Il cibo racconta chi siamo. Sprecarlo è perdere una storia
Rispetto nel piatto, rispetto per strada: un gesto semplice per salvare il pianeta dai rifiuti Un impegno che parte da noi, bastano semplici gesti per evitare gli sprechi e salvare la terra
Che fine brutta fa a volte il cibo.
Camminiamo per strada e lo troviamo gettato per terra; ai giardini del nostro quartiere, sui marciapiedi delle strade che percorriamo, anche vicino alla nostra scuola. È come se molte persone perdessero il controllo e non tenessero in giusta considerazione il nostro Pianeta, che non ne può davvero più, poi non c’è un pianeta B.
Servirebbero forse più cestini dove poter gettare i rifiuti? Oppure, si potrebbe pensare a rendere più divertente l’attività di pulizia, organizzando ad esempio maratone di Plogging, in ogni zona della città.
Sarebbe buona cosa portarsi sempre dietro una busta quando siamo in giro. A volte abbiamo giocato, durante la ricreazione all’aperto, muniti di guanti e sacchettoni, a raccogliere lo sporco dal giardino della nostra scuola. La recinzione del nostro cortile infatti, viene scambiata spesso per un canestro, da chi si diverte a far passare la spazzatura dai vuoti delle grate.
Non buttare il cibo che ti avanza, conservalo. Riportalo a casa e consumalo in famiglia. In questa che è la settimana della lingua madre, in cui siamo invitati a portare in aula la lingua della nostra tradizione familiare, ci siamo divertiti a scoprire il cibo tipico delle culture altre, rispetto a quella italiana. Portando in classe le ricette tradizionali dei Paesi d’origine dei nostri genitori, scritte in lingua madre, con la traduzione in italiano. I nostri piatti del cuore, quelli che consumiamo per le feste. Il nostro cibo del conforto, dopo ad esempio una lunga giornata passata sui banchi. Quello che ci piace di più e che vorremmo trovare in tavola ogni giorno, magari, ogni tanto, anche alla mensa della scuola. Abbiamo cercato anche di riprodurlo graficamente, per provare a farne intuire il gusto ai nostri compagni curiosi, che non li hanno mai assaggiati. Lo avremmo anche portato volentieri in aula, se non ci fossero tutte quelle restrizioni, che ci impediscono di far sentire ai nostri amici i nostri piatti preferiti. Cibi abbinati a canzoni e balli, che si usano fare in gruppo in occasione di certe ricorrenze speciali.
Con i nostri disegni abbiamo poi composto un cartellone: un puzzle di colori e sapori da indovinare.
Un mosaico d’incontro, confronto e condivisione di cibi provenienti da varie parti del mondo.
Perché allora non pensare a un Festival del cibo? Con piatti tipici, preparati dalle diverse comunità di immigrati presenti a Prato. Perché la diversità è una ricchezza e condita di tante spezie ha più sapore.
Che cos’è il plogging? Il plogging è una stramba attività in cui la corsa prende a braccetto la raccolta dei rifiuti.
L’idea è venuta in mente a Erik Ahlstrom, un podista che ha ripulito in questa maniera così bizzarra le strade di Stoccolma, raccontandolo sui social.
Ma perché questa corsa si chiama proprio così? La parola deriva dall’ espressione svedese Plocka upp, che significa prendere su, e da jogging, che vuol dire correre. In pratica si raccatta la spazzatura correndo. Un gioco? Un lavoro? O uno sport? In realtà é un benefico mix che dalla Svezia ha contagiato tutto il mondo, dal Costa Rica fino all’Italia. Maratone di spazzorunners sono state organizzate anche a Milano, Torino, Bologna e Firenze.
Perché non a Prato? Forse è arrivato il momento di fare plogging anche qui. Noi siamo pronti a proporlo al Comune.
Per farlo bastano: scarpe da ginnastica, una tuta, guanti, pinze, un sacchettone per la spazzatura, ma soprattutto tanta buona volontà. La voglia di prendersi cura del nostro territorio. Alziamoci dal divano, mettiamo da parte i telefonini e ritroviamoci. Pronti attenti e via, a correre per le strade di Prato. Contenti di condividere questa esperienza con tutti coloro che vorranno. Nella prima edizione, che si è svolta in Italia, sono stati raccolti quasi 800 kg di rifiuti. Quanti ne riusciremo a raccogliere noi, con voi?
Gli articoli che pubblichiamo in questa pagina sono stati realizzati dagli alunni della classe VB della scuola primaria ’Collodi’ di Prato dell’istituto Malaparte. Gli alunni-redattori sono Aigbe Eseosa Deborah, Arshad Hammdya, Bashkimi Megan, Caushi Alajn, Cheng Devin, Di Marco Gioele, Flores Francesco Adriano, Giorgi Irene, Guan Yurou, Guijer Hidaya, Hu Angela, Hu Luca, Hussan Meerab Kurti Aila, Liu Ruoning, Linda Mema Moria, Mercolino Michele, Mosca Luisa, Nardini Daniele, Nasar Muhammad Fahad, Su Enzhe Enzo, Tzeka Pamela, Zhou Matteo.
Gli studenti redattori si sono occupati anche della realizzazione delle vignette a corredo della pagina. La realizzazione degli articoli è stata coordinata dalle insegnanti Linda Lombardi, Michela Stolfi.