ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Fucini di Pisa (PI) - 3D

Dagli 80 anni del voto alle donne. al potere degli stereotipi nel 2026

Ieri e oggi per la parità. Anni di lotta contro le disuguaglianze. Le testimonianze delle mamme

La data del 1946, in cui le donne votarono per la prima volta in Italia, spinge a interrogarsi sugli stereotipi di genere per smontarli, perché è dalla presa di coscienza delle problematiche che si può rilanciare la battaglia per i diritti.

Noi, come classe, ci siamo impegnati a individuare gli stereotipi nella nostra quotidianità con interviste a persone di diverse generazioni e storie. Oltre a nonni, genitori e compagni, abbiamo intervistato anche il dirigente scolastico e la Dsga. In un’intervista emerge come le disuguaglianze di genere non sono ancora oggi ben assimilate: alcune persone non conoscono termini che danno nome a pregiudizi e comportamenti inadeguati verso le donne. Una nostra coetanea non aveva mai sentito il termine “catcalling” e ha pensato che fosse una app per “chiamare i gatti”. “Catcalling” invece è una parola che indica commenti inopportuni che le donne subiscono in ambienti sociali e che provocano imbarazzo e disagio. L’intervista ad una mamma mostra l’evoluzione del pensiero comune sulle differenze tra uomo e donna nell’ambito lavorativo. Le abbiamo domandato che mestieri o attività erano considerati «da maschio» o «da femmina» quando era piccola. Cresciuta in un paesino, ci ha detto che nella mentalità provinciale alcuni mestieri erano distinti per genere: la sarta era un lavoro da donne e l’operaio da uomo. Questo quarant’anni fa, adesso, secondo lei, la mentalità è cambiata e la scelta del lavoro dipende dalle attitudini personali, dalle capacità e volontà delle persone. Tutti possono fare tutto ma in pratica ci sono dei lavori che richiedono più forza fisica e altri nei quali serve più delicatezza.

Un nonno intervistato, vissuto nel mondo di sessant’anni fa, ha testimoniato che il pensiero patriarcale al quel tempo dominava. Ci ha raccontato che il problema della parità di genere allora non esisteva, erano pochi quelli che sostenevano l’uguaglianza tra uomo e donna perché le donne erano considerate inferiori. Il nonno si è ritrovato a intervenire in situazioni scabrose di discriminazioni di genere che si pensava che la donna non fosse in grado di risolvere da sola.

Un’altra mamma ci ha rivelato che sognava di fare l’ostetrica ma il padre era convinto che ragioneria fosse un modo per aprirsi più strade lavorative e quindi non ha seguito il suo sogno. Inoltre, una volta rientrata dalla maternità è stata messa in “punizione” con una mansione diversa. Il 1946 non è ancora finito. Che lo spirito delle donne vinca gli stereotipi!

 

Il ds Francesco Feola e la Dsga Valeria Borsci hanno risposto alle nostre domande.

Vi siete mai sentiti giudicati o limitati a causa del vostro genere? Dsga: «Io devo organizzare il lavoro dei collaboratori scolastici: a volte mi sono sentita in difficoltà, come donna più giovane di loro. Ho superato queste difficoltà ascoltandoli per capire quello che hanno da insegnarmi».

Ds: «Come uomo ho sempre sentito il peso della realizzazione lavorativa: l’uomo per la società è tenuto ad avere più successo».

Gli stereotipi di genere hanno influenzato le vostre scelte di lavoro? Ds: «Da uomo devi arrivare da qualche parte, senti la competizione. Nessuno di noi vive fuori dal contesto sociale, quindi sì, anche se non l’ho sentita in maniera forte come una donna».

Quale stereotipo di genere eliminereste? Dsga: «La pressione che c’è sulle donne: dover essere magre, lavoratrici, fare sempre tutto bene, cosa che non è facile».

Ds: «Quello che vuole gli uomini forti, competitivi, vincenti, perché è una gabbia per coloro che non sanno gestire il successo, la frustrazione lavorativa e sentimentale».

Per voi maternità e paternità hanno lo stesso peso nel lavoro? Dsga: «Penso che il sacrificio venga richiesto soprattutto alle donne».

Ds: «I permessi per i padri ci sono ma sono poco utilizzati».

Questa pagina del Campionato di giornalismo è stata realizzata dalla III D sede centrale: Caterina Abbondanza, Giorgio Barchetta, Samuele Bellani, Giulia Bini, Clelia Bottai, Diego Calizzi, Greta Farnesi, Jolanda Frediani, Jastin Idriz, Nicole Kolb, Alice La Bruna, Henri Legisi, Kaique João Luz Da Silva, Greta Maglio, Meleleo Gabriele, Andrea Moriconi, Joshna Shrestha, Sofia Solleretto, Lucrezia Talisi, Agata Vozza, Mattia Zoratti Parravicini Docenti tutor: Carola Pagani, Margherita Canosa, Clementina Sasso. Dirigente scolastico: Francesco Feola. 

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