ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Primaria Santa Gonda di Prato (PO) - 5C

Tutti a scuola di democrazia. «Eletto il primo capo classe»

Nella 5C della scuola Santa Gonda gli alunni hanno sperimentato le elezioni dei rappresentanti Dal programma dei candidati alle operazioni di voto: una prova per conoscere il sistema elettorale

Emozione, curiosità e trepidazione: già dall’intervallo, alla scuola elementare “Santa Gonda“ c’era un’aria diversa tra i banchi della nostra classe. Niente figurine o chiacchiere sui videogiochi: quel giovedì l’unico argomento che ci faceva discutere era: «Chi voto e perché?».

Il 28 novembre scorso, infatti, abbiamo realizzato le attesissime elezioni del rappresentante di classe, un vero gesto di democrazia prima del salto alle medie.

Nelle settimane precedenti, i compagni candidati, sei in tutto, si sono impegnati tantissimo.

Le promesse? Molte e diverse: dalla richiesta di più tempo per l’intervallo (Laura), ai possibili cambiamenti da segnalare alla ditta che gestisce la mensa (Benedetta), fino alla proposte più riflessive: «maggiore partecipazione ai giochi condivisi tra maschi e femmine» (Diego), «la speranza e l’incoraggiamento a non sentirsi mai esclusi» (Mia) e «l’importanza di sentirsi accolti e ascoltati» (Giorgia).

Sotto l’occhio attento della maestra Daniela, che per l’occasione era il nostro presidente di seggio, le operazioni sono iniziate alle ore 9, puntuali.

Uno alla volta, noi alunni siamo stati chiamati al “seggio”, un angolino riservato, allestito in fondo all’aula, per esprimere la nostra preferenza segreta. «Eravamo tutti un po’ nervosi, perché scegliere il compagno giusto non è stato facile. Il rappresentante deve saper ascoltare tutti, non solo i suoi amici».

Terminate le votazioni è iniziato lo spoglio, con l’aiuto dei due scrutatori, Andrea e Melissa, mentre Rebecca ha avuto il compito di scrivere, su una tabella appositamente realizzata alla Lim, i risultati.

La stessa procedura seguita per le elezioni amministrative, regionali e parlamentari ma anche quelle che solitamente si svolgono per eleggere il direttivo di qualche associazione, culturale o sportiva.

Ad ogni nome letto ad alta voce, partivano sorrisi e sospiri. Alla fine, con un leggero vantaggio è arrivato il verdetto finale: i rappresentanti eletti sono Diego Veliraj (capo classe) e Giorgia Vitiello (vice). Tutti abbiamo reagito con applausi e congratulazioni.

Appena eletto, il nuovo rappresentante ha dichiarato: «Grazie a tutti per la fiducia. Prometto di fare del mio meglio!».

A elezioni finite, la 5ªC torna così alla normalità, una classe unita, formata da 23 bambini, ma con una scoperta in più: è bello decidere insieme! L’allestimento del seggio e le operazioni di voto sono state anche l’occasione per vedere e testare l’esercizio di un diritto che in futuro saremo chiamati a esercitare come cittadini.

 

Nell’Agorà abbiamo incontrato Filone, artigiano, forse artefice del vaso di Pandora.

Intervistatore: «Buongiorno Filone, si sta preparando per andare all’Assemblea?» Filone: «Certo! Se non ci andassi sarei quello che chiamiamo inutile, uno che non si interessa allo Stato. Oggi ad Atene siamo tutti politici. Mio padre diceva che ai suoi tempi decidevano tutto solo poche famiglie nobili. Oggi decido io, insieme ai miei concittadini». Int: «Ma non è impegnativo lasciare la bottega per andare a votare le leggi?» Filone: «Certamente. Però vede, Pericle ha introdotto il misthòs, un piccolo compenso per chi partecipa alla vita pubblica. Non mi rende ricco, ma ripaga il tempo che sottraggo al lavoro. Questa è la vera rivoluzione: prima solo chi era ricco e non doveva lavorare, aveva il tempo di governare» Int: «Cosa prova quando sente parlare i grandi oratori?» Filone: «All’inizio ero emozionato e imbarazzato. Poi ho capito che il sassolino che uso per votare pesa come quello di un aristocratico. Ho lo stesso diritto di parola di chiunque altro».

Int: «Molti dicono che il popolo non sia sempre affidabile…» Filone: «Preferisco sbagliare con la mia testa, che avere ragione perché me lo ordina un tiranno. La democrazia è come questo vaso: deve essere solido, ma deve adattarsi alle esigenze di chi lo modella».

 

Questa pagina è stata realizzata dagli studenti della 5 C della scuola elementare “Santa Gonda” dell’istituto comprensivo ’Pacetti’ di Prato. Studenti-cronisti in classe: Noor Mohammad Ahmadzai, Maleeha Amir, Souhail Badi, Cosimo Bargellini, Edoardo Bettarini, Rebecca Coppini, Mya Cozzolino, Edoardo Noah Culotta, Tommaso Filidoro, Gabriel Iervolino, Kate Jiang, Laert Lulaj, Andrea Martorelli, Camilla Matteucci, Giulio Montemaggi, Alberto Pariota, Laura Rivieri, Benedetta Silli, Melissa Toska, Diego Veliraj, Giorgia Vitiello, Egle Zelko, Angela Zhou.

Docente-tutor Daniela Panella. Il dirigente scolastico del comprensivo ’Pacetti’ è il professor Giovanni Quercioli. Gli studenti hanno disegnato anche le vignette a corredo degli articoli.

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