L’intuizione di Sam Altman e la rivoluzione informatica
L’imprenditore americano è l’inventore di OpenAI, l’azienda che ha sviluppato ChatGpt L’intelligenza artificiale può aprire a nuove possibilità ma bisogna stare attenti ai rischi
Sam Altman è un imprenditore e informatico americano nato nel 1985 a Chicago. È conosciuto soprattutto per essere uno dei fondatori di OpenAI, l’azienda che ha sviluppato ChatGPT, un sistema di intelligenza artificiale capace di rispondere alle domande e creare testi.
Fin da giovane Altman si è interessato ai computer e alla programmazione. A soli 19 anni ha fondato una startup chiamata Loopt, un’app che permetteva di condividere la propria posizione con gli amici. L’idea era innovativa, ma non ha avuto il successo sperato ed è stata venduta. Questa esperienza gli ha insegnato che la tecnologia può essere potente, ma non sempre funziona come previsto: servono miglioramenti, responsabilità e capacità di imparare dagli errori.
Nel 2011 è entrato in Y Combinator, un’organizzazione che sostiene giovani imprenditori nello sviluppo delle loro idee. Nel 2015 ha co-fondato OpenAI insieme ad altri imprenditori, tra cui Elon Musk.
L’obiettivo era chiaro: creare un’intelligenza artificiale utile e sicura per tutti. Con il tempo OpenAI ha collaborato con grandi aziende come Microsoft, contribuendo alla diffusione dell’IA nel mondo.
Proprio qui si collega la nostra opinione. Anche noi pensiamo che l’intelligenza artificiale abbia molti vantaggi: è veloce, permette di trovare informazioni in poco tempo e fornisce risposte chiare. Questo dimostra che l’idea iniziale di Altman, cioè creare uno strumento utile, in parte si è realizzata. Tuttavia, come abbiamo osservato, esistono anche dei rischi. Se si usa troppo l’IA, si potrebbe smettere di ragionare con la propria testa.
Inoltre, le immagini e i contenuti creati artificialmente possono sembrare reali ma diffondere informazioni false.
La stessa storia di Altman mostra quanto questo equilibrio sia delicato. Nel 2023 è stato temporaneamente allontanato dalla guida di OpenAI, per poi tornare dopo pochi giorni. Questo episodio dimostra che il mondo dell’intelligenza artificiale è complesso e che le decisioni su come svilupparla non sono semplici. Ci sono responsabilità importanti e opinioni diverse su come gestire una tecnologia così potente.
In conclusione, la vita di Sam Altman e la nascita di OpenAI dimostrano che l’intelligenza artificiale è uno strumento con grandi potenzialità, ma che richiede attenzione e senso critico. Il futuro dell’IA non dipende solo da chi la crea, ma anche da come noi giovani scegliamo di utilizzarla: come aiuto per crescere e imparare, senza rinunciare alla nostra capacità di pensare in modo autonomo.
Dopo aver raccontato la storia di Sam Altman e la nascita di OpenAI, ci siamo chiesti: quanto è diffuso oggi ChatGPT nel mondo? I numeri sono impressionanti.
Gli utenti attivi settimanali superano gli 800 milioni, mentre ogni giorno circa 190 milioni di persone lo utilizzano.
Ogni 24 ore vengono inviati più di 2,5 miliardi di messaggi. Il sito registra oltre 5 miliardi di visite al mese e circa 10 milioni di persone hanno scelto la versione a pagamento, ChatGPT Plus. Anche in Italia l’uso è in forte crescita: milioni di persone utilizzano strumenti di intelligenza artificiale, e ChatGPT è tra i più conosciuti.
Ma ChatGPT è sicuro? Può essere utile per capire argomenti difficili, riassumere testi, tradurre lingue o aiutare a scrivere racconti. È veloce e spesso chiaro nelle spiegazioni. Tuttavia non è perfetto. A volte può “inventare” informazioni sbagliate, confondere date o nomi, oppure non conoscere eventi troppo recenti. Per questo è importante verificare sempre le informazioni, soprattutto numeri, dati scientifici o notizie.
ChatGPT oggi viene usato per studiare, fare ricerche, scrivere testi, rispondere a domande complesse e persino per semplici operazioni matematiche o consigli quotidiani. In molti Paesi come India, Brasile, Giappone e Canada è molto diffuso, ed è utilizzato sia dagli adulti sia dagli studenti.
Ecco i nostri redattori in classe: Wisdom Osaugewen, Nathan Rizzo (3A), Narcisse Kouadio (3C) e Walid Sahil (3B).
La vignetta è stata realizzata da Narcisse Kouadio. Docente tutor Sara Portarena.
Dirigente scolastico: Giuliana Pirone i ragazzi fanno parte del laboratorio pomeridiano della scuola Ser Lapo Mazzei di via del Seminario. La scuola fa parte dell’istituto comprensivo Marco Polo.
Gli studenti hanno realizzato una pagina mongrafica occupandosi sia degli articoli sia delle vignette a corredo della pagina. Un lavoro di gruppo stimolante ed educativo che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi su un tema così importante e attuale come l’uso dell’intelligenza artificiale e la diffusione di ChatGpt.