ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Arunte Volumnio di Ponte San Giovanni (PG) - 1A, 1B

Un mondo tra i banchi di scuola. Culture diverse che convivono

Gli studenti reporter raccontano la loro esperienza tra integrazione e tante scoperte

Ciao a tutti, siamo gli studenti delle classi 1A e 1B della scuola media Volumnio di Perugia. Abbiamo deciso di parlare di migrazione, perché è un argomento molto importante nella società di oggi, perché riguarda milioni di persone e influenza la vita di tutti, non solo di chi decide di partire. Abbiamo voluto capire cosa spinge le persone a lasciare il proprio paese, quali difficoltà si possono incontrare e come si può costruire una convivenza rispettosa e solidale ed abbiamo scoperto che, le ragioni che possono spingere una persona a partire possono essere diverse: trovare un lavoro, studiare, ricongiungersi con la famiglia oppure fuggire da guerre, povertà o persecuzioni. Chi emigra spesso affronta viaggi difficili, paure e incertezze, ma anche la speranza di un futuro migliore.

La nostra classe è frutto di questi viaggi, decisioni, partenze ed è un esempio di come culture diverse possano convivere ogni giorno, imparando insieme. Nella nostra scuola viviamo questo tema da vicino, perché siamo una classe dove ci sono molte lingue e culture.

Alcuni di noi sono migranti di prima generazione, altri di seconda, e ogni giorno impariamo qualcosa gli uni dagli altri. Per esempio, una nostra compagna, S., è arrivata da poco dalla Cina e non parla ancora bene italiano, però comprende alcune parole e quando facciamo lavori di gruppo usa il tablet per tradurre. Noi proviamo a spiegarle con pazienza e ci aiutiamo con il traduttore. Vediamo che lei sorride perché sta imparando qualcosa di nuovo e sapere che impara l’italiano grazie al nostro aiuto ci da una soddisfazione immensa. In classe ci sono anche ragazzi che conoscono molto bene l’arabo e altri che lo stanno imparando: a volte ci insegniamo tra di noi parole nuove.

C’è anche chi parla francese in famiglia e quindi durante le lezioni di francese si trova avvantaggiato e può aiutare i compagni. Spesso facciamo i compiti insieme e ci raccontiamo le tradizioni delle nostre famiglie, come le feste e i cibi tipici. Questo ci fa capire che conoscere culture diverse può essere una ricchezza. Crediamo che sia giusto aiutare le persone straniere, ma soprattutto aiutarci tutti perché alla fine, tutti siamo almeno una volta nella vita degli stranieri. Aiutare significa riconoscere che tutti hanno diritto alla sicurezza, alla dignità e a una vita serena.

Inoltre, l’accoglienza favorisce l’integrazione e permette di creare una società più pacifica. E vorremmo anche lanciare un appello per tutti coloro che ancora non hanno le idee molto chiare su questo argomento o che hanno dei pregiudizi. Non è vero che i migranti sono tutti delinquenti. Tante persone scappano da guerre, povertà o situazioni difficili e vogliono solo vivere in pace. Non è vero nemmeno che vengono qui solo per avere una vita facile. Molti devono impegnarsi tanto, lavorare duro e fare molti sacrifici.

 

Ecco pareri e considerazioni dei genitori intervistati.

Qual è il motivo principale che ti ha spinto a partire? «Per migliorare la mia vita e avere un futuro migliore».

Qual è stata la cosa più difficile da lasciare? «I genitori».

Cosa hai fatto appena arrivato? «Imparare la lingua e trovare un lavoro».

Molti hanno raccontato che all’inizio li hanno colpiti il modo di parlare della gente, il cibo e le persone. Qualcuno ha anche detto che immaginava l’Italia più pulita e organizzata. Questo lavoro ci ha fatto capire che la migrazione è un fenomeno complesso, ma soprattutto umano, fatto di storie, speranze e coraggio. Parlare di migrazione ci ha aiutato a comprendere meglio la realtà che ci circonda. Nessuno sceglie dove nascere e tutti meritiamo una possibilità. Perché, anche se veniamo da paesi diversi, tutti cerchiamo la stessa cosa: vivere in pace, sentirci a casa e avere un futuro migliore. Anche i genitori che non sono emigrati hanno potuto dare la loro opinione.

Cosa ne pensate del fenomeno migratorio? «Siamo favorevoli all’accoglienza. La migrazione è un tema complesso, che va gestito con regole e organizzazione, per aiutare tutti a convivere serenamente. Grazie ai migranti molti lavori importanti, soprattutto quelli in cui serve manovalanza, vengono svolti da loro, e questo è utile per la società perché altrimenti nessuno li farebbe più».

 

La seguente pagina è stata redatta dagli studenti delle classi IA e IB della scuola media “Volumnio“ di Ponte San Giovanni (Perugia). I cronisti in erba sono stati coordinati dall’insegnante tutor Sara Panetti. Il dirigente scolastico è il professor Fabio Gallina. Le classi sono alla loro prima esperienza con il Campionato di giornalismo. Per realizzare questa inchiesta, supportata da foto e disegni, alcuni studenti hanno intervistato i propri genitori facendo dei vocali e poi riassumendoli in forma scritta.  

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