Ciccicocco è condivisione. Una festa che unisce il paese
A Lama di San Giustino riscopriamo un’antica usanza che racconta comunità e stare insieme
A Lama, frazione di San Giustino, ogni anno si rivive il Ciccicocco, un’antica tradizione umbra legata al giovedì grasso. Il nome deriva da cicci, che significa carne, e cocco, cioè uova: erano gli alimenti che un tempo si raccoglievano andando di casa in casa per preparare il pranzo del Carnevale. Anche noi alunni della scuola primaria stiamo partecipando a questa esperienza insieme al paese, facendo domande agli adulti e raccogliendo racconti del passato.
Il Ciccicocco nasce nel mondo contadino, in un periodo in cui le famiglie avevano poco ma erano abituate ad aiutarsi. Non si conosce con precisione quando sia iniziata questa tradizione, perché fa parte di una vita quotidiana costruita su gesti semplici e condivisi. Le persone vivevano molto in comunità e mettevano in comune quello che avevano. Non era beneficenza, ma un modo naturale di stare insieme: chi poteva dava qualcosa e tutti partecipavano alla festa.
Un tempo, nel giorno del Ciccicocco, si andava di porta in porta cantando una filastrocca per richiamare l’attenzione delle famiglie. In passato, per mascherarsi bastava sporcarsi il viso con il carbone o usare la carta dei giornali. Ci si incontrava nelle case, si suonava la fisarmonica o l’organetto e si passava del tempo insieme, parlando e ridendo. Anche negli anni più recenti il Ciccicocco è rimasto soprattutto un andare di casa in casa, simile al “dolcetto o scherzetto” di oggi, ma con un significato legato alla condivisione e alla vita di comunità. Con il passare degli anni questa tradizione stava piano piano scomparendo, ma oggi viene riportata in vita grazie all’impegno delle associazioni del territorio e anche della scuola. Noi bambini non abbiamo solo ascoltato questa storia: la stiamo vivendo insieme al paese. Abbiamo preparato domande, fatto interviste e partecipato alle attività, scoprendo che dietro questa festa ci sono valori importanti.
La filastrocca del Ciccicocco, invece, è arrivata fino a noi grazie ai racconti dei nonni ed è stata tramandata di bocca in bocca nel tempo.
Ancora oggi accompagna questa tradizione: “Ciccicocco, pane intento, me l’ha dato el mi’ zi’ Menco. Lo zi’ Menco non ce l’ha più, Ciccicocco, dammelo tu!“.
Cantandola anche noi, il giovedì grasso, ci sentiamo parte di una storia più grande. Per noi il Ciccicocco significa riscoprire che condividere è importante e che aiutarsi rende più forti. Ci ha fatto capire che le tradizioni non sono solo cose del passato, ma possono insegnarci ancora oggi come stare bene insieme e sentirci parte di una comunità.
Chi organizza il Ciccicocco a Lama? «Il Ciccicocco è organizzato dagli “Amici del Carnevale”, un gruppo di persone che fanno parte di diverse associazioni del territorio di Lama.
Lavoriamo insieme per mantenere vive le tradizioni del paese e coinvolgere la comunità».
Perché gli Amici del Carnevale vanno nelle scuole del paese? «Abbiamo scelto di entrare nelle scuole perché crediamo che i bambini siano fondamentali per mantenere viva questa tradizione.
Coinvolgerli significa far conoscere loro una consuetudine antica del territorio e renderli protagonisti della rievocazione».
Che cosa imparano i bambini partecipando al Ciccicocco? «I bambini scoprono come si viveva una volta nel mondo contadino, quando nelle famiglie si produceva quasi tutto il necessario per vivere. Conoscono un modo di stare insieme diverso da quello di oggi, basato sulla collaborazione e sulla vita di comunità».
Qual è la finalità di questa rievocazione? «Il Ciccicocco è nato dal bisogno di condividere le poche cose che le famiglie avevano. Oggi la rievocazione vuole far riscoprire il piacere di stare insieme, di dividere con gli altri ciò che ognuno possiede e di sentirsi parte di una comunità unita».
IVA e IVB della scuola primaria di Lama, San Giustino: Olivia Basso, Tommaso Belli, Alice Brunelli, Eleonora Calvigioni, Damiano Capacci, Alex Flavi, Mathias Magnanelli, Davide Mandrelli, Letizia Orlandi, Ludovica Orlandini, Thomas Perugini, Tessa Piccini, Margherita Puletti, Linda Rebiscini, Anastasia Rossi, Benjamin Veschi, Emma Belloro, Diletta Crocioni, Benedetta Falaschi, Caterina Falaschi, Pietro Ganganelli, Farida Giulia Ganin Kofo Worole, Gioele Grasselli, Lavinia Lanzi, Caterina Mearelli, Rayan Mhaimer, Andreas Pettinari, Alessia Pierini, Edoardo Rollo, Dylan Matteo Torres Dumas, Maia Maria Trandafir. Insegnanti: Michela De Santi, Elisabetta Magrini; dirigente scolastica: Sonia Fiorucci.