ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di Primo Grado Puccini di Firenze (FI) - 3D

Il packaging, questo sconosciuto. Alla Puccini riciclando s’impara

Abbiamo incontrato l’attivista Rossano Ercolini per una lezione di raccolta differenziata

In tutte le strade di città e di campagna i rifiuti indifferenziati si accumulano sempre di più e spesso vengono gettati per terra, diventando un pericolo per l’ambiente.

Molti di questi rifiuti sono gli imballaggi che avvolgono prodotti di ogni tipo, alimentari e non. Dall’evidenza di questo problema ambientale è nato l’incontro della nostra classe con Rossano Ercolini, attivista ambientale, vincitore del Goldman Prize 2013 e direttore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, il primo comune Zero Waste d’Europa, che ci ha aiutato a guardare il problema del packaging con occhi più consapevoli. Durante il dialogo con Ercolini abbiamo scoperto le differenze tra imballaggi primari, quelli a diretto contatto con il prodotto, secondari, che raggruppano le unità di vendita, e terziari, usati per il trasporto. Ogni tipo ha un impatto ambientale diverso in base al materiale di cui è fatto.

Rossano ci ha spiegato che alcune plastiche durano pochi minuti nelle nostre mani, ma centinaia di anni in mare, e che i materiali misti sono tra i più difficili da riciclare.

Ovviamente esistono materiali facilmente riciclabili: la carta e il cartone possono «rinascere» fino a sette volte, l’alluminio è un materiale altamente riciclabile e il vetro si può riciclare all’infinito senza perdere qualità. Tuttavia spesso tali materiali non sono usati perché aumenterebbero i costi di produzione (le plastiche costano meno).

Per capire quanto il problema sia ampio, basti pensare che nel 2024 in Italia sono stati immessi sul mercato quasi 14 milioni di tonnellate di imballaggi, il 76,7% dei quali sono stati avviati al riciclo grazie alla raccolta differenziata e al recupero energetico secondo i dati ufficiali Conai.

Al Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori Ercolini e il suo team analizzano i sacchi della spazzatura in cerca di oggetti da riprogettare e sollecitano le grandi aziende a trovare soluzioni per ridurre l’impatto ambientale dei loro prodotti, come nel caso delle capsule di caffè Lavazza (difficili da separare) o delle penne Bic, che finiscono nell’indifferenziato. Risultato: nuove capsule compostabili e una Bic d’alluminio con refill sostituibile.

Tutto questo per noi non è astratto: la nostra scuola fa parte del primo istituto comprensivo Zero Waste d’Italia e ogni giorno cerchiamo di trasformare queste idee in comportamenti concreti. L’incontro con Ercolini ci ha confermato che i piccoli gesti sono i più importanti: condivisi e moltiplicati, possono davvero aiutare a prenderci cura dell’ambiente e del nostro futuro.

 

Il 28 gennaio scorso Rossano Ercolini, uno dei più importanti attivisti ambientali italiani, ha incontrato la nostra classe e ha risposto a tre domande sul problema degli imballaggi.

Da cosa dobbiamo iniziare per ridurre il packaging? «La conoscenza non è niente se non genera coscienza e consapevolezza: per risolvere il problema dell’inquinamento nel mondo, insomma, bisogna esserne consapevoli. C’è una cosa più importante del riciclare ed è il riusare, per esempio se abbiamo un barattolo di vetro invece che buttarlo via sarebbe meglio metterci una marmellata o trasformarlo in un bicchiere. Alcuni artisti riescono a trasformarlo addirittura in una lampada». Non è facile capire se alcune confezioni sono di carta o di plastica: esiste un modo per distinguerle? «Per distinguere se alcuni imballaggi sono fatti di carta o di plastica c’è una tecnica molto efficace: se voi accartocciate la confezione e rimane piegata significa che è carta, ma se invece si riapre allora è un imballaggio di plastica. Sennò potete an-che controllare la scritta dietro e capire dove buttarla ma ci vuole un po’ più di pazienza». Cosa possiamo fare per migliorare il packaging di alcuni prodotti se notiamo che sono troppo inquinanti? «Dovete fare squadra. Da soli siamo solo goccioline che evaporano, ma insieme diventiamo oceano. Le aziende sono attentissime ai gusti dei giovani, scrivete loro. Se un prodotto è buono ma il packaging è sbagliato, fateglielo sapere. Una lettera gentile ma ferma, scritta da una classe di terza media, ha un potere enorme. Gli adulti fanno quello che volete voi, se sapete chiederlo con competenza».

Classe III D della Scuola Secondaria di primo grado Puccini. Alunni: Costanza Alvarez, Lapo Angeli, Allegra Badalassi, Gabriele Bonardi, Agnese Boretti, Ginevra Chaouachi, Giulio Di Maggio, Agata Drusian, Tommaso Frosecchi, Giacomo Lam Nang, Riccardo Leporatti, Anas Malik, Arianna Manrique, Eva Mascanzoni, Daria Miglietti, Bilal Naciri, Anna Panella, Gaia Poggesi, Marta Sottili, Iris Tarolli, Francesco Todisco, Giulia Tofanari, Valentina Turano.

Docente tutor: Prof. Paolo Boschi.

Dirigente Scolastico: Prof. Mattia Venturato.

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