuare: la mia Macchinina. Firenze, 2.101.
Ecco la redazione della classe II F della Scuola Verdi: Gaia Accinni, Ginevra M. Alberti Castillo, Matilde Benucci, Harun Cakir, Tatiana P. Castro Mamani, Miriam Cifariello, Marco Clausi, Angelo M. Di Palo, Ermina Duraku, Khalessi Ramirez Fajardo, Alessio Gallotta, Omar Ibrahim, Evana K. Jojy, Guido Mannocci, Paride P. Marchetti, Alessandro Masi, Nikol Ndria, Niccolò Osti, Camilla Pieri, Giorgio R. Piminchumo, Matteo G. Santaera, Sveva Scarpellino, Ram D. Silvi, Noemi Spahiu, Reivi Veroshaj. Docenti: Simone Augruso, Maria Gabriella La Malfa, Maria Grazia Madaro, Marina Triarico. Dirigente scolastico: Giacomo Forti.