La battaglia: rifiutiamo i rifiuti. La spazzatura e il nostro futuro
Lamporecchio è un comune virtuoso per la raccolta. Ma il problema è ancora presente
Girovagando per il nostro territorio è sempre più facile imbattersi nei rifiuti abbandonati. Alcuni cittadini scelgono la via più semplice e veloce, ignorando le regole della raccolta differenziata e dello smaltimento corretto. Spesso pensiamo che l’inquinamento sia qualcosa di lontano, che riguarda solo le grandi città; ma non è piacevole passeggiare per le nostre colline, soprattutto nelle zone meno sorvegliate, e imbattersi in un frigorifero, materassi, resti di cartongesso o pneumatici abbandonati a se stessi, che si accumulano inquinando e deturpando la bellezza del paesaggio che ci circonda.
Cosa possiamo fare? Chiamare Alia, le forze dell’ordine o fregarcene? Lamporecchio si distingue in Italia come comune virtuoso, con un tasso di raccolta differenziata che ha sfiorato la totalità negli anni recenti, ben oltre le medie regionali e nazionali.
Sebbene attualmente non siano disponibili dati dettagliati per ogni singolo materiale (plastica, vetro, carta) per il solo comune di Lamporecchio, i dati generali di Alia indicano un’alta efficienza nel trattamento dei materiali differenziati. Il nostro paese è ricco di cestini ma purtroppo ci sono persone incivili che gettano cartacce e rifiuti per terra. Capita di andare al campetto da calcio, in piazza o a scuola, e trovare molti rifiuti: plastica, vetro, alluminio e cartacce abbandonati che inquinano il paese rendendolo inospitale. Purtroppo, alcuni lasciano i rifiuti per terra invece di gettarli negli appositi cestini che sono ovunque in paese. Su una cartina accanto abbiamo segnato i posti del comune di Lamporecchio in cui in questi giorni abbiamo trovato spazzatura abbandonata. Non sono pochi, e a volte si trovano non solo rifiuti ’normali’, ma mobili interi, secchi di vernice, scarti di lavorazioni industriali. Ma perché le persone compiono queste azioni? Questi comportamenti mettono a rischio il nostro ambiente e il futuro di noi ragazzi; d’altronde nessuno vorrebbe vivere in un mondo fatto di plastica e rifiuti. A tutti noi piacerebbe migliorare la situazione di questo pianeta, e possiamo farlo salvaguardando l’ambiente. Contrastare il fenomeno dei rifiuti abbandonati richiede un impegno congiunto: le istituzioni devono garantire controlli più severi, sanzioni efficaci e servizi di raccolta e smaltimento accessibili e ben organizzati. In conclusione: se troviamo rifiuti abbandonati dobbiamo avvertire Alia, e se sono troppo ingombranti o pericolosi anche le forze dell’ordine. L’ambiente è la nostra casa e abbandonare i rifiuti significa rovinarla per noi e per le generazioni future.
Ognuno di noi dovrebbe contribuire a inquinare meno e riciclare di più; ma come possiamo fare? Potrebbe sembrare un compito gravoso e faticoso, ma in realtà le buone norme da rispettare sono poche e semplici. La mattina, prima di andare a scuola, sarebbe meglio cercare di evitare le merendine confezionate in plastica, e stare attenti a non sprecare acqua quando ci laviamo. A scuola, cerchiamo di differenziare i nostri rifiuti il più possibile e di utilizzare con par-simonia luce e risorse. A casa, potremmo preferire prodotti locali, che hanno viaggiato meno sulle strade; optare per le buste riutilizzabili per la spesa; cercare, quando possibile, di spostarsi con biciclette o mezzi pubblici. In generale, basta adottare una condotta rispettosa e stare attenti alle piccole cose, come per esempio preferire i piatti di ceramica e i bicchieri di vetro alle stoviglie di plastica, moderare l’utilizzo e l’acquisto di oggetti monouso e, ovviamente, non abbandonare i rifiuti per le strade. In Italia solo una piccola parte dei rifiuti di plastica prodotti globalmente viene riciclato, mentre un’altra parte viene incenerita e quasi la metà finisce in discarica; ci sono però degli esempi di comuni virtuosi che riesconoarecuperarefinoall’85% della produzione dei rifiuti, come Trento, Ferrara, Treviso e Mantova. Se tutti noi adottassimo questi semplici accorgimenti, la parte riciclabile aumenterebbe notevolmente anche qui. E forse ci sarebbero meno rifiuti abbandonati in strada.
Ecco i nomi dei giovani giornalisti della classe 3 B dell’istituto comprensivo Berni di Lamporecchio: Tommaso Ammannati, Francesco Arena, Anna Bernardi, Tommaso Brachino, Chiara Cappelli, Lara Carniani, Tommaso Chironi, Silvano Ismael Cocuzzi, Sofia Cozza, Anisa Daiu, Gioele Ferrara, Flavjo Gjecja, Alessia Improta, Martina Libertino, Bianca Masi, Edoardo Papaleo, Giorgia Pardini, Eva Pini, Emily Polizzi. Professor Filippo Bucelli, professoressa Elena Montomoli.
Dirigente scolastico: Giulia Iozzelli.
Docente tutor: Monia Leone.