ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado A. Cesalpino di Arezzo (AR) - 2E

Indagine sullo ’svapo’ tra i ragazzi. Cresce l’uso, allarme dei medici

Uno studio europeo rivela che il 22% dei giovani tra 15 e 19 anni fuma sigarette elettroniche

La nostra scuola si trova in centro e molti di noi, al mattino, percorrono un tratto a piedi per raggiungerla insieme ai ragazzi che si dirigono verso le scuole superiori.

Guardiamo sempre con interesse e curiosità gli studenti più grandi di noi: un’occhiata al loro aspetto, ai loro vestiti, ai loro modi di fare, cercando di ascoltare un po’ anche le loro chiacchiere (scuola, prof, gossip, ecc.).

Nuvolette di fumo, di sigaretta o di e-cig, intervallano i loro discorsi.

Ma quanti sono i fumatori, o gli ‘svapatori’, tra i ragazzi poco più grandi di noi? La domanda se la sono posta anche i ricercatori, in particolare di Espad (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), la più grande rete europea di ricercatori nel campo delle dipendenze e dei comportamenti a rischio diffusi tra gli studenti delle scuole superiori.

I dati raccolti mostrano che la percentuale di ragazzi tra i 15 e i 19 anni che fanno uso corrente di sigarette elettroniche è aumentata dal 14% del 2019 al 22% del 2024. I dati relativi all’Italia rispecchiano perfettamente la situazione europea.

Di contro, il fumo della sigaretta tradizionale appare in diminuzione tra i giovani: la percentuale di studenti che ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita è diminuita fortemente, tra il 1995 e il 2024,e il calo maggiore è stato registrato proprio tra il 2019 e il 2024.

Siamo però davvero sicuri che il fumo dell’e-cig, nata come alternativa ‘più salutare’ alla sigaretta, sia del tutto privo di conseguenze per i ragazzi? Innanzitutto, è stato osservato che – nonostante i limiti di età previsti per la vendita – molti giovani ‘svapatori’ fanno un uso combinato, duale o triale, di diversi tipi di dispositivi di assunzione di nicotina (sigaretta elettronica, sigaretta tradizionale, dispositivi a tabacco riscaldato): questo aspetto già da solo porta a moltiplicare le quantità di nicotina assunta. Inoltre, l’e-cig ha un aspetto attraente, aromi particolari, accattivanti per i giovanissimi e offre una maggiore facilità di uso, senza accendini, mozziconi e cenere: tutti aspetti che spingono chi la usa ad utilizzarla molto spesso, in modo quasi continuo.

Anche i dispositivi che vaporizzano liquidi privi di nicotina non si possono dire del tutto sicuri: mancando ancora degli studi scientifici sull’uso a lungo termine, non abbiamo la certezza che l’inalazione di aromi ed eccipienti riscaldati non produca sostanze potenzialmente dannose per la salute delle vie aeree e della bocca, soprattutto nei più giovani.

 

La sigaretta elettronica è stata inventata nel 2003 dal farmacista cinese Hon Lik, colpito dalla morte del padre per cancro ai polmoni e spinto dal desiderio di smettere di fumare, essendo lui stesso un forte fumatore. Lik ha pensato alla vaporizzazione di un liquido come metodo per far provare ai fumatori una sensazione appagante in assenza sia di tabacco che di combustione. Dopo vari tentativi, ha scelto il glicole propilenico, un additivo alimentare molto comune, ancora oggi uno degli ingredienti principali dei liquidi per sigaretta elettronica. In Europa l’ecig ha cominciato ad essere diffusa dal 2007. Ne esistono vari tipi, come la puff (usa e getta), la pod mod (a cartuccia), la vape pen (a forma di penna) e la box mod (batterie potenti e personalizzazione).

Tutti dispositivi sono accomunati dalla struttura simile: un piccolo serbatoio, che contiene la miscela di glicole propilenico, glicerina vegetale, aromi e, volendo, nicotina (quest’ultima è opzionale e può essere presente in proporzione variabile, fino a 20 mg per millilitro di liquido); un atomizzatore, che riscalda il liquido, facendolo passare allo stato gassoso; il beccuccio che permette di respirare il vapore. Il funzionamento è possibile grazie ad una batteria, generalmente ricaricabile. Sul mercato esistono anche i dispositivi a tabacco riscaldato (o Heat-NotBurn), che non sono vere e proprie sigarette elettroniche: hanno una capsula con tabacco tritato che viene riscaldato fino ad una temperatura compresa tra 300° e 350° C (mentre la combustione del tabacco nelle sigarette tradizionali arriva a temperature di 900°C).

 

Muhammad Umar Ayubi, Pietro Badalamenti, Raffaele Bargigli, Giulia Bianchi, Maria Giulia Brunello Badiali, Giacomo Caprini, Lorenzo Ceccantini, Alessandro Faenzi, Umar Farooq, Neal Ferrario, Giulia Gaiti, Gaddo Gasperini, Leone Giovanni Giorgi, Vittorio Orso Giorgi, Muhammad Rahan Hussain, Davide Merlo, Matteo Meucci, Edoardo Neri, Mariagiulia Pastorelli, Esmeralda Ramagli, Laura Rasori, Lapo Ricci, Letizia Ricci, Olivia Sapino, Giovanni Maria Vardé Tutor: Valeria Capelli Sandra Guidelli 

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