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IC Andreotti di Pescia (PT) - 3G, 3H, 3D, 2F, 1F, 2A, 2B, 2C

Una voce dal sottosopra. I segreti di ’Stranger Things’

Alla scoperta della serie tv più amata. L’intervista al doppiatore di Will, Emanuele Suarez

Un bambino che scompare nel nulla, luci che tremolano, mondi capovolti… di quale serie stiamo parlando? Esatto, stiamo parlando di ’Stranger Things’. La famosissima serie televisiva ambientata in una cittadina degli anni ‘80 che è stata anche l’unica in grado di far esplodere Netflix nell’attesa di una puntata inesistente e che ci ha condotti nel fantastico e terrificante mondo del ’Sottosopra’. Non divaghiamo oltre, tutti conosciamo la trama, ma noi cronisti siamo curiosi per natura e perciò volevamo conoscere qualcosa dal dietro le quinte, così abbiamo intervistato il doppiatore del personaggio rivelazione dell’anno, William Byers, ovvero Emanuele Suarez.

Caro Emanuele, prima di tutto ti ringraziamo tantissimo perché sei stato molto gentile e disponibile a rispondere alle nostre curiosità e alle nostre domande che ti abbiamo inviato.

Com’è stato lavorare per una serie di fama internazionale come ’Stranger Things’. È stata dura lasciarla andare quando è finita? «È stato bellissimo! E anche una grande soddisfazione. L’ultimo turno di incisione è stato un addio faticoso ma le lacrime sono arrivate quando ho visto i titoli di coda il primo gennaio».

Il tuo episodio preferito? E la scena che ti ha richiesto più impegno? «Il mio episodio preferito è il primo della prima stagione! Setta il mood per una trama intricatissima che ci ha tenuti incollati per 10 anni. La mia scena preferita è la partita a D&D con Will vestito da mago, stupendo!».

Hai mai incontrato Noah Schnapp? «No, mai incontrato».

Com’è stato dare la voce al personaggio rivelazione di questa stagione? «È stato bellissimo e sono molto felice che in questa stagione Will sia stato cruciale, è una sfida che mi ha preso molto».

Hai mai potuto vedere le scene in anteprima o lavori senza sapere cosa succederà dopo? «Vedo le scene del mio personaggio e posso chiedere approfondi-menti sulla trama per capire il senso di quello che vado a doppiare».

È difficile trasmettere emozioni solo con la voce? «Le emozioni fuoriescono dalla voce ma nascono dalla mia parte interiore, che si esprime anche attraverso il corpo e le mani. In sala noi siamo degli attori in figura intera ma è possibile muoversi e io lo faccio per aiutarmi (ovvio, finché non facciamo rumori o ci allontaniamo dal microfono!)». E noi capiamo benissimo Emanuele perché spesso accompagniamo le nostre emozioni con i gesti, anche quando abbiamo alzato le mani davanti al finale inaspettato della nostra serie preferita!

 

Il doppiatore è un professionista che presta la sua voce ai personaggi ma non si limita solo a parlare al posto di qualcun altro, è un attore che deve rendere credibile ogni emozione anche dietro a un microfono e non sullo schermo. Ma come si diventa doppiatori? Noi abbiamo posto la domanda ad Emanuele Suarez: «Per diventare doppiatori bisogna innanzitutto essere un attore e avere una formazione teatrale, poi si passa all’approfondire le tecniche del doppiaggio che ovviamente sono particolari rispetto alla comune recitazione e, infine, si cerca di entrare nel mondo mandando provini (che chiamiamo dubreel) e chiedendo di farsi ascoltare o seguire in sala se possibile». Quindi è una professione che richiede una formazione specifica, capacità recitative e conoscenza della lingua che si ottengono frequentando scuole professionali di recitazione.

Poi bisogna specializzarsi in corsi di doppiaggio su tecniche speciali, come l’uso del microfono e il labiale. Diventare doppiatori è accessibile a tutti, ma esistono famiglie di doppiatori come la famiglia di Emanuele. Quindi gli abbiamo chiesto se è un lavoro che consiglierebbe a noi ragazzi, e lui ci ha detto: «Lo consiglio a coloro che hanno la passione della recitazione in caso volessero approfondire la professione!». A noi ragazzi piacerebbe molto avere anche un corso di doppiaggio nella nostra scuola per capire cosa si prova, prestando la voce al proprio personaggio del cuore.

Ecco i cronisti in erba delle classi classi 3G, 3H, 3D, 2F, 1F, 2A, 2B,2C del laboratorio di giornalismo della scuola Libero Andreotti di Pescia: Lucrezia Alessandroni, Mattia Bartolomei, Leonardo Betti, Noemi Biagini, Greta Braccini, Pietro De Ponti, Matteo Del Tozzotto, Martina Di Nunno, Ginevra Dolsi, Zoe Fromboli, Chiara Giacomelli, Aurora Hoxha, Sara Incerpi, Lorenzo Lavorini, Pietro Luzzi, Giacomo Magnani, Ginevra Marchi, Olivia Martini, Sofia Moretti, Sebastian Orban, Riccardo Pierazzini, Sofia Pierini, Sofia Silvestri, Noemi Suverato, Leonardo Trampuz Barni.

Tutor: professoresse Anna Casciello e Claudia Madrigali. Preside: Massimiliano Buttazzo.

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