ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Bettini di Arezzo (AR) - 4A

Carnevale, giù la maschera. Un evento che rilancia il paese

Intervista a catena per raccontare come l’appuntamento può contribuire allo sviluppo della comunità

Il Carnevale è una manifestazione in cui ci travestiamo ma noi, la classe quarta della scuola primaria statale «E. Bettini», lo vogliamo festeggiare al contrario. Abbiamo creato un’intervista a catena con cui presentare il percorso di cambiamento di stile di vita che stiamo vivendo nella nostra comunità.

P: Alex, cos’è il Carnevale? Alex: Il carnevale è una festa.

Alex: Christian, cosa serve per organizzare una festa? Christian: Per organizzare una festa servono le persone. Christian: Vanessa, ad una festa di Carnevale come si comportano le persone? Vanessa: Ad una festa di Carnevale le persone si comportano in modo spensierato ed esagerato. Vanessa: Tommaso, perché le persone a Carnevale si comportano così? Tommaso: Le persone si comportano così per superare i limiti, rompere le regole, comportarsi come vogliono.

Tommaso: Renèe, perché per superare i limiti, rompere le regole, comportarci come vogliamo ci travestiamo? Renèe.: Ci travestiamo perché vogliamo apparire diversi.

Renèe: Mattia tra tutti i tuoi costumi di Carnevale quale preferisci? Mattia: Il mio preferito è quello di Superman. Mattia: Xhelal, indovina perché mi sono travestito da Superman? Xhelal: Secondo me perché lui ha dei superpoteri e, mascherato così, anche tu ti sei sentito speciale. Xhelal: Camilla, pensi che per sentirsi speciali sia necessario mascherarsi? Camilla: Prima pensavamo che fosse così ma ora, dopo esserci confrontati, abbiamo cambiato idea. Camilla: Elena, puoi spiegarmi come siamo arrivati a questa conclusione? Elena: Il primo aspetto che abbiamo considerato è che tutti possiamo essere speciali senza mascherarci. Elena: Rebecca come possiamo essere speciali ogni giorno? Rebecca: Possiamo essere speciali ogni giorno mettendo in evidenza le nostre qualità positive. Rebecca: Matteo, invece quando ci mascheriamo con gli altri cosa succede? Matteo: Ci nascondiamo fingendo di essere qualcun altro. Matteo: Quindi Ayat, cosa dobbiamo fare? Ayat: Dobbiamo smascherarci e mostrare come siamo veramente. Ayat: Thya come dobbiamo comportarci? Thya: Dobbiamo mettere in evidenza le nostre doti, le nostre competenze, le nostre capacità le nostre qualità positive, i nostri talenti, senza nascondere le nostre debolezze. Thya: Giovanni, quali saranno le conseguenze? Giovanni: Se ognuno di noi mostra il suo aspetto migliore lo stile di vita della comunità torna ad essere positivo, le persone non si nasconderanno più, non fingeranno, dovranno essere sincere. Giovanni: Pietro, quanto dovrà durare il nostro Carnevale Smascherato? Pietro: Sappiamo che non otterremo un cambiamento totale subito ma cercheremo di migliorare un po’ ogni giorno, per sempre.

 

Colori, carri, balli, musica, maschere, coriandoli, stelle filanti, il Carnevale è una festa celebrata in tutto il mondo. Qual è l’origine di questa tradizione? La parola Carnevale deriva probabilmente dal latino «carnem levare» (cioè privarsi della carne) in riferimento al banchetto che, come da tradizione, si teneva prima del Mercoledì delle Ceneri, cioè il Martedì Grasso. Già a Babilonia si celebrava una festa che simboleggiava la rigenerazione del mondo: il re veniva umiliato, si metteva in scena un capovolgimento del potere e sfilavano carri allegorici che rappresentavano gli elementi naturali. Nell’antico Egitto si celebrava la festa in onore della dea Iside, durante la quale erano presenti gruppi mascherati. Nell’antica Roma durante i Saturnali si indossavano delle maschere; gli schiavi potevano comportarsi da uomini liberi perché si sospendevano le regole sociali. La maschera è il simbolo del Carnevale. In Italia sono famose le maschere della Commedia dell’Arte: Arlecchino, Pantalone e Colombina. I carri invece sono grandi strutture decorate che sfilano nelle città. I coriandoli, oggi piccoli dischetti di carta colorata, in origine erano piccoli confetti di zucchero con all’interno veri semi di Coriandolo che venivano lanciati durante le feste. Oggi il Carnevale è celebrato in tante città: Venezia, Viareggio, Rio de Janeiro; ogni Carnevale è diverso ma resta fondamentale l’idea di rovesciamento dell’ordine quotidiano. Il Carnevale è anche una festa di sapori: fiocchi, castagnole, frittelle, zeppole sono dolci fritti e zuccherati, simbolo di abbondanza.

Alunni Mattia Ago Tommaso Balzano Elena Bardelli Gabriele Basso Borjas Bennati Thya Vanessa Caselli Ciupercaalexandru Mario Deliu Xhelal Di Costanzo Maria Aurora El Ghali Reda Giovanni Fiordigiglio Nicole Ghinassi Rebecca Elena Hlusneac Mand Ayat Ijaz Pietro Mazzi Matteo Nocentini Christian Rossi Camilla Malaika Severi Vorraso Rene’e Insegnanti Tutor: Silvia Donati Docenti: Manolita Faralli, Barbara Castellana, Francesco De Giudici Preside Rossella Esposito

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