ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Tommaso Valenti di Trevi  (PG) - 2A

Contro la violenza sulle donne. Anche a Trevi le scarpe rosse

La storica Fonte dei Cavalli protagonista di un’istallazione artistica dal profondo significato

Lo scorso 25 novembre si è celebrata anche a Trevi la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, istituita dall’ONU nel 1999. Un tema, questo, molto delicato sul quale da tempo abbiamo iniziato a ragionare a scuola anche prendendo spunto dalle notizie di cronaca che ogni giorno sono divulgate dai mezzi di informazione e commentate sui social. Con lo scopo di sensibilizzare sia i più giovani sia la popolazione adulta della nostra comunità, per l’occasione, insieme alle classi 3A e 2C, abbiamo realizzato una installazione artistica temporanea presso uno dei monumenti di Trevi, la Fonte dei Cavalli. In passato essa è stata un luogo di approvvigionamento idrico molto frequentato dalle donne che vi andavano a prendere l’acqua, mentre oggi è divenuta una presenza marginale sullo sfondo di Piazza Garibaldi, la stessa piazza sulla quale, in posizione più centrale, è affacciata la nostra scuola.

Poiché a Trevi, in tre luoghi pubblici diversi, sono già presenti delle panchine rosse, abbiamo pensato a una installazione di scarpe rosse, facendo nostro il progetto della messicana Elina Chauvet che per prima ha avuto l’idea, nel 2009, di esporre in spazi aperti questo accessorio femminile così evocativo. Ogni paio di scarpe rappresenta infatti un’assenza, il vuoto lascia-to da una donna a cui è stata tolta la vita da un uomo che diceva di amarla. Essendo la fonte un monumento storico, abbiamo dovuto scrivere una lettera al Comune per ottenere l’autorizzazione, che subito ci è stata concessa. Nei giorni precedenti abbiamo quindi recuperato da mamme e nonne 30 paia di scarpe, poi verniciate di rosso dal nostro professore con una bomboletta spray. In contemporanea, abbiamo analizzato il testo della canzone VIETATO MORIRE, cantata anni fa da Ermal Meta a Sanremo. Uno dei suoi versi recita: “L’amore non colpisce in faccia mai”. Così infatti sempre dovrebbe essere. Con l’aiuto dei docenti di Strumento dell’Istituto, l’abbiamo cantata tutti insieme in classe mentre alcuni di noi, suonando uno strumento, ne hanno eseguito la musica dal vivo.

Il giorno della cerimonia, rinviata al 28 novembre per la tanta pioggia di quei giorni, ci siamo disposti davanti alla Fonte dei Cavalli per dare vita all’installazione. Tenendo in mano ognuno un paio di scarpe, ci siamo accostati alla struttura posando le 30 paia sui bordi e ai piedi delle tre vasche. Qui sono rimaste per una settimana intera, offrendo un colpo d’occhio che non ha lasciato indifferenti.

 

Per l’installazione abbiamo scelto la Fonte dei Cavalli, unica fonte monumentale presente ancora oggi a Trevi. Definirla antica è forse troppo, sarebbe più corretto dire che è vecchia, dato che è stata costruita non nel Medioevo e neppure nel Settecento, come la più famosa fontana di Roma, ma solamente negli anni 80 dell’Ottocento. Per capirci, un secolo e mezzo fa. È piuttosto giovane, quindi, se pensiamo alle antiche origini di Trevi. Nonostante questo è giusto considerarla un manufatto storico, un monumento. La Fonte dei Cavalli non sarà bella come la fontana ammirata a Roma dai turisti di tutto il mondo ma comunque ha anch’essa la sua eleganza e il suo perché. Senza contare che è anche più “economica”, per visitarla non c’è infatti nessun biglietto d’ingresso da pagare! Per i Trevani, lo avrete capito, è questa la vera fontana di Trevi! Unica e inimitabile. Le poche informazioni sulla fonte le possiamo recuperare oggi da internet, consultando il sito Montagn Aperte.it e quello della Pro Trevi. Entrambi i siti, riprendendo quanto pubblicato in vari libri da alcuni storici locali, riportano notizie anche sull’acquedotto medievale e su altre antiche fontane oggi scomparse. Sebbene non sia troppo malconcia, speriamo che la Fonte dei Cavalli venga restaurata e dotata di un impianto di ricircolo dell’acqua, cosicché le sue vasche, oggi asciutte, tornino a riempirsi. Un turista giapponese potrebbe gettarvi così, perché no, la sua monetina!

Testi e immagini di questa pagina sono stati curati dagli alunni “reporter“ della scuola media “Valenti“ di Trevi classe 2A: Mattia Bibi, Tommaso Cassoni, Linda Cruciani, Noemi Di Cesare, Davide Di Giacomo, Eva Di Girolamo, Erika Dumitru, Xhemal Elezi, Viola Gaudenzi, Elio Gjoni, Lorenzo Moretti, Mia Pagnotta, Augusto Ponzi, Ludovica Proietti, Mattia Quadrelli, Matteo Renzi, Ester Sabatini, Mattia Sade, Noemi Satrini, Vittoria Stemperini. Docente tutor Massimo Rocchi Bilancini. Hanno collaborato i docenti Marialice Torriero, Paolo Manetti, Gionatan Scoppetta e Roberta Breccioni. Dirigente Simona Perugini.

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