ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Ser Lapo Mazzei di Prato (PO) - 2B

Imparare a non giudicare. La lezione più importante

Discriminare significa trattare qualcuno in modo ingiusto, oppure escludendolo senza alcun motivo. La lotta alle discriminazioni deve partire dalla scuola: è il luogo dove parlarne

Discriminare significa trattare qualcuno in modo ingiusto, oppure escludendolo senza alcuno motivo, basandosi su determinate caratteristiche di quella persona. Alla base della discriminazione c’è il pregiudizio, un modo di pensare per cui giudichiamo l’altro prima ancora di averlo conosciuto, oppure una paura senza motivo di quello che non conosciamo.

Si parla spesso di lotta alla discriminazione, e il posto migliore per mettere in atto questa lotta è proprio la scuola. Il bullismo che a volte troviamo tra i banchi di scuola nasce dalla stessa paura delle differenze che sta alla base della discriminazione. Dunque, si tratta di un argomento di cui le scuole devono parlare per forza. Se c’è un modo per impedire a ingiustizia e violenza di svilupparsi nella società, è proprio lavorare insieme, a scuola, per capirne le cause.

La discriminazione, in tutti i suoi aspetti, è un grosso problema per tutti, e soprattutto per i più giovani. Può causare, per esempio, problemi di salute mentale: quando qualcuno viene discriminato sta male, e può arrivare anche a sviluppare depressione, traumi, bassa autostima, stress cronico, ansia sociale. Insomma, ogni discriminazione porta sempre a un risultato: la vittima deve superare traumi, che alcune volte sono difficilmente recuperabili.

Come mantenere una buona salute mentale? A scuola si parla anche di questo. Rispondere efficacemente ai problemi causati da discriminazione, bullismo e pregiudizio richiede la collaborazione tra la scuola, la famiglia e le istituzioni. Questo aiuterà i più giovani a sviluppare una consapevolezza individuale che li porterà sia a non mettere in atto modi di fare discriminatori, imparando l’empatia verso gli altri, sia a superare i problemi causati da questi comportamenti presenti nella società.

Grazie anche alla presenza di figure professionali che si occupano di salute mentale, i ragazzi possono riflettere sugli effetti dannosi di pregiudizi, bullismo e atteggia-mento negativo verso gli altri, e scoprire come combattere lo stress, l’ansia e le difficoltà derivate da questo tipo di situazioni. Per esempio: è importante costruire relazioni, parlare dei propri sentimenti, consultare un esperto. Può essere utile anche avere uno stile di vita sano, con tanto riposo, rilassamento, esercizio fisico e buon cibo: questo migliora l’umore e l’energia.

La cosa più importante comunque è poter imparare insieme a vivere insieme agli altri senza pregiudizi. È fondamentale non giudicare gli altri per quello che sono.

Ognuno di noi è diverso e questo è quello che ci rende speciali, questo è quello che ci rende umani.

 

Esistono vari tipi di discriminazione. Di alcuni si parla molto, altri meno. È importante conoscerli per non essere i primi a metterli in atto.

Ecco un piccolo glossario.

Razzismo: è la discriminazione più diffusa a livello mondiale, e consiste nel trattare diversamente una persona per la sua etnia. Se invece si discrimina la persona per la sua nazionalità, si chiama xenofobia. Sessismo: è un’altra delle discriminazioni più diffuse. Spesso gli uomini sono considerati migliori e più potenti, mentre le donne sono ritenute inferiori. Ancora oggi, molte donne devono combattere contro la società per avere la possibilità di raggiungere dei risultati.

Omofobia e transfobia: è la discriminazione verso le persone omosessuali, bisessuali e trans. Questa discriminazione nasce da una paura irrazionale. Abilismo: è la discriminazione verso le persone diversamente abili, che vengono escluse o derise.

L’abilismo lo troviamo spesso anche nel modo di parlare.

Ageismo: è la discriminazione contro le persone anziane.

Bodyshaming: è un termine che indica la discriminazione sulla base dell’apparenza del corpo di una persona.

Discriminazione religiosa: per esempio, cristianofobia, islamofobia, antisemitismo; si tratta di giudicare le persone sulla base della loro fede religiosa.

 

La pagina è stata realizzata dagli alunni della 2°B della scuola media Ser Lapo Mazzei Prato dell’istituto comprensivo Marco Polo.

Gli studenti-cronisti hanno realizzato gli articoli e le immagini a corredo dei pezzi.

Ecco la classe che si è occupata della realizzazione della pagina sul delicato tema della discriminazione: Cai Alice, Chen Cindy, Dos Santos Miguel, Gorami Isamoni, He Fanny, Hu Oscar, Ibra Lukas, Imasemwontu Christabel, Irfan Zainab, Li Hongbin, Liao Elena, Lin Yunhao, Lu Meiqi, Melasi Manuele, Noor Aiza, Sun Giulia, Vega Jennifer, Wang Yixuan, Xu Antonio, Ye Leonardo, Zhang Amy, Zhang Elisa, Zhao Elena.

I ragazzi sono stati coordinati dalla docente Francesca Cappelli e dalla dirigente scolastica Giuliana Pirone. 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 28/02/2026 ore 23:59
1

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260213 n pra 13 pdf image