ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Guicciardini di Firenze (FI) - 3C

Non è solo una cotta per noi! L’amore dal nostro punto di vista

Un viaggio nell’educazione affettiva a scuola tra fiducia, consenso e relazioni tossiche

L’amore è una montagna: l’inizio di una relazione è difficile come la sua scalata, ma se si continua a salire e si arriva in cima, è tutto più semplice. Alcuni adulti pensano che l’amore tra ragazzi sia una cosa superficiale mentre per noi è importante perché abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni. Una tra queste è la timidezza che si prova sia prima, sia all’avvio di una storia, quando ancora si dubita della reciprocità del sentimento. E poi ci sono le farfalle nello stomaco! Questa è la sensazione più invadente di tutte, perché nel momento in cui entri in sintonia con una persona, provi qualcosa di particolare, qualcosa che ti scombussola dentro, mettendo a soqquadro la tua anima. Le nostre riflessioni scaturiscono da un percorso di Educazione affettiva incentrato sulle parole che aprono o chiudono la relazione con gli altri, sulla lotta agli stereotipi di genere che sin dall’infanzia condizionano le scelte di maschi e femmine.

Gli stereotipi sono idee fisse che influenzano il modo di parlare e di agire. Non solo, portano a strumentalizzare le donne fino a commettere contro di loro violenza fisica o psicologica. Tra le varie attività svolte in classe, abbiamo costruito un brainstorming sulle parole dell’affettività, tra cui fiducia e consenso. La fiducia è indispensabile nelle relazioni. Se non ci si fida del partner il legame si può trasformare in un amore tossico con la troppa gelosia che potrebbe trasformarsi in possessività e privazione della libertà dell’altro.

Per esempio controllare in modo ossessivo le chat del partner non può essere definito un amore sano. Il consenso è un’altra cosa necessaria nei legami di coppia. Bisogna imparare a capire il compagno/a perché non sempre ci si esprime a parole, ma anche con sguardi e gesti. Occorre quindi cogliere certi segnali in tempo per evitare di compiere azioni negative e creare danni nell’altra persona.

Molti rischi sono legati in particolar modo all’uso dei dispositivi per mantenere la relazione. Uno tra questi è il love bombing, una vera e propria tecnica di manipolazione psicologica che consiste nell’alternare eccessive attenzioni ad assenza di contatti e provocare così episodi di umiliazione. Gli effetti sono sentirsi schiacciati dalla relazione e l’isolamento dalla vita sociale. Cosa possiamo fare noi giovani? Parlare di affettività e di sessualità. E’ molto importante anche abbattere gli stereotipi di genere.

Come? Prendendo in considerazione più punti di vista.

 

Noi di 3C ci siamo recati al Consultorio Giovani degli Innocenti per concludere il percorso avviato in classe di Educazione Affettiva. Abbiamo posto delle domande alla psicologa, dott.ssa Barbara Santoni, che lì lavora.

Quante classi vanno al Consultorio all’anno? «Sono 100-120 le classi che visitano i Consultori fiorentini».

In media quanti ragazzi tra i 14 e i 17 anni vengono al mese? «Non molti, circa 5-10; principalmente chiedono consulenza quelli intorno ai 20 anni. E’ molto frequente che ragazzi che vanno alle superiori ritornino qui dopo esserci stati con la scuola. Il Consultorio è per loro un luogo conosciuto, di fiducia, dove chiedere supporto».

Quali sono i problemi emotivi manifestati dagli adolescenti? «Molti vengono per motivi di ansia o di tristezza dopo la conclusione di una relazione, spesso per problemi di autostima o legati allo studio, alle amicizie».

Vengono più ragazze o ragazzi? «Di solito più le ragazze. Le nuove generazioni non hanno problemi a ricorrere allo psicologo anche per problemi quotidiani, come occasione di ricevere aiuto o informazioni».

La tendenza dei ragazzi ad essere sempre connessi influisce sui legami d’amore? «Sì, senza dubbio. Essere sempre connessi porta ad esercitare un controllo sulla vita privata dell’altro; si creano situazioni di malessere che tolgono felicità e libertà.

E questo accade frequentemente. E’ necessaria una consapevolezza collettiva su come utilizzare i social nelle relazioni.

Ecco i nomi degli studenti e delle studentesse della redazione: Zakariye Ali Weheliye, Camilla Assisini, Filippo Bruni, Caterina Bursi, Alessandro Cantini, Gabriele Casini, Miriam Cavaciocchi, Gemma De Nicola, Elena Di Lorenzo, Lizi Garozashvili, Giulia Gualtieri, Elisabetta Ndoni, Davide Pelliccione, Teresa Angelica Pergolizzi, Guido Piemonte, Lorenzo Pieri, Pietro Pighini, Lorenzo Respogliati, Lali Scaramucci, Agreta Shabani, Gabriele Vetere, Teresa Vivaldi. Docente tutor: Prof.ssa Manila Perretta. Dirigente scolastica: Prof.ssa Anna Maria Vecchio.

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