ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Amalia Bertolucci del Fiorentino di Capannori (LU) - 5C

Il benessere del territorio è il nostro. Il ruolo del Consorzio di bonifica

Gli alunni ci parlano dell’importanza dell’Ente e, in particolare, della storia del lago di Bientina

Il Consorzio territoriale gioca un ruolo chiave nel trasformare un’area bonificata in coltivazioni, costruzioni, luoghi di vita. È importante perché controlla e regima le acque, la salute del territorio incluse flora e fauna, e lo fa anche attraverso associazioni di volontariato locale. Può quindi effettuare interventi indispensabili per la sicurezza e per risolvere situazioni di pericolo.

Tutti noi paghiamo il consorzio perché possa garantire la sicurezza del territorio e della comunità. Il pagamento del contributo di bonifica è obbligatorio e viene utilizzato per la manutenzione ordinaria.

L’assemblea del consorzio viene eletta dai cittadini del territorio.

Nella nostra comunità, come si legge sul sito dell’ente, opera il nuovo “Consorzio 1 Toscana Nord” su un territorio di oltre 300.000 ettari situato nella parte settentrionale definito dalla Regione Toscana. Ha operato sul territorio intorno al Lago di Bientina gestendo interventi di bonifica e manutenzione del territorio.

Leggiamo sul sito di appassionati di storia locale Sanginesecompito.blogspot.com, che il lago di Bientina è stato per secoli uno dei principali problemi di regimazione idraulica della Toscana settentrionale. In origine era circondato da aree paludose. Fin dall’età romana si tentarono interventi di controllo delle acque per proteggere le coltivazioni; successivamente il territorio fu in gran parte abbondonato causando il ritorno degli allagamenti.

Dal XIII secolo iniziarono conflitti tra Lucca, Pisa e Firenze per il controllo delle acque. Le frequenti modifiche ai corsi di Arno e Serchio provocarono continui allagamenti. Tra il XVI e il XVIII secolo si susseguirono numerosi progetti di bonifica spesso contrastati e abbondonati. Furono importanti i contributi di studiosi e tecnici, ma nessuna soluzione fu realizzata fino all’800. La svolta avvenne con il decreto granducale del 1852 di Leopoldo II che avviò i lavori di bonifica. Tra il 1853 e il 1859 fu realizzata la grande opera idraulica che portò alla trasformazione dell’area in territorio agricolo. I principali lavori di bonifica avvennero tra il 1824 e il 1859 e terminarono nel 1863.

Oggi il Consorzio garantisce la sicurezza e la salute del lago e dei suoi dintorni. Questo significa vivere in un territorio sano, dove si può pescare, giocare, passeggiare, ammirare il paesaggio, coltivare, costruire passaggi, anche pensando che qui potranno fare la stessa cosa i nostri figli e nipoti.

 

Esistono in Italia varie torri che hanno il nome “Spada”, lo abbiamo scoperto navigando in rete.

Una è quella di Parezzana (Massa Macinaia, Capannopri) nel territorio del lago di Bientina, oggi bonificato. La sua storia è misteriosa e ne troviamo traccia in vari siti web che parlano di storia e leggende del nostro territorio. Questa zona, nei secoli scorsi, era ricca di canali, che l’uomo usava come via di comunicazione e trasporto. La Torre Spada, chiamata Torre del Forcello, è stata costruita dalla famiglia Sandonnini tra il 1500 e il 1600.

C’è chi dice che fosse usata come faro, chi come magazzino e chi come torre per controllare il territorio. La Torre Spada di Parezzana è legata alla leggenda di Clementina: si racconta che tra i barcaioli c’era una donna di nome Clementina. Una notte, quando era fuori con la sua barca, si scatenò una tempesta. Tutti ne uscirono vivi, tranne lei. Nessuno riuscì a trovarla. Una notte, si udì il canto di Clementina. Gli abitanti la cercarono invano nel faro. Si dice che si possa sentire ancora la voce della ragazza, con una misteriosa combinazione degli astri. Quando si ode il suo canto, pare che la porta del faro si apra. Dopo tanti anni la Torre del Forcello e la Tenuta dove si trova sono state contese tra varie famiglie e la Chiesa. Nel 1621 fu eletto papa il cardinale Alessandro Ludovisi e la Tenuta del Forcello fu venduta ufficialmente ai Ludovisi. Nel 1663 fu venduta alla casa Spada, da cui prese il nome.

Gli alunni che hanno partecipato alla realizzazione di questa pagina di Cronisti in Classe per l’edizione di Lucca de La Nazione: Alessandro Aigbovo, André Bardhi, Lucas Brandan, Tommaso Calcagno, Giorgia Luchini, Elisa Lunardi, Nour Omari, Ginevra Pallotta, Camilla Politano, Federico Quilici, Lorenzo Saettoni, Giada Shehu, Aron Warnakulasuriya.

Docenti tutor: Alessia Martinelli, Rosita Mercuri, Barbara Pampallona, Serena Roventini, Chiara Vangelisti.

In collaborazione con il Circolo della Stampa di Lucca e Venti D’Arte nell’ambito del progetto “Vetrina scolastica” del Comune di Capannori.

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